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Debutto in bianco per il progetto Musivum di Mezzacorona

Debutto in bianco per il progetto Musivum di Mezzacorona

Assaggiamo in anteprima assoluta i primi due vini della collezione Musivum di Mezzacorona. Una linea a tiratura limitatissima, nata per valorizzare le vigne più vocate del Trentino e la maestria dei viticoltori che le conducono.

Dal mosaico delle vigne trentine sono state scelte alcune “tessere” di particolare vocazione e qualità, per la prima volta valorizzate in preziose etichette monovarietali. Nasce così il progetto Musivum (“mosaico” in latino) di Mezzacorona, al debutto dopo quattro anni di sperimentazioni con due bianchi Trentino Superiore Doc: Müller Thurgau 2017 e Pinot grigio 2016.

Musivum Mezzacorona: 6 vini da collezione

Accanto a Müller e Pinot, la gamma completa di Musivum includerà anche un Gewürztraminer (da Pressano e Faedo), un Marzemino della Vallagarina (in rappresentanza della Cantina associata di Ala), un Teroldego della Piana Rotaliana e uno Chardonnay altoatesino (dall’associata Kellerei Salurn). Sei etichette per 15 ettari vitati complessivi, che rappresentano la punta di diamante dal patrimonio viticolo gestito dal Gruppo Mezzacorona (2800 ettari vitati, un terzo di tutto il vigneto trentino).

Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona

L’importanza del vignaiolo

Al centro di Musivum c’è anche il lavoro dei soci conferitori che hanno scelto di sposare la filosofia del progetto. L’attività dei viticoltori è supervisionata dal team tecnico della Cantina, con visite settimanali, che si fanno ben più frequenti per le tarature pre-vendemmiali. Ai vignaioli si richiede uno sforzo ulteriore nella gestione agronomica, con un incremento delle ore di lavoro manuale. L’equilibrio vegetativo è curato meticolosamente, con la gestione dell’erba per contenere la vigoria e il progressivo diradamento dei germogli. Le rese molto limitate, con attenzione certosina per il grado di maturazione. I grappoli, selezionati filare per filare, sono vendemmiati a mano e conferiti in piccoli cassoni aperti.

Vinificazione e affinamento separati

In cantina la linea di vinificazione, affinamento e imbottigliamento è separata, con serbatoi di acciaio inox dedicati, botti di diversa essenza e capacità, anfore in argilla. La tiratura è limitatissima, intorno alle 3.000 bottiglie (numerate) per varietà. “L’obiettivo in cantina è esprimere al meglio ciò che il vigneto ha dato, riducendo gli interventi al minimo per valorizzare le peculiarità del terroir”, spiega Roberto Anesi, miglior sommelier Ais 2017, chiamato a condurre la degustazione dei due bianchi alla Cittadella del vino di Mezzacorona. Il rispetto per il prodotto finale è massimo: l’uscita sul mercato avviene solo quando il vino è pronto a esprimersi. “Ogni anno il team degli enologi decide quali tessere del mosaico imbottigliare”.

Sostenibilità al centro: tutti i vini Mezzacorona sono certificati Sqnpi

Pratiche sostenibili come la confusione sessuale contro tignola e tignoletta e la razionalizzazione idrica sono state adottate da molto tempo dai vignaioli coinvolti nel progetto Musivum. Ma ora sono normalizzate e diffuse in tutte le vigne di Mezzacorona: dal 2016 la produzione delle uve è certificata Sqnpi (Sistema di qualità nazionale per la produzione integrata) dal Ministero delle Politiche agricole. “Un traguardo importante, raggiunto solo grazie all’impegno di tutti i nostri 1.600 soci” ha commentato Luca Rigotti, presidente del Gruppo. Dopo 3 anni consecutivi, dal 2018 tutti i vini Mezzacorona possono quindi indicare in etichetta la certificazione ministeriale, a garanzia della salubrità e della sostenibilità della produzione.

Uno dei piccoli vigneti di Muller Thurgau Musivum in Val di Cembra
Uno dei piccoli vigneti di Muller Thurgau Musivum in Val di Cembra

Il progetto Musivum in Val di Cembra

Il Müller Thurgau Musivum 2017 proviene da 0,4 ettari in zona Ville di Giovo, a 700-750 metri d’altitudine. Siamo nell’alta Valle di Cembra: il perfetto habitat adottivo per il vitigno, incrocio tra Riesling Renano e Madeleine Royale che ama l’alta quota. La sottozona è caratterizzata da forti pendenze e terreni sabbiosi (a Cembra) e franco-sabbiosi (a Giovo), con la presenza di porfido in profondità, che dona eleganza e mineralità ai vini. Le 6 vigne qui selezionate per il progetto Musivum, allevate a pergola semplice, godono di ottima esposizione e ventilazione. La resa in vigna è tra i 70 e i 90 quintali a ettaro (obiettivo ideale sono 84 quintali).

Müller Thurgau Musivum 2017, sfaccettato e minerale

Colpisce la brillantezza di questo Müller Thurgau 2017 (3.252 bottiglie), che dà il meglio in un’annata colpita da gelate primaverili e grandine in estate. Si evidenzia subito una componente aromatica molto precisa, sfaccettata. Il naso è intenso, pulito, con note di agrumi (pompelmo, cedro), pesca, melone giallo, sentori porfirici, minerali, e poi toni più floreali e freschi, “come i pascoli trentini fioriti a luglio”, evoca Anesi. Il palato è profondo, la trama elegante, raffinata, con una decisa sapidità finale e grande persistenza. È un vino “gastronomico”, versatile nell’abbinamento a tavola.

La vigna di Pinot grigio Musivum in Vicinia, sotto il Monte di Mezzocorona
La vigna di Pinot grigio Musivum in Vicinia, sotto il Monte di Mezzocorona

In Vicinia, meno di un ettaro sotto il monte di Mezzocorona

La Vicinia, sottozona vocata della Valle dell’Adige accanto all’abitato di Mezzacorona, è la patria del Pinot grigio Musivum 2016. Siamo nel fondo valle a 223 metri d’altitudine. In quest’area bonificata nella metà del Novecento il vitigno (localmente detto Rulender) guadagna complessità e concentrazione grazie a una rigorosa gestione agronomica e alle rese contenute: 90 quintali a ettaro contro i 150 della Doc. Nei 0,6 ettari selezionati si cura meticolosamente il grado di maturazione delle uve, accelerata dal riverbero del monte di Mezzacorona che sovrasta le vigne a pergola doppia. Il risultato non ha nulla a che vedere con le versioni più immediate, fresche e beverine, pur piacevoli, del Pinot grigio trentino.

La profondità del Pinot grigio Musivum 2016

Il Pinot grigio Musivum 2016 (4.508 bottiglie) debutta dopo un anno e mezzo di riposo in bottiglia, frutto di un’annata di media qualità, in cui il freddo primaverile ha generato grappoli spargoli e leggeri, stimolando la concentrazione delle uve. Complesso e variegato, il naso intenso richiama la pera matura, la mela cotogna, la nocciola, con ricordi di miele e una lieve tostatura, frutto del passaggio calibrato in legno grande. In bocca è denso, ricco, equilibrato e di buona alcolicità, con lungo finale fruttato (albicocca) e di mandorla tostata.

Due bianchi completi (e versatili negli abbinamenti)

L’identità del progetto Musivum di Mezzacorona è rappresentata da due vini di grande struttura ed equilibrio, che senza pirotecnie aromatiche colpiscono per eleganza, profondità, completezza del palato, di persistenza non trascurabile. “Del Müller mi colpisce la franchezza esplosiva, la ricchezza del palato, la grande coerenza. Del Pinot la complessità, che sottolinea ed esalta i toni tipici della varietà, e la lunghezza”, conclude Anesi. Entrambi hanno una piacevole nota sapida, che consente di osare con gli abbinamenti a tavola, fino alle carni bianche e la cacciagione nobile con il Pinot grigio.

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© Riproduzione riservata - 19/06/2019

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