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Garofoli: vendesi vecchie annate

17 Novembre 2010 Roger Sesto
La Garofoli di Castelfidardo (Ancona) è un’altra colonna portante della viticoltura marchigiana. Carlo Garofoli ci racconta: «Per tutti gli anni Settanta il Verdicchio è stato prodotto con tecniche viticole che privilegiavano la quantità e con trattamenti enologici di correzione sul prodotto finito. Il vino era così light e poco durevole. Volli provare a produrre una piccola Riserva e nacque il Macrina, tuttora esistente nella bordolese leggera. Nel corso degli anni questa filosofia del Verdicchio base in anfora e Verdicchio Superiore in bottiglia classica prese piede in altre Cantine. Cominciai quindi a proporre a fine anni Ottanta un Macrina Riserva che nel 1991 chiamai Podium, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, che sarebbe uscito solo in base a tempi decisi da me. Queste due etichette sono oggi i Verdicchio che maturiamo in serbatoio sur lie per oltre un anno, così da ottenere dei prodotti capaci di migliorare nei 10 o 15 anni successivi. E questa nostra predisposizione per i vini strutturati e longevi vale anche per il Rosso Conero. Il Grosso Agontano, Conero Riserva Docg». Chiediamo quali siano i segreti della longevità del Podium e del Grosso Agontano. Ci dice: «Le tecniche viticole sono alla base della durevolezza sia del Podium sia del Conero. Per il Verdicchio i nostri vigneti producono 80-90 quintali di uva per ettaro con un densità di 4 mila ceppi. Il Montepulciano, alla base del Grosso Agontano, proviene da vigne dense 5 mila viti a ettaro, a cordone speronato, che ci rendono 60-70 quintali di uva che, per le nostre zone, è una quantità assai bassa. Di grande importanza è poi la maturità dell’uva, specie del Montepulciano». Cerchiamo di capire quale sia la motivazione che spinge a serbare vecchie annate. Ci dice: «Organizziamo delle verticali. Ma non solo. Riproponiamo in vendita le vecchie annate e stiamo incrementando questa strategia commerciale mettendo da parte sistematicamente quantità di bottiglie». Parlando di annate, cerchiamo di individuare le più speciali. «Per entrambi i vini la 1997, che giudico la migliore in assoluto. Parlando del Podium, altri millesimi entusiasmanti sono l’ottimo 2001, il 2006 e il 2007. Il Grosso Agontano ha dato il meglio di sé nel 1998, 2001, ma anche nel 2003 e 2006».

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