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In arrivo il primo Trentodoc Elena Walch

20 Gennaio 2017 Monica Sommacampagna
Il 2017 ha un sapore spumeggiante per l’azienda altoatesina Elena Walch di Termeno, meglio nota per i suoi vini fermi, Gewürtztraminer in primis. L’orizzonte spazia al Trentino e in particolare al Trentodoc, nella cui zona la cantina, a una trentina di chilometri a sud di Bolzano, ha acquisito a fine 2016 un terreno a Civezzano, sopra Pergine. Dieci gli ettari a vigneto, posti a 600 metri di altitudine e con una promettente esposizione a sud e sud-est, che assicura una buona escursione termica tra giorno e notte -propizia per l’acidità e per la concentrazione di aromi. «Crediamo molto nelle potenzialità del Trentodoc», ci dice Karoline Walch, quinta generazione della famiglia. «Se l’Alto Adige è noto per i vini fermi di alta qualità, il Trentino si ritaglia una reputazione unica nella spumantistica e una spiccata vocazione internazionale».

Dove nascerà il primo Trentodoc Elena Walch

Pronte a ingaggiare una sfida a medio-lungo termine, le tre donne di casa Walch, Elena con la figlie Karoline e Julia, in questi mesi saranno impegnate con il loro staff nelle operazioni di preparazione del terreno per accogliere nuove barbatelle di Chardonnay e Pinot nero. È stato recuperato, infatti, solo un ettaro dal terreno acquisito, coltivato a Chardonnay, con viti che superano i cinquant’anni di età e che saranno prontamente valorizzate. «Il nostro è un progetto che si proietta nel futuro», continua Karoline. «La prima vendemmia sarà possibile non prima di sette anni, quindi produrremo il primo Trentodoc Elena Walch».

Altri progetti in corso

Elena Walch alle sfide, comunque, è abituata. E anche agli investimenti, per aumentare la qualità e arricchire la propria offerta di vini. A partire dai 60 ettari della Cantina, tra cui spiccano i due vigneti Vigna Castel Ringberg a Caldaro e Vigna Kastelaz a Termeno. Dopo aver preso in affitto per 23 anni 5 ettari posti a 900 metri di altitudine nel comune di Aldino (Bolzano), all’inizio dell’anno scorso ha reimpiantato Pinot bianco, Pinot nero e una piccola percentuale di Pinot grigio. Dal 2015, inoltre, alla cantina storica ha affiancato una innovativa cantina di fermentazione sotterranea che permette di lavorare l’uva in maniera molto versatile, selezionando gli acini con diverse modalità, da quelli integri a quelli leggermente schiacciati, nell’ottica di permettere la migliore estrazione aromatica. In particolar modo per i vini rossi di famiglia, come Cabernet, Lagrein e Merlot.

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