Dal mondo Dal mondo Valentina Vercelli

7 vini da non perdere fra le novità 2018 Cuzziol

7 vini da non perdere fra le novità 2018 Cuzziol

Si è svolta domenica 21 e lunedì 22 gennaio l’annuale presentazione del catalogo di Cuzziol Grandi Vini 2018, alla presenza di giornalisti di settore, top client e di tutti gli agenti dell’azienda di Santa Lucia di Piave (Treviso). L’evento, ormai divenuto una vera e propria mini-fiera, con i banchetti di quasi tutti i produttori distribuiti, è stata l’occasione per presentare i risultati economici dell’anno passato, le future strategie e le nuove acquisizioni.

Il bilancio 2017

«Abbiamo chiuso il bilancio 2017 in positivo» ha dichiarato Luca Cuzziol, ad di Cuzziol Grandi Vini, «con un fatturato di 13,2 milioni di euro, in crescita del +16,3% sul 2016, e un aumento dei clienti attivi del +13,9%. Crescono anche l’utile lordo, passato dal 4,8 al 5,3%, e i dipendenti, che ora sono 18, contro i 14 dell’anno precedente».

 

Luca Cuzziol

 

Sono 12 le nuove aziende nel catalogo Cuzziol 2018

Il catalogo, la cui copertina color ardesia indica la volontà di distribuire produttori profondamente legati ai territori di origine, «con particolare attenzione ai vini bianchi dei Paesi mitteleuropei», ha visto l’ingresso di ben 12 nuove realtà. «La scelta che ci ha guidato all’inserimento delle nuove aziende è stata dettata dalla logica di completamento del progetto terroir» dice Luca Cuzziol.

Le new entry nazionali

Sono quattro le nuove cantine italiane in catalogo. Patrizia Cadore, con Lugana e San Martino della Battaglia, in Lombardia. Mongioia, che produce solo Moscato d’Asti, si affianca alle piemontesi Marco Porello e Parusso. Leonardo Bussoletti, che da agente di Cuzziol Grandi Vini è diventato produttore a Narni, in rappresentanza dell’Umbria e del Ciliegiolo. Infine Masseria Li Veli della famiglia Falvo (fondatrice dell’azienda Avignonesi a Montepulciano), in Puglia.

 

De Loach

 

Borgogna, Loira e Bordeaux

Per quanto riguarda i produttori oltreconfine, la Francia fa la parte del leone, con due aziende di Borgogna: Domaine Coffinet-Duvernay, a Chassagne-Montrachet, e Domaine Vincent Bouzereau, a Mersault. Due aziende della Loira: Domaine Arnaud Lambert, a Saint-Just-sur-Dive, e Domaine de Juchepie a Bellevigne en Layon. E un’azienda di Bordeaux, Château Caronne Ste-Gemme, a Haut-Médoc.

I bianchi mitteleuropei (e una new entry californiana)

Cresce, come detto, l’interesse per i vini bianchi da Germania e Austria, soprattutto per le varietà Grüner Veltliner e Riesling. «Sono vini freschi, giovani, nuovi e comunque legati a un terroir con alle spalle una grande storia da raccontare» sottolinea Cuzziol. Ecco dunque, dal Burgenland, in Austria, Weingut Krutzler e dalla Renania-Palatinato, in Germania, Weingut Gunderloch. Chiude le novità De Loach Vineyards a Santa Rosa, in California, che si affianca a Opus One Winery, non distribuito, però, in esclusiva.

 

Krutzler

 

7 vini da non perdere fra le novità 2018 Cuzziol

Ho concentrato gli assaggi della giornata sui vini delle nuove aziende. Tra i tanti, tutti ottimi, ce ne sono 7 che mi sono rimasti nel cuore:

Vincent Bouzerau – Mersault Les Narvaux 2015

A dire la verità questo vino si contende il podio delle mie preferenze aziendali con il Mersault 1er Cru Charmes 2015, ora però meno pronto; non è un caso che lo Chardonnay a Mersault regali alcuni dei bianchi più fini di Borgogna. Il naso, elegante e burroso, sfoggia, su tutto, sentori di agrumi dolci, mentre il percorso gustativo evidenzia freschezza, slancio e una lunga vita davanti a questo bianco. 91/100

Domaine de Juchepie – Les Monts Anjou 2015

Juchepie è il nome della collina nel cuore del Coteaux du Layon, a sud di Angers. Da uve Chenin coltivate su terreni scistosi e vulcanici, con argilla superficiale. Già dal naso, fresco ed elegante, si intuisce un uso sapiente del legno, che emerge con intriganti note di cedro candito; le stesse si ritrovano nella bocca, precisa, lunga, scandita da un’acidità che sorregge un frutto in grande equilibrio. 90/100

Weingut Gunderloch – Rothenber Riesling Grosse Lage GG 2015

Siamo nella Rheinhessen, la più estesa regione vinicola della Germania, dove l’azienda è stata fondata nel 1890. È un trocken da vigne vecchie, piantate su roccia friabile. I profumi, freschi e floreali, si fondono con una leggerissima nota idrocarburica. L’assaggio conferma le impressioni olfattive e restituisce un riesling al contempo slanciato e potente, molto tipico. 90/100

Weingut Krutzler – Perwolff Sudburgenland 2015

L’azienda è un’icona della varietà Blaufränkisch, che coltiva nella regione della Burgenland, a sud di Vienna, su terreni con elevata presenza di ferro. Il vino nasce da vigne di 40-50 anni, fermenta in tini aperti e affina in barrique nuove. Il naso è elegante, morbido e speziato, con sensazioni terrose e leggeri sentori di vaniglia. La bocca conferma le impressioni olfattive, con un grande succo e un percorso all’insegna di slancio e persistenza. 90/100

Mongioia – Moscato d’Asti Crivella 2003

Dimenticate il Moscato come l’avete inteso finora. Quel che è racchiuso in queste mezze champagnotte e un vino di grande fascino e complessità, perfetto testimone di quel che può dare quest’uva nel tempo. Una leggera carbonica scandisce un percorso gustativo dove l’esuberante nota aromatica del vitigno si trasforma in un piacere sottile e sussurrato, con un intrigante finale su note di miele. Assolutamente da provare. 90/100

Arnaud Lambert – Les Perrières St-Cyr Saumur Blanc 2016

Da uve Chenin coltivate in biologico. Un naso di grande eleganza, incentrato su frutta matura e refoli minerali di grande freschezza, introduce un sorso calibrato sull’equilibrio e la sapidità. Ottima persistenza per un vino semplice solo in apparenza, con un allettante rapporto tra la qualità e il prezzo. 89/100

De Loach – Pinot noir Maroboshi Russian River Sebastopol Hills 2013

De Loach, nella Russian River Valley (contea di Sonoma), vanta alcuni primati importanti, essendo tra le aziende pioniere del Pinot nero in California e tra le prime certificate in biologico. È un Pinot nero che coniuga freschezza e potenza, con un legno presente ma piuttosto bene integrato e leggeri, ma piacevolissimi, sentori di scorza d’arancia, perfettamente fusi alle note caratteristiche della varietà. 88/100

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