Dove cenare a Padova. Le nuove mete gastronomiche

Dove cenare a Padova. Le nuove mete gastronomiche

Quali sono le ultime novità della ristorazione (aperture, spostamenti, cambi al vertice…) nelle 20 città più popolose d’Italia? Ecco cosa vale davvero la pena provare se vi trovate a Padova o solo poco fuori porta.

Abbiamo individuato alcuni locali dove suggeriamo di mangiare nel 2019. Perché sono nuovi o aperti da un paio d’anni, profondamente rinnovati nell’ambiente, nella cucina o nella gestione, guidati da giovani o che hanno vissuto da poco cambi generazionali che li hanno rivoluzionati. Insomma buone tavole (non necessariamente solo “creative”, ma anche ottime trattorie o locali etnici) consigliate a chi è in cerca di novità e vuole anche bere bene.

19.94

Stefano Agostini e Alessandro Rotolo

Ci si allontana dal centro di Padova verso i Colli Euganei per incontrare questo locale arredato in stile moderno ed essenziale. Al timone due professionisti di estrazione diversa. Il patron è Alessandro Rotolo, giovane imprenditore prestato alla ristorazione dal settore del vino (la famiglia conduce con successo le aziende friulane Volpe Pasini e Schiopetto). Lo chef è Stefano Agostini, padovano, un passato ricco di riconoscimenti ed esperienze importanti. A legarli il numero che dà il nome al locale, 19.94: anno di nascita del primo e dell’apertura della Casa Vecia di Abano Terme, dove il secondo conquistò la stella. Prevedibile la meticolosità con cui viene curata la carta dei vini, ricca di oltre 500 etichette italiane e internazionali e a cui spetta il compito di accompagnare piatti originali e centrati come il risotto ai broccoli, burrata e piovra e il petto d’anatra con finocchi, sedano e liquirizia.

via Sette Martiri 170 – 049.64.53.754
www.ristorante1994.it

Radici Terra e Gusto

Andrea Valentinetti

Curioso annotare che nella stessa palazzina, poco lontano da Prato della Valle, dove oggi si trova uno dei locali più interessanti sotto il profilo gastronomico e al contempo più frequentati della città, un tempo c’era una pellicceria. A testimoniare il passato resta il caveau blindato, riadattato a cantina e gestito, come la sala, dalla sommelier Eleonora Piovesan. La cucina, a vista, è invece saldamente nelle mani di Andrea Valentinetti, cuoco navigato nonostante la giovane età e pasticcere di talento. I suoi sono piatti freschi nelle idee e precisi nelle esecuzioni, in parte legati alla cultura locale, come i ravioli di faraona, latte e miele con anice stellato, in parte di taglio meno territoriale, come l’agnello con menta, scalogno e carciofi. Il percorso ideale è il menu Radici a 110 euro, altrimenti si può scegliere à la carte restando sui 60, con la raccomandazione di lasciare spazio per uno dei deliziosi dessert.

via A. Costa 18/a – 049.23.20.525
www.radicirestaurant.it

Valbruna

Christian Lorenzato e Davide Tangari

Un locale con due volti ben distinti. Quello più informale parte dall’idea di incrociare un fusion bistrot con un cocktail bar proponendo piatti etnici come il ramen giapponese, il ceviche peruviano, i dumpling cinesi e accostandoli a drink raffinati e innovativi. Un modello, insomma, che ci si aspetterebbe di incontrare più in una metropoli che nei paraggi di Padova, a due passi da un casello autostradale. Il volto più ambizioso è invece quello della tavola gourmet, sulla quale sfilano piatti di alto profilo che mettono a fuoco con maggiore precisione estro, sensibilità e capacità tecnica dello chef Davide Tangari, classe 1990 ma già dotato di un importante bagaglio di esperienze. Uno per tutti, la crema di cipolla con gelatina di verjus (condimento la cui storia risale al Medioevo) al Calvados. A gestire sala, settore mixology e una carta dei vini già ampia e in continua crescita, Christian Lorenzato.

via del Santo 2 – Limena – 049.64.51.237
www.valbrunalimena.com

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© Riproduzione riservata - 13/06/2019

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