Scienze

Scienze

Studio Agronomico Sata: la “case history” di Mosnel

3 Novembre 2021 Aldo Fiordelli

La Cantina franciacortina Mosnel, che si avvale della consulenza degli agronomi Sata, investe le proprie energie nella cura dell’ambiente produttivo. Grande attenzione è riservata al riutilizzo delle vinacce e degli scarti di potatura, grazie ai quali si stabilizza la sostanza organica del terreno.

Mosnel è un’azienda che, condividendo con lo Studio Agronomico Sata l’orientamento alla produzione di un Franciacorta specifico e territoriale, ha assunto come linea guida la cura dell’ambiente produttivo in senso ampio: salute, decoro, attenzione al particolare, fascino paesaggistico, equilibrio vegeto-produttivo. Tutti fattori che sono in forte assonanza con i concetti di rispetto e qualità (vedi Sata, i missionari della biodiversità, Studio agronomico Sata: stringiamo alleanze, con la natura e Studio Agronomico Sata: la “case history” di Barone Pizzini).

Dalla gestione della biomassa alla valorizzazione del paesaggio

La particolare attenzione al ruolo della sostanza organica ha portato Mosnel a realizzare un ciclo chiuso nella gestione della biomassa come strumento fondamentale a supporto della fertilità biologica dei suoli. Le proprie vinacce e ogni sottoprodotto vegetale della gestione degli spazi verdi aziendali finiscono per comporre, in un ciclo virtuoso, una fonte nutrizionale sana e integra a sostegno della viticoltura.
In questo ambito l’azienda ha operato valorizzando costantemente le proprie specificità anche in termini di decoro e valore paesaggistico di tutti i contesti coltivati mettendoli in collegamento, quasi senza soluzione di continuità, con le aree a vocazione estetica, tra cui un parco centenario di gran valore storico, botanico e ambientale.

Le basi di un circolo virtuoso

Le vinacce fino a pochi anni fa era obbligatorio consegnarle alla distillazione. Sostanzialmente non hanno valore economico, costa di più il trasporto. Ci poteva essere una soluzione alternativa come riportarle al vigneto che le produce. «Tutto ciò che portiamo via», spiega Marco Tonni di Sata, «dobbiamo restituirlo. Chi non concima ruba al terreno perché non restituisce. Più sostanza organica possibile c’è e meglio è. Vinacce e potatura non devono essere asportate. Posso usare inerbimento e compost, ma le vinacce non hanno problematiche da un punto di vista sanitario. A parte il cattivo odore di fermentato».

La buona pratica del compostaggio

«Una buona cosa che un’azienda può fare è compostarle», continua Tonni. «Si tratta di un processo naturale che trasforma la sostanza organica come vinacce, potature e sfalci o letame in compostaggio che stabilizza la sostanza organica, producendo più humus e non solo azoto. Questo consente un effetto meno immediato sul vigore della pianta, e contemporaneamente arricchisce di più il terreno per struttura e qualità. Il suolo diventa una spugna per elementi nutritivi e acqua. Un terreno con più sostanza organica ha molta più riserva di acqua. Meno sostanza organica e più è la siccità che soffre; se invece il terreno è equilibrato soffre meno la siccità. Usare vinacce e rendere più stabile la sostanza organica ottimizza lo sfruttamento di quella già esistente».

SATA STUDIO AGRONOMICO
piazza della Loggia 5, Brescia
info@agronomisata.it
www.agronomisata.it
Segui su Facebook InstagramLinkedin

Foto di apertura: grazie alla collaborazione con gli agronomi Sata, Mosnel ha costruito un circolo virtuoso basato sul riutilizzo di sfalcio, potatura e vinacce

Scienze

Vini dealcolati e dintorni: a che punto siamo? Cosa è emerso nel convegno all’Accademia dei Georgofili

Il quadro normativo, le prospettive di mercato e l’analisi dei prezzi, gli […]

Leggi tutto

La straordinaria memoria del Cabernet Sauvignon

Secondo uno studio dell’Università della California Davis, le viti attuali sono geneticamente […]

Leggi tutto

Tutto quello che c’è da sapere sul Kerner (incluso il legame sempre più stretto con l’Alto Adige)

Nasce dall’incrocio genetico tra Schiava grossa e Riesling, effettuato in Germania nel […]

Leggi tutto

Robot in vigna crescono. Una panoramica aggiornata

Manodopera scarsa e ricerca di maggior precisione nei trattamenti spingono alla loro […]

Leggi tutto

Riflettori sul Carmenère, l’uva emblematica del Cile

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Bassa gradazione senza dealcolazione? Una missione possibile. Ecco come

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

NoLo: gettiamo un ponte tra enologia classica e nuove tendenze (anche con l’aiuto di una tabella)

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Serve un indice del riposo della vite

La pianta, a causa del global warming, va spesso incontro a germogliamenti […]

Leggi tutto

Dealcolazione: sì, no, come. Il punto di vista di tre enologi italiani

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati