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Uva della Cascina: dimenticata dai vivai, riscoperta in Oltrepò

22 Novembre 2018 Roger Sesto

L’Uva della Cascina è un’autentica rarità viticola. Questo vitigno che pareva completamente perduto è tornato a palesarsi, seppur in modo molto sporadico, nelle campagne dell’Oltrepò Pavese. Se ne trae un vino rosso molto profumato, leggermente aromatico, con note di frutta rossa e spezie, abbastanza corposo e di buona piacevolezza.

Racconta Elena Mercandelli titolare della Cantina Cabanon di Godiasco (Pavia): «L’Uva della Cascina è un vecchio vitigno locale, ormai dimenticato. I grandi vivaisti neppure l’hanno in catalogo. Eppure si tratta di una splendida cultivar, di precoce maturazione, con un acino tondo, croccante, fragrante e dolcissimo. Un’uva finissima da dosare in piccole quantità per migliorare l’eleganza di alcuni vitigni. Ha poca acidità e poco tannino e anche se raggiunge notevole gradazione, non è forse ideale da vinificare in purezza. Però l’uva è bella da far piangere, con gli acini, tondi e compatti, finemente cosparsi di un delicato manto di pruina (visibile nella foto in apertura, ndr)».

 

Elena Mercandelli

 

Il Vino del Bosco di Cabanon

Cabanon produce un Provincia di Pavia Igt Rosso, chiamato Vino del Bosco, frutto di un uvaggio di Uva della Cascina in prevalenza, con della Vespolina, Uva Rara e Ughetta. Vendemmiate tardivamente e leggermente passite, le uve vengono vinificate in rosso, in acciaio, con la fermentazione alcolica che naturalmente si blocca prima del completo svolgimento in alcol degli abbondanti zuccheri; il risultato è un vino molto morbido, ricco di profumi di sottobosco, dal gusto grasso e polposo, ma di buon nerbo acido.

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