Dal mondo Dal mondo Marianna Corte

Il nostro primo giorno all’Expo di Milano

Il nostro primo giorno all’Expo di Milano

All’inaugurazione di Expo noi c’eravamo e la curiosità era tanta. Abbiamo scelto di svestire i panni dei giornalisti e di percorrere il sito da cittadini. Nessun accredito stampa che ci avrebbe permesso di visitate in anteprima alcuni padiglioni aperti al pubblico solo dopo le 13; nessun pass che ci avrebbe fatto entrare accedendo da una coda più fluente. Siamo entrati grazie al SeasonPassExpo2015, acquistato per 115 euro all’Expo Gate in piazza Castello (MM Cairoli), avremmo potuto acquistarlo on line, ma abbiamo scelto di approfittare dell’acquisto per visitare anche quello che per i prossimi sei mesi, in centro città, sarà il luogo deputato all’accoglienza, e alle informazioni, per i 20 milioni di visitatori, tanti sono quelli previsti, che visiteranno questa Milano 2015.

Siamo arrivati in expo con la Linea rossa della metropolitana, scendendo ala fermata capolinea Rho Fiera. All’arrivo, in metropolitana, per cercare uno degli ingressi all’Expo, non abbiamo dovuto cercare alcuna segnaletica, ma seguire il flusso delle persone che fin dalle 10 di mattina si spostavano verso l’Esposizione Universale, per la seconda volta organizzata in Italia e ancora a Milano (la prima è del 1906 e ha avuto come epicentro la zona intorno al Castello Sforzesco). Seguendo il flusso, dunque, siamo arrivati dopo meno di 10 minuti di cammino, a uno degli ingressi e, dopo qualche minuto di attesa in coda, abbiamo superato i rigorosi controlli di sicurezzacontrolli, del tutto simili a quelli per arrivare ai gate in aeroporto, con passaggio al metal detector di borse ed eventuale perquisizione (non si possono portare nel sito bottiglie di acqua, per esempio).

Ad accogliere i visitatori non è fin da subito il Decumano, il lungo viale principale ai lati del quale si sviluppano i circa 80 padiglioni e i sei cluster tematici, ma altri padiglioni alcuni dei quali invero il primo giorno non erano ancora completati. Così, dunque, si entra in Expo 2015 ma fin da subito non ci si rende conto di quanto l’Esposizione sia vasta, tanto che in una giornata dove abbiamo cercato di visitare quanto più possibile, comunque non siamo riusciti a guardare tutto.

azerbaijanDue giorni, almeno, sono quelli che potrebbero bastare per poter apprezzarlo sia nella bellezza estetica, vedi per esempio il padiglione cinese (tra i più visitati nel giorno dell’inaugurazione), sia per i contenuti sorprendenti, come quelli che si svelano all’interno del padiglione dell’Azerbajan che ha saputo valorizzare, anche attraverso supporti multimediali di grande efficacia, l’interessante patrimonio agroalimentare di un paese che, a visita compiuta, può essere considerato anche un interessante meta turistica. Che siano maestosi o semplici a denunciare la povertà del paese, come accade con il padiglione del Sudan, costruito come un cubo essenziale all’interno del quale non si mostra la fame ma si vendono braccialetti e souvenir, questo Expo va visitato.

UKInfatti, al di là del grande parco di divertimenti quale a tutti gli effetti un’esposizione universale è, questa di Milano 2015 è anche l’occasione per ammirare opere architettoniche geniali e geniali istallazioni, come quella del padiglione U.K. che rappresenta un enorme alveare dentro il quale il visitatore entra e, attraverso un incantevole gioco di luci, “vede” in diretta i movimenti delle api monitorate nell’alveare madre (e vero!) collocato in un luogo reale del Regno Unito, richiamando così l’attenzione sul fondamentale lavoro che le api fanno per nutrire il pianeta, contribuendo così a dare energia per la vita.

Ecco, così abbiamo vissuto la nostra prima visita all’Expo, non senza aver prima salutato il padiglione Italia, imponente nella sua architettura e grandioso per i contenuti dove l’arte del Belpaese è protagonista al pari di tutti quei personaggi, chef stellati, allevatori e produttori vitivinicoli solo per fare degli esempi, le cui voci e testimonianze registrate danno il benvenuto a chi ne percorre i 5 piani che, è doveroso dire, saranno interamente allestiti solo fra un mese.

 

 

Caprai Gravner Romito

 

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© Riproduzione riservata - 02/05/2015

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