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Il futuro del vino italiano in Svezia (e nel Nord Europa)

2 Settembre 2019 Anna Rainoldi
Il futuro del vino italiano in Svezia (e nel Nord Europa)

Quanto è diffuso il vino italiano in Svezia? L’ultimo decennio ha visto una crescita significativa dei nostri prodotti nei Paesi nordici, ma conoscere i nostri punti di forza (e debolezza) è indispensabile per progettare nuove strategie. Facciamo il punto con Corrado Cipollini, direttore di Ice Agenzia a Stoccolma.

“Il vino italiano in Svezia ha una quota di mercato del 30% e si attesta al primo posto in termini di volume di vendita presso il Systembolaget (monopolio svedese). L’Italia è poi seguita dalla Francia e dalla Spagna”, spiega Corrado Cipollini, direttore di Ice Stoccolma. “In termini di valore, il nostro export enoico nel Paese scandinavo ammonta a 156,7 milioni di euro”.

Corrado Cipollini, direttore di Ice Agenzia a Stoccolma

Cresce il vino italiano in Svezia

La presenza dei nostri prodotti sul mercato svedese ha visto un continuo incremento delle vendite negli ultimi anni. “Significativa la performance del 2017, quando le vendite al dettaglio del vino made in Italy da parte di Systembolaget hanno visto un all time high di ben 56,8 milioni di litri, più del doppio dei 25 milioni di litri di vino sudafricano, al secondo posto nel 2017 per volumi (oggi in quarta posizione)”. L’escalation del vino italiano in Svezia deriva anche dalla crescente passione per i passiti secchi “come il Governo alla Toscana, l’Amarone, il Ripasso”.

I Paesi nordici, un mercato in evoluzione

“Il mercato del vino in Svezia è in continua evoluzione, come del resto anche in Paesi come Finlandia, Estonia e Lettonia, dove fino a qualche anno fa i superalcolici la facevano da padrone. Ci si aspetta una forte concorrenza. Il monopolio tende a scegliere prezzi bassi per l’ordine di elevati quantitativi, e vini ricercati o nuovi vitigni per le piccole quantità. Questo vale per i monopoli di Svezia, Norvegia e Finlandia. La Danimarca invece annovera il numero maggiore di importatori pro-capite al mondo (1.700) e consente di testare i vini autoctoni sul mercato locale”, prosegue Cipollini.

Presidiare il mercato è fondamentale

Promuovere il vino italiano e monitorare il mercato sono attività di primaria importanza per presidiare il comparto. “Non si può restare fermi e sperare di rimanere al top. L’immagine della cantina, un nome semplice che richiami il calore e l’amore per la terra fanno tanto. E l’attenzione all’ambiente dà una marcia in più ai produttori che vogliono proporsi nei mercati scandinavi”, spiega il direttore di Ice Stoccolma. “Ma la forte concorrenza in termini di immagine dal Sudafrica e dall’Australia deve far riflettere”.

Vini zuccherini e prodotti bio

“I vini tendenti al dolce (con zuccheri tra i 7 e i 12 grammi/litro) hanno grande successo, anche se il consumatore più evoluto tende man mano a orientarsi verso minori quantità di zucchero, cerca prodotti bio sullo scaffale e acquista vini di prezzo più alto, soprattutto nella stagione invernale”. Nonostante questo, la Scandinavia si conferma un mercato abbastanza conservatore.

Nella ristorazione Francia batte Italia

Quali sono i punti su cui dobbiamo lavorare? La ristorazione. “Il gusto del vino italiano piace al consumatore nordico”, risponde Cipollini, “ma la presenza delle etichette italiane nella ristorazione è molto inferiore rispetto a quella dei vini francesi. Un’analisi di Star wine list sulle carte dei vini nei principali ristoranti a Stoccolma e Copenaghen rivela che le etichette francesi coprono il 65% della selezione, mentre quelle italiane si fermano al 15% di presenze”.

Le attività di Ice Stoccolma per il vino italiano

“Il mercato svedese è solo uno dei mercati di competenza di Ice Stoccolma”, precisa Corrado Cipollini. “Operiamo anche su Danimarca, Finlandia, Norvegia, Estonia e Lettonia. Nell’ambito della Borsa Vini dei Paesi scandinavi (l’edizione 2019 si è tenuta a marzo a Copenaghen), Ice Stoccolma contatta giornalisti, opinion maker con iniziative ad hoc per promuovere l’enologia made in Italy. Giornalisti e buyer da Svezia, Norvegia e Lettonia sono anche invitati regolarmente alle attività di incoming in Italia, in concomitanza a manifestazioni come Vinitaly e Vitigno Italia”.

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