Scienze Scienze Riccardo Oldani

Alla ricerca del tappo perfetto. Le ultime novità sul mercato

Alla ricerca del tappo perfetto. Le ultime novità sul mercato

Nel settore delle chiusure le novità si susseguono a ritmo serrato. Uso di nuovi materiali, processi più ecosostenibili e soluzioni anti-contraffazione guidano l’attività dei produttori. Ma il tappo ideale per il vino ancora deve arrivare e forse non ci sarà mai. Per questo ricerca e sviluppo continuano.

Sono finiti i tempi in cui il tappo era un semplice pezzo di sughero. Da molti anni ormai anche questo indispensabile accessorio è diventato protagonista di una sfida sempre più tecnologica tra i vari produttori che animano un mercato ricco e vitale. Un grande peso, nella competizione, ha lo sviluppo di nuovi processi, brevettati o gelosamente custoditi per assicurarsi un vantaggio rispetto ai concorrenti. Altro aspetto fondamentale è la ricerca di soluzioni ecosostenibili, totalmente riciclabili oppure non inquinanti.

Tappo vino
I tappi SÜBR sono costituiti da granuli di sughero trattati per evitare qualsiasi emissione di TCA, la sostanza responsabile del sentore di tappo

Chiusure “micro-naturali”

Un esempio di questo tipo di innovazione arriva dal gruppo Vinventions con le sue chiusure SÜBR. Sono costituiti da granuli di sughero trattati per evitare qualsiasi emissione di TCA, la sostanza responsabile del sentore di tappo. Vinventions, gruppo che controlla sette brand del settore, tra cui Nomacorc, Ohlinger, Vintop, Alplast e Synte, definisce i suoi SÜBR come i primi tappi “micro-naturali”, realizzati con un processo di estrusione in cui i granuli di sughero sono legati tra loro con una colla di derivazione bio, senza alcun utilizzo di poliuretani. La gamma si è appena arricchita da tre nuovi formati ed è stampata in Francia nello stabilimento di Rivesaltes. Il sito ha potenziato negli ultimi mesi la capacità produttiva, che ora è uscita dalla fase pilota per dare il via a quella industriale.

Per spumanti da invecchiamento

Alla mossa di Vinventions risponde un altro grande produttore di chiusure, Diam, che ha appena presentato una nuova chiusura per spumanti, Mytik Diam 10, anch’essa realizzata con sughero in granuli trattato per eliminare la presenza di TCA. Il tappo è stato formulato in modo da controllare la permeabilità all’ossigeno per assicurare invecchiamenti fino a 10 anni. La gamma Mytik è contrassegnata da numeri che indicano gli anni di stazionamento in bottiglia indicati e si estende da 2 a 30. Per quanto riguarda gli spumanti, però, finora il portafoglio comprendeva soltanto i Mytik Diam 3 e 5. L’estensione fino a un limite di dieci anni è figlia di un’intensa attività di ricerca, che ha tenuto conto delle dinamiche di invecchiamento dei vini frizzanti, in cui i fenomeni fisici e chimici in gioco sono differenti rispetto ai fermi.

La gamma Nestgate di Guala Closures è dotata di un sistema digitale antimanomissione

A vite anti-contraffazione

Anche Vinexpo Paris, la fiera parigina che si è tenuta dal 14 al 16 febbraio, ha visto la presentazione di nuovi sistemi di chiusura. In particolare da parte del gruppo Guala Closures, che dichiara di riservare una particolare attenzione ai temi della sostenibilità. L’azienda lavora in particolare nel settore dei tappi a vite. A Parigi ha presentato gli ultimi modelli della sua gamma Nestgate, dotata di un sistema digitale antimanomissione, che utilizza un chip con tecnologia NFC (Near Field Communication) inserita nella parte superiore. Avvicinando uno smartphone dotato di un’apposita app, il tappo segnala al consumatore se sia stato forzato o aperto in precedenza, mettendolo quindi in guardia sull’integrità del contenuto della bottiglia. La stessa tecnologia è adottata anche per le chiusure a “T” utilizzate per liquori e spiriti.

Serve un metodo comune

Ricerca e innovazione continuano quindi senza sosta nel settore delle chiusure. Per le quali, però, è assai difficile stabilire con esattezza prestazioni ed efficacia. In uno studio del 2018, un gruppo di ricercatori dell’Università di Borgogna e della Franca Contea aveva, per esempio, evidenziato come l’estrema eterogeneità negli approcci delle ricerche su una particolare caratteristica dei tappi, cioè lo scambio gassoso tra interno ed esterno della bottiglia, rende praticamente impossibile capire quale sia la soluzione migliore. Gli esperimenti di laboratori e istituti universitari sono condotti spesso senza indicare informazioni essenziali, come spessore, diametro, presenza o assenza di trattamenti, tipo del gas utilizzato per condurre l’esperimento. Spesso non si indica nemmeno se le bottiglie sono conservate in piedi o sdraiate. Finché non si stabilirà una procedura chiara e condivisa da tutti sarà difficile poter stabilire confronti attendibili tra le varie tipologie di tappo. Alla fine la sapienza e l’esperienza del produttore continua a essere il criterio si scelta più attendibile.

Foto di apertura: il tappo per spumanti Mytik Diam 10 è stato formulato in modo da controllare la permeabilità all’ossigeno per assicurare invecchiamenti fino a 10 anni

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© Riproduzione riservata - 15/03/2022

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