Dal mondo Dal mondo Gualtiero Spotti

La patria del Pisco muove i primi passi nel mondo del vino

La patria del Pisco muove i primi passi nel mondo del vino

Nel Paese sudamericano si beve ancora poco, con un consumo pro-capite del nettare di Bacco di 2 litri all’anno. Cresce l’interesse per orange wine e naturali. Tra gli alcolici più diffusi c’è sempre il Pisco, noto distillato di cui i peruviani si contendono i natali col Cile.

L’esplorazione del mondo del vino sudamericano, e quindi di un intero continente, è una pratica decisamente complessa. Richiede una buona dose di pazienza e continua applicazione per chi vuole saperne di più. Se però è facile e piuttosto naturale pensare a nazioni come Argentina e Cile, dalla produzione ormai consolidata e conosciuta a livello internazionale, le difficoltà arrivano quando si parla di altri Paesi, con una tradizione secolare e forse non meno importante, che per diverse ragioni non hanno saputo sfruttare negli anni le loro grandi potenzialità.

L’estensione dei vigneti peruviani

In Perù preferiscono la birra

Prendiamo il caso del Perù, che è l’esempio più calzante in questo senso ed è anche lo Stato sudamericano dal quale ci si aspettano grandi novità e crescita economica nel settore enologico per il prossimo futuro. La storia dice chiaramente che, a Lima e dintorni, la bevanda prediletta dai peruviani era e rimane la birra, come rivelano i consumi pro-capite degli ultimi anni (2 litri scarsi di vino a fronte di oltre 40 di birra), anche se muovendosi da nord a sud lungo la fascia costiera del Paese e nelle valli interne si rimane stupiti nell’osservare distese infinite di filari di vite e migliaia di ettari coltivati con numerose varietà denominate genericamente Criolle. E qui bisogna fare un inciso.

La famiglia delle Criolle

Il termine Criollo in tutto il continente indica una generica famiglia di varietà portate nei secoli scorsi in Sudamerica dai conquistatori spagnoli (Palomino e Mollar tra gli altri). A queste si sono aggiunte nel tempo anche quelle italiane, francesi e portoghesi. Per rendere ben chiara la complessità dei termini basti sapere che il Listan Prieto, uva scura di origine spagnola, in giro per il continente ha più di 45 diversi nomi e in Perù due di questi sono Rosa del Perù e Negra Moll. Nel caos delle diverse terminologie, le certezze a volte sono poche, ma ci dicono che, per adesso, il Perù ha una solida reputazione soprattutto se parliamo di uva da tavola da esportazione. Certo, il vino in bottiglia esiste, ma mantiene un profilo piuttosto popolare, una qualità non eccelsa e un consumo interno contenuto.

In foto: la pigiatura dell’uva a Bodega Tres Generaciones

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© Riproduzione riservata - 28/07/2019

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