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Ornellaia 2016 Vendemmia d’Artista. La Tensione di Shirin Neshat

8 Febbraio 2019 Elena Erlicher
Ornellaia 2016 Vendemmia d’Artista. La Tensione di Shirin Neshat

Ornellaia 2016 La Tensione interpretato dall’artista iraniana Shirin Neshat è stato presentato ieri 7 febbraio nella sede di Sotheby’s di palazzo Serbelloni a Milano.

Per l’undicesima edizione del progetto Vendemmia d’Artista, la tenuta di Bolgheri ha invitato Neshat a interpretare il carattere di Ornellaia 2016 con un’opera d’arte site specific nella Cantina, ancora in fase di elaborazione, e una serie di 111 bottiglie di Ornellaia Vendemmia d’Artista in grande formato: 100 doppie Magnum, 10 Imperiali e una Salmanazar (rispettivamente 3, 6 e 9 litri). In più l’artista ha disegnato un’etichetta speciale che, in un unico esemplare, sarà presente in ogni cassa di Ornellaia da 6 bottiglie da 0,75 l.

Le bottiglie di Ornellaia 2016 Vendemmia d’Artista

Il ricavato dell’asta a un progetto del Guggenheim

I 111 grandi formati saranno battuti all’asta e il ricavato, per la prima volta, sarà devoluto a un progetto del Guggenheim di New York (non più alla singola istituzione): “Mind’s Eye”, che aiuta le persone non vedenti o ipovedenti a sperimentare l’arte con tutti gli altri sensi, attraverso la creazione di un modello dell’opera. «Nato nel 2009», dice Giovanni Geddes da Filicaja, Ceo della Cantina toscana, «il progetto Ornellaia Vendemmia d’Artista coinvolge ogni anno un artista contemporaneo di fama internazionale per interpretare il carattere unico di ogni singola vendemmia. In dieci edizioni abbiamo raccolto e donato oltre 2 milioni di euro a fondazioni e musei di tutto il mondo. Quest’anno abbiamo voluto dare il via a una collaborazione triennale con un’istituzione nel mondo dell’arte come il Guggenheim Museum». In questa occasione è stata presentata anche un’interessante ricerca Censis per Ornellaia.

L’artista: Shirin Neshat

Fotografa, regista e videoartista, Shirin Neshat ha abbandonato giovanissima la sua terra natale e non ha potuto più farvi ritorno. Nel corso della sua carriera artistica si è avvalsa dell’antica letteratura mistica persiana, sia sotto forma di poesia inscritta come calligrafia sulle superfici fotografiche, sia sotto forma di canzoni nei video.

Ferdinando Frescobaldi

La relazione tra vino e spiritualità

«Nell’opera realizzata per Ornellaia», spiega Neshat, «ho inscritto una poesia del celebre poeta persiano dell’XI secolo Omar Khayyam, dal titolo “Senza il puro vino non posso esistere”. Lui più di ogni altro poeta persiano ha scritto sulla relazione esistente tra vino e spiritualità». «Shirin Neshat è un’artista strepitosa», dichiara Ferdinando Frescobaldi, presidente di Ornellaia, «che prima di creare la sua opera ispirata a Ornellaia 2016 ha visitato approfonditamente la nostra tenuta, entrando in vigneto e letteralmente prendendo tra le proprie mani le zolle di terra».

In etichetta

L’etichetta sulla bottiglia da 0,75 l riporta direttamente i versi della poesia. Quelle dei grandi formati si avvicinano alla dimensione corporea e rappresentano dettagli di volti femminili, mani e corpi coperti dalla scrittura in lingua Farsi. Le 10 Imperiali ospitano una serie di mani che si aprono e si chiudono, trasmettendo una vera e propria sinfonia di movimento. L’ultima mano sulla Salmanazar copre la scrittura e pare emergere dall’etichetta in un gesto definitivo di sintesi tra parola, bottiglia e dimensione corporea.

heinz fusari ornellaia 2016
L’enologo Olga Fusari e Axel Heinz, direttore di Ornellaia

La vendemmia 2016 di Ornellaia

«La Tensione è il termine scelto per descrivere l’annata 2016», dice l’enologo Axel Heinz (anche direttore di Ornellaia), che quest’anno lascia il posto alla giovane Olga Fusari, pur continuando a supervisionare il lavoro, «e richiama il momento della vendemmia, come fase di grande tensione e attenzione, dove l’uva è la promessa di un grande vino, che si rivelerà tale solo dopo un congruo periodo di tempo passato in cantina. Ornellaia 2016 nasce dall’opposizione di forze principali che non si azzerano, ma creano un senso di profondo vigore che amiamo definire “tensione”».

Tutte le virtù del clima di Bolgheri

Il 2016 sarà ricordato come un’annata che racchiude tutte le virtù del clima di Bolgheri, ricorda Olga Fusari: «Un’estate tipica molto soleggiata e calda, ma non mi modo eccessivo, con stress idrico moderato, fino a inizio raccolta. Il vino si esprime con ricchezza, pienezza e vibrante acidità. Sembra un po’ di vedere un atleta che è sì pieno di muscoli, ma è in grado di fare salti altissimi, utilizzando la propria forza accompagnata dalla leggerezza».

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