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Annate storiche: Principe Pallavicini, lavorare con l’emozione

8 Ottobre 2012 Roger Sesto
Annate storiche di vini mitici (18): Lazio La famiglia Pallavicini è presente nel Lazio dal XVI secolo. Con donna Maria Camilla Pallavicini il comparto viticolo gode ora di un rinnovato slancio anche grazie all’estensione della tenuta di Colonna che, con i suoi 54 ettari, è il più ampio vigneto privato di Frascati. ESPRIMERE IL TERRITORIO - Mauro De Angelis, agronomo della Casa e presidente del Consorzio Frascati Doc, racconta: «Riuscire a produrre un vino che nel tempo sappia esprimere piacevolezza e originalità, significa vincere la sfida di coniugare le potenzialità di un territorio con le istanze del produttore di ottenere un nettare originale. Una sfida costosa, che impone una mentalità artigianale e un’utopia: l’immortalità enologica. Un atteggiamento che va oltre il valore della bottiglia; il vino va ad arricchirsi di una componente emozionale, facendosi amare anche per le sue imperfezioni; una logica affatto opposta a quella industriale». Così la famiglia Pallavicini si è riappropriata di un territorio di assoluta vocazione, restituendogli, grazie a un serio lavoro in vigna, quella sua intrinseca capacità di offrire vini di carattere. MOROELLO E 1670 - A proposito delle etichette che possono evolvere, De Angelis si sofferma sul Moroello, da Merlot e Sangiovese Grosso, «un vino che ha in sé l’ambizione di dimostrare l’eccellenza del Sangiovese che viene dalle pietraie di Montetosto a Cerveteri, ammorbidita dall’eclettico Merlot. Annata grandiosa è la 2004; in divenire la 2007, oggi in uscita». Per quanto riguarda i bianchi, il 1670 è il nettare più longevo: «Si tratta di un bianco espressivo, frutto di un blend di Malvasia Puntinata e Sèmillon; dopo varie prove, siamo arrivati al protocollo di vinificazione ideale con l’annata 2007; oggi è in commercio il 2009».

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