La Maison, distribuita in esclusiva per l’Italia da Sagna, torna a reclamare il suo posto ai vertici del vino mondiale, forte di quasi due secoli di storia, cru iconici sulla collina dell’Hermitage e una nuova generazione di talenti in cantina
Fondata nel 1835 a Tournon, nel cuore della Valle del Rodano settentrionale, la Maison Delas Frères nasce con l’ambizione di dare voce autentica al terroir, svelandone l’immenso potenziale. Nel 1993 viene acquisita dalla famiglia Rouzaud, già alla guida della Maison Louis Roederer, e quattro anni dopo Jacques Grange ne diventa direttore tecnico, imprimendo ulteriore rigore, autenticità e maestria agli assemblaggi. Oggi Delas Frères è al centro di una rinascita sostenuta da una forte volontà di ritornare alla missione delle origini grazie ai suoi vigneti iconici e a una nuova generazione di talenti in cantina. In Italia la distribuzione è affidata in esclusiva a Sagna, che importa anche gli Champagne Louis Roederer e Deutz.
La vera voce del terroir
Gli investimenti strategici sono cominciati nel 2019 con la realizzazione di una cantina all’avanguardia progettata per avere il controllo ottimale delle vinificazioni e rivelare la singolarità di ogni parcella. Se Jacques Grange è la memoria vivente della Maison, grazie alla sua lunga esperienza e al profondo radicamento nel Rodano settentrionale, nel 2020 due giovani professionisti sono sono stati inseriti nell’organico, contribuendo allo sviluppo di una nuova energia creativa. «Ogni vino è il frutto di un lavoro collettivo dove le competenze si uniscono per esprimere la vera voce dei terroir», spiega lo stesso direttore Grange. «L’arrivo dell’enologo Marco Beckmann e del responsabile dei vigneti Clément Panigai ha favorito il dialogo tra tradizione e rinnovamento, un equilibrio armonioso tra saggezza e padronanza da un lato, sperimentazione e inventiva dall’altro».

Approccio green e sostenibile
L’eccellenza diventa prassi quotidiana grazie a un eccezionale patrimonio di vigne che può contare su alcune delle parcelle più emblematiche del Rhône du Nord, a cominciare da Les Bessards (Hermitage), La Landonne (Côte-Rôtie), La Gaopine (Condrieu), Le Clos (Crozes Hermitage), Chante Perdrix (Cornas). L’impegno per una produzione rispettosa e sostenibile,applicata a tutto il vigneto di proprietà, si è concretizzato nel raddoppio del team agronomico, ma soprattutto nella certificazione Hve (Haute valeur environnementale) nel 2018 e in quella di agricoltura biologica nel 2024. Tra i simboli della rinascita c’è anche la Maison Delas, luogo dedicato all’accoglienza e alla trasmissione del savoir-faire aziendale, firmata dall’architetto svedese Carl Fredrik Svenstedt.
Massima personalizzazione per i cru
La produzione Delas Frères – che vanta ben 10 ettari su un totale di 120 nel più nobile dei cru settentrionali, l’Hermitage – si caratterizza per una vinificazione parcellare e selettiva che, senza regole rigide e precostituite, si adatta ai singoli vini e alle annate. «Ogni cru e ogni vendemmia ha caratteristiche ed esigenze particolari e pretende di conseguenza un trattamento “personalizzato”», spiega Grange. Si utilizzano sia tini aperti in legno che piccoli tini termoregolati in acciaio e barrique nuove. La diraspatura può essere totale o parziale, ma talvolta l’uva viene vinificata nella sua interezza. «Questa estrema duttilità, unita alla lunga esperienza, ci permette di produrre vini nel massimo rispetto ed esaltazione delle caratteristiche di ciascun cru».

La grandezza del Domaine des Tourettes
Tra le cuvée iconiche spicca il Domaine des Tourettes, che prende nome dalla marchesa de la Tourette e nasce dall’assemblaggio di parcelle situate in due Lieux-dits straordinari della collina dell’Hermitage: Les Grandes Vignes e Les Bessards. «Questi due terroir, posti a diverse altitudini, offrono una lettura completa del vigneto, dalla base della collina fino alla sua sommità. I suoli uniscono granito, micascisto, gneiss e ciottoli alluvionali, mentre i differenti livelli di esposizione tra le parcelle creano sottili equilibri. Tale diversità di suoli, maturazioni e altitudini consente una combinazione armoniosa di tensione minerale, profondità e consistenza, in un vino perfettamente equilibrato».
In cantina e nel calice
I Lieux-dits del Domaine des Tourettes vengono vinificati separatamente. Dopo la diraspatura, le uve (prevalentemente Syrah) sono trasferite in vasche di acciaio inox per la fermentazione e macerazione; in tutto tre settimane, con rimontaggi e follature. Dopo la svinatura, il vino passa in botti di rovere dove avviene la malolattica, seguita da 18 mesi di affinamento. L’assemblaggio avviene in acciaio inox 3 mesi prima dell’imbottigliamento, per un’integrazione ottimale. Il risultato è un rosso dal bouquet di pietra focaia e inchiostro, frutta nera candita, violetta, liquirizia e un tocco di olive e spezie. In bocca gli intensi richiami di ciliegia, mirtillo e fruit cake sono ravvivati da una speziatura raffinata e pepata. Audace e potente, possiede una struttura tannica importante che sostiene un finale lungo e penetrante.