Come sarà Vinitaly 2017

Come sarà Vinitaly 2017

Il Vinitaly è per tutti: operatori professionali e appassionati consumatori. Per questo la linea intrapresa nell’edizione del cinquantesimo (con il business in fiera e i wine lover a Vinitaly and the city, nel centro di Verona) viene confermata e ampliata per Vinitaly 2017 sia in città che sul territorio (a Bardolino, ad esempio), con eventi che prevedono degustazioni, momenti di formazione e abbinamenti cibo-vino.

Tutti gli eventi di Vinitaly 2017

Nel quartiere fieristico il Vinitaly 2017 “tradizionale” inizia domenica 9 aprile e si conclude mercoledì 12. Nelle location a grande attrazione turistica di Verona, invece, il Vinitaly and the city prende il via venerdì 7 aprile e chiude martedì 11. Sabato 8 aprile si tiene OperaWine, l’evento realizzato in collaborazione con la rivista Wine Spectator e dedicato ai 100 migliori vini italiani, con diverse new entry già anticipate a wine2wine, il forum sul business del vino che si è tenuto il 6 e 7 dicembre scorsi.

Occhi puntati su giovani e consumers

Il salone internazionale, spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, «tiene molto al rapporto con gli appassionati, con i wine lover, che sono i consumatori finali, e ha una particolare attenzione ai giovani. A Vinitaly presenteremo una ricerca sul profilo del consumatore italiano mirata in particolare sui millennials, cioè i nati tra il 1980 e il 2000, che hanno quindi fino a 35-36 anni e adottano una modalità di approccio al vino molto diversa da quella delle generazioni precedenti».

Vinitaly and the city, format da esportare

Vinitaly and the city, che lo scorso anno ha visto 29 mila presenze, «potrebbe anche diventare un format itinerante da proporre in altri periodi dell’anno in diverse città italiane, che hanno una vicinanza culturale ed economica con il mondo della vite e del vino», anticipa Mantovani. «Veronafiere ha creato una struttura di persone e logistica preparata e in grado di gestire questa ipotesi. E già qualche contatto è in corso». Insomma, Vinitaly 2017 tiene solidamente le sue radici a Verona. Ma si espande sotto il proprio marchio all’estero, con manifestazioni ormai consolidate (vedi le ultime tappe di Vinitaly International negli Usa a San Francisco, New York, Miami, Houston e in Cina a Chengdu). E in prospettiva anche in Italia, con lo sguardo rivolto agli appassionati.

Padiglioni ampliati e aumento degli operatori stranieri

In fiera è stato rinnovato il layout che valorizza la presenza di Cantine singole e delle regioni. In particolare, racconta Mantovani, «all’interno del padiglione 10, ampliato e ristrutturato, cresce in modo importante la presenza del Piemonte, regione emblema del vino italiano, sia come numero di aziende sia come superfici di alcune Case vinicole espositrici. Anche nel padiglione Toscana molte aziende investono sulle superfici e negli allestimenti. I produttori della Sardegna aumentano le aree espositive nel padiglione 8, così come le superfici dei saloni speciali Vinitalybio e ViViT-Vigne Vignaioli Terroir e quelle della collettiva della Fivi, Federazione italiana vignaioli indipendenti». Grande l’attenzione per gli operatori stranieri che affolleranno a migliaia gli stand in fiera. Vengono confermati, tra l’altro, investimenti importanti nell’incoming e l’iniziativa Taste and buy, che organizza incontri diretti tra buyer esteri e aziende.

Cina, Brexit e neoprotezionismo Usa

Aumenta anche la partecipazione di produttori di vini stranieri nel padiglione Vininternational, che sarà un unicum con la Toscana. «Abbiamo aziende dal Brasile, dove è forte la presenza di realtà con origini italiane e, per la prima volta a Vininternational, Cantine da Usa e Regno Unito, che già avevano partecipato a Vinitaly», e che si aggiungono alla collettiva spagnola e alle presenze di Svizzera, Francia, Azerbaijan, Georgia, Croazia, Argentina, Portogallo, Australia e Sudafrica. «Daremo grande risalto ai mercati stranieri, sia a quelli europei, e russo in particolare, sia a quelli del Nord America e della Cina», spiega Mantovani. «Questa piazza sta crescendo vorticosamente nei consumi e nella produzione, ed è un fatto che valutiamo positivamente e va colto adeguatamente. A Vinitaly presenteremo in maniera compiuta il progetto Italian wine channel dedicato al mercato cinese».

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 01/2017. Per continuare a leggere acquista il numero nel nostro store (anche in edizione digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com.
Buona lettura!

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© Riproduzione riservata - 06/03/2017

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