Chardonnay Musivum, nuova tessera nel mosaico di Mezzacorona

Chardonnay Musivum, nuova tessera nel mosaico di Mezzacorona

La storica cooperativa Mezzacorona comprende 2.800 ettari e 1.600 soci fortemente impegnati nella tutela del territorio e del suo potenziale enoico. Il presidente Luca Rigotti racconta il nuovo progetto dedicato alla valorizzazione dei monovarietali: dopo Müller Thurgau e Pinot grigio, è la volta dello Chardonnay Musivum.

Ogni vino Mezzacorona racconta un angolo di Trentino. La storica cooperativa vinicola fondata nel 1904 a Mezzocorona (Trento) ha fatto del rispetto per l’ambiente e della valorizzazione del territorio il suo marchio di fabbrica. «Il Gruppo ha scelto di coltivare le singole varietà solo nelle zone in cui i diversi vitigni riescono a esprimere al meglio il loro carattere», precisa il presidente Luca Rigotti. «Così il Teroldego trova il suo habitat privilegiato nella Piana Rotaliana, il Müller Thurgau in Valle di Cembra, il Pinot grigio e lo Chardonnay lungo la Valle dell’Adige e, infine, il Merlot e il Cabernet nella Valle dei Laghi e intorno al lago di Garda». Nulla sarebbe possibile senza l’impegno quotidiano dei 1.600 soci, che insieme coltivano un patrimonio di 2.800 ettari immersi nel cuore delle Dolomiti.

Un bilancio di sostenibilità che racconta l’impegno costante della Cantina

Il Trentino è terra di paesaggi incontaminati; vette che raggiungono i 3500 metri si alternano a pianure e terrazzamenti dove da sempre si alleva la vite. «Utilizziamo prevalentemente il tradizionale allevamento a pergola trentina, che permette di ottenere una produzione di qualità e conferisce alle campagne il tipico andamento “ad onda”, lo stesso che abbiamo voluto richiamare simbolicamente nel tetto incurvato della Cittadella del vino, la moderna struttura di Mezzocorona costruita con criteri di integrazione ambientale. La sostenibilità, infatti, è parte integrante del nostro modo di essere. Inoltre utilizziamo le più avanzate tecnologie per offrire produzioni di eccellenza e assoluta sicurezza per il consumatore. Nel 2016 siamo stati la prima Cantina in Italia a rendicontare la propria attività in termini economici, sociali e ambientali. Da allora, ogni anno presentiamo il nostro Bilancio di sostenibilità in cui raccontiamo quanto fatto per il territorio e la comunità locale».

Mezzacorona Musivum: monovarietali limited edition

Ottavo Gruppo vinicolo italiano per fatturato (con 188,2 milioni di euro nel 2018), Mezzacorona comprende anche la Casa spumantistica Rotari, sinonimo di blasonate bollicine Trentodoc, e le due aziende siciliane Feudo Arancio, nel cuore del Mediterraneo. «Tra le linee premium di Mezzacorona si distinguono Castel Firmian e le Riserve, emblema del nostro potenziale qualitativo: i volumi produttivi si riducono per concentrarci su piccoli appezzamenti, potendo scegliere ogni anno tra terreni diversi». Proprio dalla volontà di valorizzare le vigne più vocate e l’expertise dei viticoltori che le conducono, nel 2019 è stato presentato ufficialmente il progetto Musivum, una collezione di monovarietali in limited edition (tra le 3.500 e le 4.000 bottiglie tutte numerate) destinata ad ampliarsi nei prossimi anni. «Concepiamo Mezzacorona come un “mosaico” di vigne – musivum in latino – e ne abbiamo scelto alcune per diventare “tessere”, “pietre preziose” incastonate nel tessuto viticolo gestito dai nostri soci», precisa il presidente Rigotti.

Alla ricerca del vigneto perfetto

Avviato con la vendemmia 2015, Musivum coinvolge circa 15 ettari dislocati nelle principali aree del Trentino ricercando il miglior vigneto per garantire unicità e tipicità al prodotto finale. «Gli enologi del Gruppo decidono ogni anno se e quale partita merita di essere messa in bottiglia per esaltare al massimo l’identità di ciascuna varietà. Sono state impostate una raccolta e una gestione differenziata rispetto al resto della produzione. Le rese sono molto limitate, con attenzione certosina al grado di maturazione. I grappoli, selezionati filare per filare, vengono vendemmiati a mano e conferiti in piccoli cassoni aperti. In cantina la linea di vinificazione, affinamento e imbottigliamento è separata, con serbatoi di acciaio inox, botti di diversa essenza e capacità, ma anche anfore in argilla».

La novità è lo Chardonnay Musivum

I primi due vini Musivum presentati lo scorso giugno alla Cittadella del vino, dopo quattro anni di sperimentazioni, sono i bianchi Cembra, Müller Thurgau Trentino Superiore Doc 2017 e Vicinia, Pinot grigio Trentino Superiore Doc 2016. Ad ottobre si è aggiunto un altro tassello prezioso: Tolloy, Chardonnay Alto Adige Doc 2016 della Cantina di Salorno, azienda associata a Mezzacorona. Nel prossimo futuro è previsto il lancio dei due grandi rossi autoctoni del territorio: il Marzemino e il Teroldego Rotaliano.

Pinot grigio Vicinia e Müller Thurgau Cembra, le prime due etichette del progetto Musivum

Note di degustazione: Müller Thurgau, Pinot grigio e Chardonnay Musivum

Cembra, Müller Thurgau Trentino Superiore Doc 2017

Di colore giallo paglierino con riflessi verdi, colpisce con il suo bouquet di erbe aromatiche alpine quali il timo, la salvia e la menta selvatica, completato da fiori bianchi e di trifoglio. Al palato è complesso, deciso, con un’acidità vibrante. Non manca la nota di pietra porfirica del territorio cembrano elegantemente fusa in sentori di cedro e limone candito, completati da una leggera speziatura di cannella.

Vicinia, Pinot grigio Trentino Superiore Doc 2016

Di colore giallo paglierino carico, è un bianco complesso, fragrante e persistente. Seduce con una fusione di aromi di frutta bianca matura, come pera e pesca bianca, integrati in note di agrumi essiccati al sole, camomilla, cirmolo e miele di rododendro. Segue il sentore di uvaspina di montagna, completato dalle note speziate di mandorla e noce. Ricco al palato, offre una piacevole armonia tra sapidità e suadente acidità.

Tolloy, Chardonnay Alto Adige Doc 2016

Di colore giallo paglierino con riflessi marcatamente dorati, è un vino ricco, potente e ampio. Seduce con note succose di albicocca e mela Fuji mature. Al naso si distinguono intriganti sentori floreali di miele di tiglio e acacia, con sfumature di mostarda allo zenzero. Il finale è speziato, con piacevoli richiami alla nocciola e alla mandorla.

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 6/2019. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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© Riproduzione riservata - 07/01/2020

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