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VinoVip: gran finale al Faloria con oltre 150 etichette

19 Luglio 2013 Civiltà del bere
Lunedì 15 luglio il tradizionale Grand Tasting delle Aquile ha chiuso il nono VinoVip Cortina. L’evento conclusivo della tre giorni ampezzana organizzata da Civiltà del bere ha coinvolto 51 big dell’enologia italiana ai 2.100 metri del Rifugio Faloria, tra le cime più scenografiche delle Dolomiti. NUOVE ETICHETTE E NUOVE ANNATE IN ANTEPRIMA – In un meraviglioso pomeriggio di sole, dalle 15,30 alle 19,30 si sono potute assaggiare oltre 150 etichette personalmente offerte da produttori. Tante le novità di gamma e le annate presentate in anteprima. Seguendo l’ordine alfabetico, e di disposizione degli stand, incontriamo il Vermentino Samas di Agricola Punica, il Bolgheri Aska di Banfi, la Cuvée Secrète, di Arnaldo Caprai e l’Altemasi Pas Dosé Trentodoc di Cavit. Il viaggio prosegue con la Riserva 2010 del Chianti Classico Il Picchio di Castello di Querceto, il Brut Zero Valdobbiadene Superiore di Col Vetoraz, il Grillo SurSur di Donnafugata e il Rosso Veronese Creso di Bolla - Gruppo Italiano Vini. Da non mancare anche il Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo Doc vendemmia 2009 di Masciarelli, il Carricante Eruzione 1614 firmato Planeta, il Langhe Doc Oltre di Pio Cesare, il Lagrein Urban di Tramin e l’Amarone Classico Riserva 2007 di Sergio Zenato. I SUPERCLASSICS – Accanto alle new entry, onore ai grandi classics che rendono VinoVip Cortina un appuntamento impedibile per chi vuole degustare la migliore produzione enologica nazionale. C’era Allegrini con il suo Amarone della Valpolicella Classico, Antinori con il Cervaro della Sala, Argiolas e il Turriga, Bertani e un’altra notevole versione di Amarone. Poi Bibi Graetz con il Testamatta, il Brunello di Montalcino di Biondi Santi, il Vino Nobile di Montepulciano di Carpineto, il Mater Matuta di Casale del Giglio e il Lupicaia di Castello del Terriccio. Tra le tante bottiglie top non potevano mancare il Villa Cerna Chianti Classico Riserva di Cecchi, il Liano di Umberto Cesari, il Premium Mention Honorable Lambrusco di Sorbara di Cleto Chiarli e il Nizza Barbera d’Asti Superiore La Court di Michele Chiarlo. Collavini ha portato anche il Collio Bianco Broy, Falesco il Merlot Montiano, Fattoria dei Barbi il Brunello di Montalcino Vigna del Fiore e Cantine Ferrari la Riserva Lunelli. Plauso anche al Primitivo Es di Gianfranco Fino e al Barolo Serre di Gianni Gagliardo, i Valdobbiadene de Le Colture, il Cirò Duca San Felice di Librandi, il Pigato Vignamare di Lupi, l’Amarone Riserva di Costasera targato Masi e il Radici Taurasi di Mastroberardino. Al banco di Mezzacorona c’era anche la Riserva di Teroldego Rotaliano Nos, q quello di Nonino le grappe da Monovitigno, mentre Pasqua ha scelto il Picaie della linea Cecilia Beretta e Podere Poggio Scalette Il Carbonaione. Sempre dalla Toscana, Poderi di Capo d’Uomo ci ha fatto assaggiare Maisto e Rocca delle Macie il Chianti Classico Riserva Famiglia Zingarelli. La carrellata delle referenze degustate ad alta quota comprende anche pietre miliari del calibro del Terre Brune di Cantina Santadi, il Pinot grigio di Santa Margherita, il Rosso del Conte di Tasca d’Almerita, il Sassicaia di Tenuta San Guido, il San Leonardo di Tenuta San Leonardo e il Verdicchio Casal di Serra di Umani Ronchi. Tenuta Ca’ Bolani - Zonin ha voluto portare l’Alturio Friuli Aquileia e infine Villa Sandi il Cartizze Vigna La Rivetta.

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