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Addio ad Arnaldo Caprai, l’imprenditore tessile che ha reso celebre il Sagrantino

7 Gennaio 2026 Jessica Bordoni Umbria
Addio ad Arnaldo Caprai, l’imprenditore tessile che ha reso celebre il Sagrantino

Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura, il “re del merletto” si è spento all’età di 92 anni. Grazie a una visione sempre aperta al futuro e a un profondo impegno sociale, ha saputo trasformare le sue passioni in imprese di successo internazionale

Domenica 4 gennaio ci ha lasciato un grande protagonista della viticoltura italiana degli ultimi cinquant’anni. All’età di 92 anni si è spento Arnaldo Caprai, visionario imprenditore e ambasciatore del made in Italy, prima nel settore tessile e poi in quello del vino.
La Cantina che porta il suo nome – avviata da lui negli anni Settanta e oggi guidata con successo dal figlio Marco – ha dato un contributo fondamentale al rilancio del Sagrantino di Montefalco su scala nazionale e internazionale, offrendone un’interpretazione moderna, elegante e longeva.

Il ricordo dei figli

«Nostro padre è stato un ottimista e un generoso e ci lascia l’insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell’impresa e nello sviluppo. Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Fino all’ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia». Con queste parole hanno voluto ricordarlo i figli Arianna, Marco e Luca, sottolineando la sua capacità di unire tradizione artigianale e innovazione, dedizione e creatività.

La grande avventura nel tessile

Nato a Torino nel 1933, a 22 anni Arnaldo Caprai comincia a lavorare come venditore di corredi e biancheria per la casa, distinguendosi ben presto per la sua abilità imprenditoriale. Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale e nel 1968 crea la società Maglital, poi famosa a livello globale con il marchio Cruciani. Verso la metà degli anni Settanta mette a punto una filiera integrata che gli consente di sviluppare in proprio l’intero processo produttivo per creare raffinate linee di arredamento per la casa. La passione per i manufatti in merletto lo porta ad avviare anche una raccolta che ora conta oltre 25 mila oggetti dal Quattrocento ad oggi ed è una delle più ampie collezioni museali di arti tessili al mondo. Nel 2007 l’inaugurazione del Museo virtuale delle arti tessili gli vale il Premio Guggenheim Impresa & Cultura.

La riscoperta e valorizzazione del Sagrantino

L’altro grande amore di Arnaldo Caprai è il vino e così nel 1971 acquista 42 ettari tra le colline di Montefalco(Perugia), di cui 4 già vitati nella Tenuta Val di Maggio. L’obiettivo è chiaro: lanciare un progetto per valorizzare il Sagrantino di Montefalco, vitigno autoctono locale al tempo poco noto e anzi quasi dimenticato, di cui Arnaldo Caprai intuisce subito le straordinarie potenzialità enologiche. Se oggi questo grande rosso umbro ha un posto al sole nell’enologia mondiale è anche merito della sua lungimiranza e del suo impegno costante nell’innovazione e nella ricerca dell’eccellenza, sempre accompagnati da un forte senso di responsabilità verso il territorio, la comunità e le generazioni future. Nel 2003 il suo contributo è stato riconosciuto anche dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che lo ha nominato Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura. Oggi l’azienda Arnaldo Caprai (con 160 ettari vitati e circa 1 milione di bottiglie prodotte all’anno) è una delle realtà enologiche più affermate e premiate di tutta l’Umbria, capofila anche sul fronte della sostenibilità con il progetto “The New Green Revolution”. 

Alla moglie Fiorella, ai figli Arianna, Marco e Luca, ai nipoti e a tutti i cari dell’imprenditore Arnaldo Caprai vanno le più sentite condoglianze da parte della redazione di Civiltà del bere.

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