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San Salvatore: abito di Dorfles, corpo di Cotarella

5 Ottobre 2012 Alessandro Torcoli
Giuseppe "Peppino" Pagano è l'anima, oltre che il proprietario, dell'azienda agricola San Salvatore. Oggi ha presentato pubblicamente a Milano la sua bottiglia ammiraglia, un Aglianico molto particolare, vestito da Gillo Dorfles e scolpito da Riccardo Cotarella. E' il lavoro di squadra che gioca su un terreno speciale, quello di Paestum e del Cilento dove Peppino Pagano  è da anni un imprenditore di successo nel settore turistico. VINO, PASSIONE DI FAMIGLIA - Peppino Pagano non è approdato il vino semplicemente per diversificare le proprie attività, ma per una passione legata all'infanzia. Suo padre aveva prodotto vino fino 1974 sul Vesuvio. I figli scelsero la strada del turismo allora in pieno boom. Peppino ha costruito due alberghi, che tuttora gestisce. Nel 2003 visita una bella cantina in Toscana e rimane abbagliato dalla bellezza e dalle opportunità che una tenuta agricola può offire, non solo negli affari ma per la qualità della propria vita. Decide di tornare al vino. LA SCELTA DEL BIODINAMICO - Ora la sua azienda agricola è composta da due tenute,  per un totale di 97 ettari proprietà, a vigneto, con uliveto, frutteti, seminativi e bosco. La viticoltura segue le regole dell'agricoltura biodinamica. L'azienda può contare anche su 450 bufali per produrre la pregiata mozzarella di Capaccio, ma non solo: anche per il tanto letame ammendante necessario per sostenre la scelta bio. IL CONTRIBUTO DI RICCARDO COTARELLA - Prima di avviare un progetto tanto impegnitvo, però, Peppino Pagano si affida un fuoriclasse del vino, non potendosi permette re di sbagliare e riprovare: i tempi della vigna, si sa, sono lenti. Entra in scena Riccardo Cotarella che è stato ormai "adottato" dalla Campania, dove lavora già da 30 anni con risultati straaordinari, quali ad esempio il Montevetrano e il Terre di Lavoro. Riccardo Cotarella si trova da qualche anno nella sua fase "indigena" e di dedica con trasporto alla ricerca vitivinicola sui vitigni locali. In Campania Aglianico, Fiano e Greco. Un atteggiamento pienamente condiviso da Peppino Pagano, che gli affida il "corpo" dei suoi vini. Dopo i primi, più semplici, ma accattivanti prodotti, è ora uscito il capolavoro, che si fregia di un etichetta disegnata da Gillo Dorfles, che ha donato 12 disegni al suo amico Pagano, conosciuto in anni di vacanza nel Cilento. IL COMMENTO DI GILLO DORFLES, AUTORE DELL'ETICHETTA - L'incredibile Gillo Dorfles, 102 anni compiuti il 12 aprile, ha parlato del vino in termini entusiastici: "Tra un po' Paestum sarà più conosciuta per questo vino, che per i templi" ha dichiarato con la sua consueta ironia. "Ma per non esagerare, posso dire tranquillamente che i turisti non potranno fare a meno di degustare questo vino, tra i più pregevoli della zona". PRESENTATO L'AGLIANICO ANNATA 2009 - La San Salvatore, questo il nome dell'azienda in ricordo del padre di Pagano, è giunto alla terza vendemmia. L'Aglianico presentato, 2009, è dunque figlio della prima raccolta e Riccardo Cotarella ne sta ancora prendendo le misure. "Questo Aglianico mostra il suo territorio"; ha detto Cotarella con soddisfazione. "E' uno specchio del Sud. Oggi sentiamo il 2009, perché il mercato ha le sue esigenze, ma bisognerebbe aspettare". Qualche nota di vinificazione: l'Aglianico 2009 nasce da uve mature. "Abbiamo atteso sinché la buccia poteva resistere, per raggiungere la maturazione fenolica. La fermentazione è avvenuta a bassa temperatura soprattutto nella fase iniziale. La macerazione postfermentativa è stata breve, di 2 o 3 giorni. Il vino è stato travasato nel legno per la seconda fermentazione, la malolattica, e vi è restato per 12-16 mesi". L'Aglianico San Salvatore costa 25-30 euro al pubblico. Della prima annata sono state prodotte 3.300 bottiglie numerate. L'azienda produce altri 6 vini per un totale di 90 mila bottiglie raggiunte nel 2011, grazie ai frutti delle nuove vigne.

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