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“Pocos, locos y mal unidos”. Il paradosso del vino sardo

21 Giugno 2019 Mike Veseth
“Pocos, locos y mal unidos”. Il paradosso del vino sardo

“Pocos, locos  y mal unidos”. Questa descrizione della Sardegna e dei suoi abitanti (erroneamente attribuita a Carlo V) è utile per analizzare il settore vitivinicolo sardo e i venti contrari che si trova ad affrontare oggi.

La Sardegna ha un peso relativamente piccolo (pocos) sulla produzione vinicola nazionale, con circa 20 mila ettari di vigneto su 750 mila totali. E i suoi viticoltori sono pazzi (locos), ma questa è una considerazione oggettiva, non un insulto. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna avere almeno un briciolo di follia per cercare di guadagnarsi da vivere coltivando uva o facendo vino.

Piccolo (e pazzo) può essere bello

Essere piccoli e un po’ pazzi non è uno svantaggio insormontabile nel mondo del vino. Anzi, può costituire un buon punto di partenza. Consideriamo, ad esempio, la Nuova Zelanda. Il settore vitivinicolo neozelandese è grande in termini di portata globale e reputazione, ma pocos sotto altri punti di vista. Oggi gli ettari vitati sono più di 35 mila (dati: Oxford Companion to Wine), ma questo dopo un paio di decenni di rapida crescita. Vent’anni fa la Sardegna aveva più vigne della Nuova Zelanda e produceva più vino.

Quei pazzi neozelandesi avevano ragione

I primi produttori Kiwi che tentarono di vendere le loro etichette sul mercato mondiale (come Ernie Hunter, di cui ho scritto in Wine Wars) devono essere stati più che pazzi a immaginare che il vino di una piccola isola lontana avrebbe mai potuto avere un successo simile. Ma portando i loro vini più tipici prima nel Regno Unito e poi nel resto del mondo, hanno trovato un pubblico pronto. Ora la Nuova Zelanda è una macchina dell’export enoico, in costante crescita nelle fasce più alte del mercato. Essere piccoli e pazzi ha funzionato per i Kiwi.

Vermentino e Sauvignon: un parallelo possibile?

Il Vermentino sardo sarà il nuovo Sauvignon Blanc del Marlborough? Beh, i vini della Sardegna sono eccellenti e distintivi. Meritano di essere conosciuti meglio di quanto non lo siano. Se sarà la prossima Nuova Zelanda… No, è troppo difficile rispondere, se non altro perché i tempi sono cambiati e quello spazio di mercato è stato colmato. Ma c’è sicuramente un potenziale di crescita per la Sardegna. Il case study di Vigne Surrau (descritto su wineeconomist.com), come quello di tante altre aziende locali, evidenzia le caratteristiche positive della migliore enologia sarda: l’attenzione e l’impegno per la qualità. Che nel calice si traduce in equilibrio, finezza e tipicità. I produttori possono essere pocos y locos, ma qui c’è un grande potenziale. Cosa potrà mai ostacolarli?

La sindrome dei mal unidos

È qui che entra in gioco “mal unidos”. Quasi tutti i nostri interlocutori in Sardegna (dove abbiamo preso parte al Porto Cervo Wine & Food Festival) hanno lamentato la mancanza di unità e di lavoro di squadra. Io e Sue (moglie dell’autore, ndr) eravamo scettici. Non è così inusuale riscontrare difunzionalità come queste, ne vediamo sempre nei nostri viaggi per le terre del vino. No, non capisci, ci hanno detto. Qui è molto peggio. Non riguarda solo il vino. È tutto. Fazioni. Dialetti. Tutto. “Abbiamo incontrato il nemico e siamo noi”. È un vero problema: i Consorzi regionali sono deboli, dicono, il che è un peccato perché sono uno strumento fondamentale per costruire e valorizzare nel mondo la propria reputazione, ogni tentativo di cooperazione è limitato.

Un consiglio spassionato: bevete vino sardo!

Essere piccoli e pazzi non è per forza un problema. Ma la discordia e la frammentazione possono diventare un grosso ostacolo nella strada per un maggiore successo. La Sardegna potrebbe non essere in grado di eguagliare l’enorme crescita della Nuova Zelanda, ma ha un potenziale inespresso che sarebbe bello veder sbocciare. Il Nuovo Mondo del vino sardo di qualità deve ancora essere scoperto in molti mercati. Spero che le persone che si sono lamentate con noi per la mancanza di collaborazione stiano esagerando la situazione o trovino un modo di lavorare insieme per risolvere il problema. Nel frattempo, prestate attenzione alla Sardegna e ai suoi vini. Sareste locos a non considerarli come meritano.

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