In Italia In Italia Elena Erlicher

Al Seminario Masi vini “per sottrazione” per un consumo responsabile

Al Seminario Masi vini “per sottrazione” per un consumo responsabile

Naturalità, salubrità e autenticità sono le parole chiave che guidano il consumatore di oggi. Masi Agricola propone un’ampia selezione di vini biologici prodotti con il minimo intervento possibile dell’uomo sull’ambiente. Li abbiamo assaggiati a Vinitaly al Seminario Masi.

Quali sono le linee guida del consumatore contemporaneo? Se lo è chiesto Masi Agricola durante i due anni di pandemia che hanno cambiato le modalità di approccio al vino delle persone. Al Seminario Masi “Vinum natura genitum” (cioè vino creato secondo natura), andato in scena allo scorso Vinitaly, l’azienda veneta ha presentato uno studio della società Ipsos insieme alla sua selezione di vini prodotti “per sottrazione”. Da una parte la ricerca individua un nuovo approccio degli intervistati all’insegna della naturalità, salubrità e autenticità dei prodotti alimentari, e in particolare enologici. Dall’altra l’azienda veneta intende intercettare il nuovo trend di consumo con i suoi vini bio prodotti con il minimo intervento possibile dell’uomo sull’ambiente.

Il consumatore sceglie prodotti salutari, sostenibili e locali

«La nostra famiglia coltiva la vite da 250 anni», ha ricordato Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola e coordinatore del Gruppo Tecnico Masi. «Abbiamo sempre studiato in maniera scientifica, ponendoci dei traguardi, per andare oltre e tracciare nuove strade. Questa volta ci siamo chiesti: come è cambiato lo stile di vita e quale sarà il consumatore di domani?».
«Abbiamo intervistato un campione di persone che bevono in casa e fuori a Milano e Bologna», ha spiegato Lorena Cocozza di Ipsos, «individuando alcune macrotendenze. La maggior parte di loro preferisce prodotti salutari (8 su 10), sostenibili e locali (6 su 10). Inoltre sceglie i marchi in base alla presa di responsabilità da parte delle aziende (5 su 10), con un occhio sempre attento alla qualità e alla bassa gradazione alcolica».

La difficile arte della “sottrazione”

In un mondo che va nella direzione del consumo responsabile, Masi Agricola si propone di proseguire il cammino di sostenibilità già intrapreso coniugando i benefici delle tecniche organiche con la qualità tradizionale e la visione culturale del vino. La semplicità è adottata sia in vigna sia in cantina.
«In campo seguiamo un’agricoltura biologica e integrata», ha detto Roberta Beber, agronomo del Gruppo Tecnico Masi, «dove l’intervento dell’uomo è limitato, affinché il vigneto si equilibri da solo».
«In cantina si procede eliminando tutto il superfluo», ha proseguito Andrea Dal Cin, responsabile enologico, «attraverso una fermentazione sostenibile, un controllo modulare delle temperature, l’uso di ossigeno e azoto, il recupero e riutilizzo delle acque, ecc. Come dice il filosofo francese Pierre Hadot: “se vogliamo essere scultori delle nostre vite (e io aggiungo del vino), dobbiamo imparare anche la difficile arte della sottrazione”».

Identità inalterata, freschezza e bevibilità

Abbiamo poi assaggiato le sei etichette di Masi Agricola prodotte “per sottrazione”. In linea generale, possiamo affermare che rimangono inalterate, rispetto ai vini della tradizione, le caratteristiche identitarie, a fronte di una maggior freschezza e bevibilità. Anche le gradazioni alcoliche sono più contenute. Sugli 11% vol. quelle degli spumanti, dagli 11 ai 13% vol. quelle di bianchi e rossi.
«La sottrazione non tralascia gli elementi più importanti», ha dichiarato Andrea Gori, sommelier, oste e wine writer, che ha condotto la degustazione, «compreso quello umano, che rientra nel nostro bicchiere».

La prova del calice

Il Diesel, Prosecco Doc di Canevel l’azienda spumantistica che Masi ha acquisito (al 60%) nel 2016 – è un vino moderno e verace. Al naso offre note fresche di mela e gelsomino. Fresco e dissetante, ma dalla trama setosa, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Canevel Brut Setàge; qui si apprezza il contrasto tra la dolcezza della pera williams e la nota sapida e gessosa. La linea Fresco di Masi è composta da un bianco d’ispirazione “soavesca” (leggero, floreale, pepato) e da un rosso quasi rosato, al naso e al palato (fragola, lampone, mela rossa, ciclamino), che ricorda un Valpolicella. La Cantina ha voluto provare la propria expertise in “sottrazione” anche con due vini tradizionali del territorio; il Soave Classico Superiore Colbaraca e il Valpolicella Classico Superiore Toar. Il primo è di carattere meno fruttato (umami, affumicato, minerale) con finale leggero e ammandorlato. Il secondo ha un frutto tipico che poi vira sul salino e l’agrumato.

Foto di apertura: Andrea Dal Cin, responsabile enologico del Gruppo Tecnico Masi; l’agronomo Roberta Beber; Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola e coordinatore del Gruppo Tecnico, e Lorena Cocozza di Ipsos

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© Riproduzione riservata - 23/05/2022

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