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Le bollicine seducono anche la Toscana: sì agli spumanti Igt

23 Marzo 2026 Matteo Forlì Toscana
Le bollicine seducono anche la Toscana: sì agli spumanti Igt
© Dettagli allegato ©-Jag_cz_shutterstock_2436036023-scaled.jpg 20 Marzo 2026 334 KB 2560 per 1440 pixel Immagine originale: ©-Jag_cz-Shutterstock

Il Comitato nazionale vini approva le modifiche al disciplinare introducendo Metodo Classico e Charmat e il ricorso esclusivo del nome geografico Toscana. Il Consorzio: «Una nuova prospettiva di sviluppo del mercato e il rafforzamento della nostra identità»

Un marchio di tipicità anche per gli spumanti toscani: sulle etichette di Metodo Classico o Charmat, sia bianco che rosato, prodotte in regione si potrà presto aggiungere la dicitura Toscana Igt. La novità arriva col via libera del Comitato nazionale vini del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare che ha approvato le modifiche al disciplinare di produzione, aprendo anche alle bollicine. Ben lungi dal suggerire una radicale svolta produttiva in una zona che resta e resterà patria elettiva di monumentali rossi (come pure di eccellenti bianchi e passiti), il passo certamente rappresenta un segno dei tempi e delle tendenze di consumo.

Manca solo l’ok della Commissione europea

Un “passaggio storico”, lo definisce il Consorzio vino Toscana, che “segna un’evoluzione significativa dell’indicazione geografica” e che traduce una realtà già presente tra i produttori. L’iter, avviato a dicembre 2024, attende ora l’ultima ratifica prima dell’ufficialità da parte della Commissione europea: l’obiettivo è quello di rendere operativo il nuovo disciplinare entro la fine del 2026. «Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato», ha confermato Cesare Cecchi, presidente del Consorzio che oggi abbraccia 450 soci e oltre 1.700 viticoltori.

Novità figlia dei tempi (e dei trend di consumo)

«L’introduzione della categoria vino spumante», ha proseguito Cecchi, «rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane». Toscana Igt comprende oggi diverse tipologie di vino bianco, rosato, rosso, i frizzanti (nelle versioni bianco, rosato e rosso) e le tipologie da uve appassite (passito) e stramature (vendemmia tardiva). Col nuovo scalino la gamma abbraccerà appunto anche gli spumanti Metodo Classico e Charmat, in bianco e rosato. Questa modifica, ha sottolineato Stefano Campatelli, direttore del Consorzio vino Toscana, «è nata dalla richiesta di molti produttori che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive».

Niente più Toscano, ma solo Toscana Igt

Lo spumante Toscana Igt non è l’unica novità approvata dal Ministero. Nel pacchetto di proposte c’è anche il ricorso esclusivo in etichetta al termine Toscana per qualificare il marchio Igt, laddove in passato si poteva optare anche per la parola Toscano. L’uso esclusivo della dicitura Toscana Igt rappresenta, secondo Cecchi, «un ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali». «La modifica relativa all’uso del solo nome geografico Toscana», ha aggiunto Campatelli, «permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il disciplinare di produzione e per opporsi, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’indicazione geografica».

Toscana Igt in numeri

La produzione media degli ultimi cinque anni dei vini Toscana Igt è stata pari a circa 91 milioni di bottiglie con un valore complessivo che supera i 458 milioni di euro. Il 31% (28,2 milioni di bottiglie) è destinato al mercato italiano, mentre il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) viene venduto all’estero. L’Europa rappresenta il principale mercato di riferimento (46% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%).

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