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Palmento Costanzo: un Wine Club per vivere e sentire l’Etna

Palmento Costanzo: un Wine Club per vivere e sentire l’Etna
I percorsi di degustazione proposti dalla Cantina accompagnano alla scoperta della linea di Sei e di quella Contrade oppure di selezioni dedicate esclusivamente ai bianchi o ai rossi

L’antico edificio di vinificazione è anche uno spazio dedicato alla degustazione e all’accoglienza. Tra vigneti lavici ed esperienze esclusive, la Cantina della famiglia Costanzo offre un modo autentico per scoprire il carattere del vulcano attraverso i suoi vini


In Toscana c’è chi le chiama tinaie, in Veneto e in Friuli, canevoni. Nel resto d’Italia sono semplicemente cantine. Non quelle dove invecchiano le bottiglie, ma quelle dove i grappoli scricchiolano e diventano vino. In Sicilia, sull’Etna in particolare, prendono il nome esotico di palmenti. Edifici nati tra le vigne, che sembrano sorgere dalla lava del vulcano e che custodiscono generazioni di vendemmie. Oggi molti sono in abbandono, divorati dal tempo e dai moderni processi di vinificazione. Alcuni, però, sono rinati. Non soltanto come luoghi di produzione, ma anche di degustazione, d’incontro e di scoperta. È il caso di Palmento Costanzo, una Cantina che porta nel nome la propria storia. Quella della famiglia Costanzo, che ha recuperato un antico palmento alle pendici dell’Etna. Lo ha restaurato con rispetto e riportato alla sua ragion d’essere originaria. Non come semplice testimonianza del passato, ma come luogo vivo.

Uno spazio per conoscere i vini dell’Etna

Nella struttura vengono prodotti i vini della linea di Sei (Bianco, Rosa e Nero) insieme ai cru di Contrada Santo Spirito, autentica espressione del versante Nord del vulcano. Ma il palmento non è soltanto il luogo dove il vino prende forma. È anche quello dove si fa conoscere. A Contrada Santo Spirito, nei pressi di Passopisciaro, una parte dell’edificio è stata infatti trasformata in uno spazio dedicato alle degustazioni. Seduti a pochi metri dai tini, con lo sguardo che corre tra i filari, è possibile assaporare le diverse etichette di Palmento Costanzo. Ogni degustazione è pensata per raccontare l’identità della Cantina e le molte sfumature dell’Etna.

Il palmento ristrutturato © B. Tarantino

Le degustazioni e le esperienze immersive

I percorsi di degustazione accompagnano alla scoperta della linea di Sei e di quella Contrade oppure di selezioni dedicate esclusivamente ai bianchi o ai rossi. Per chi desidera un’esperienza ancora più immersiva ci sono Etna Golden Hour, un aperitivo al tramonto, e Wine & Food Experience, che abbina i vini della Cantina a un menu stagionale ispirato alla tradizione siciliana. Si può prenotare una visita tramite il Wine Club di Palmento Costanzo.
E poi c’è un’esperienza che non compare tra quelle online. Su richiesta, Palmento Costanzo mette a disposizione una dependance immersa tra i vigneti, riservata a chi desidera vivere il vino con i propri tempi. Qui la degustazione diventa un momento privato: le bottiglie della Cantina vengono raccontate e servite in abbinamento a un menu preparato da uno chef dedicato, circondati soltanto delle vigne.

Oltre il terroir

Assaggiare un vino nel luogo in cui nasce significa entrare in connessione con il territorio che lo ha generato. Nel calice prende forma il paesaggio che s’impone all’orizzonte. Un’esperienza che vale ovunque, ma sull’Etna assume un significato particolare, in una terra dall’identità esplosiva e irripetibile.  Palmento Costanzo è un luogo dove la vite racconta il vulcano e il vino ne restituisce il carattere. Sollevare un calice sulla stessa terra nera in cui affondano le radici delle vigne significa iniziare a comprendere l’Etna, sorso dopo sorso.

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