Dal mondo Dal mondo Elizabeth Gabay

Il rosato non è per gli snob

Il rosato non è per gli snob

Al 5° International Rosé Symposium di Marsiglia si è parlato di cambiamento climatico e di come affrontarlo nella produzione di questa tipologia. La scelta di siti e varietà più adatte, la sostenibilità in vigna e in cantina.

Lo scorso 22 gennaio presso l’auditorium del Mucem (Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée) di Marsiglia si è svolta la quinta edizione dell’International Rosé Symposium (Rencontres Internationales du Rosé), promosso dal Provence Wine Council (Civp) e dal Rosé Research and Experimentation Centre alla presenza di enologi, ricercatori e giornalisti internazionali. Il Symposium ha analizzato il modo in cui il mondo del vino si sta preparando ai cambiamenti climatici, le sfide che l’industria enologica sta affrontando, le conseguenti fasi di adattamento e di transizione a sistemi più ecologici, ma anche il cambiamento dei modelli di consumo, ovviamente tenendo sempre fermo il focus sui rosati. Un cortometraggio del Project Bordeaux 2050 per l’Association of Journalists for the Environment ha illustrato l’impatto del riscaldamento globale sui vini (YouTube: BORDEAUX 2050 – English Version).

Cicli di crescita alterati: che fare?

Nathalie Ollat dell’Inra (Institut national de la recherche agronomique) di Bordeaux e condirettore del Laccave research group FV ha studiato l’impatto a lungo termine dei cambiamenti climatici sulla viticoltura e sull’enologia, ma anche sull’adattamento delle viti resistenti alla siccità e alle malattie. Le temperature sempre più alte riducono il ciclo di crescita, portando a una maturazione prematura delle uve: tre settimane di anticipo nel Nord della Francia e due nel Sud. Le estati calde si traducono in rese ridotte, livelli di zucchero elevati, maggiore potenziale alcolico e minore acidità, dando vita a rosati in deciso contrasto con la moda attuale per i vini leggeri, freschi, fruttati e con un basso contenuto di alcol.

Vigneti in Provenza

Raccogliere prima non è una soluzione

Gilles Masson, direttore del Rosé Research and Experimentation Centre, ha notato come i livelli di acidità siano in calo a livello globale. La risposta dei produttori di rosé è stata raccogliere prima per mantenere una buona acidità con un contenuto di alcol più basso, ma il risultato sono rosati dall’impronta fruttata leggermente più esile.

Nella zona di Coteaux Varois-en-Provence, a nord di Tolone, le temperature sono più fresche

Vigne più in alto, esposizione a nord e potatura verde contro le estati più calde

Masson ha parlato di un’azione a lungo termine per contrastare le estati più calde, che include lo spostamento delle vigne ad altitudini più elevate e l’esposizione a nord, sebbene questo possa comportare la fuoriuscita dalle zone a denominazione. Le tecniche viticole per allungare i tempi di maturazione e ritardare il raccolto si stanno dimostrando efficaci. Ollat ha fatto riferimento ai risultati positivi ottenuti con la potatura verde e la gestione della chioma. In Nuova Zelanda, la semplice potatura verde del Pinot nero e del Sauvignon blanc al momento giusto ha fatto guadagnare una settimana in più di maturazione; mentre la potatura corta ritarda la vendemmia fino a 25 giorni. In Australia alcune sperimentazioni sui tempi di potatura del Syrah ne hanno rallentato la maturazione.

La Provenza in 5 calici

Clos Cibonne Côtes de Provence Aoc
Tibouren 100%. Ha bisogno di calore per maturare completamente. Fermentato e affinato in vecchie botti di legno con qualche influenza del lievito flor e un grande potenziale di invecchiamento. Frutta rossa fresca, buona acidità con un finale salino minerale e, con l’età, un’accattivante complessità di note ossidative.

Château Gasqui Côtes de Provence Aoc
Azienda biodinamica che lavora con fermentazioni spontanee a temperature più elevate. Tradizionale blend di numerose varietà, principalmente Tibouren, Grenache, Syrah, Cinsault e Rolle. Frutta rossa matura, succosa, con un’affascinante e lunga acidità. Buon potenziale di invecchiamento.

Clos St. Vincent Bellet Aoc
Braquet 100%. Fermentazione spontanea a temperature più elevate. Profumato, con sentori di pesca, frutta rossa, accenni di melone. Buon corpo e bella intensità di pesca cremosa e frutti rossi con un’acidità minerale e un accenno di tannino sul fondo della lingua.

Domaine de la Bégude Bandol Aoc
Alta percentuale di Mourvédre, colore scuro, buon potenziale di invecchiamento. Seducenti note di ciliegia e frutta a bacca scura, estremamente secco, fresca acidità e un tocco di setosa texture tannica che sorregge il frutto.

Château Routas Coteaux Varois-en-Provence Aoc
A base di Cinsault e Grenache allevati a 300 metri di altezza, nella zona nord e con influenze climatiche più fresche. Freschezza, delicatezza e un affascinante carattere floreale gli conferiscono una personalità decisamente originale.

Traduzione di Jessica Bordoni

L’articolo completo sarà pubblicato su Civiltà del bere 2/2019, disponibile dal 7 aprile. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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