Etereo

Etereo

Derivando dal vocabolo “etere”, anche l’aggettivo etereo può assumere due significati diversi, a seconda che faccia riferimento ai composti chimici di questo nome oppure a quel fluido sottile e imponderabile che per gli antichi riempirebbe lo spazio. Nel lessico dei sommelier, etereo è il sentore del vino maturo quando i profumi e gli alcoli si avvertono fusi insieme, grazie a un fenomeno che ha avuto luogo durante l’invecchiamento. Ma anche se riferita all’effetto di una reazione chimica, la parola “etereo” evoca inevitabilmente il suo secondo significato: “purissimo, incorporeo, celestiale”. E questo spiega perché negli ultimi anni, a leggere le guide enologiche, il sentore etereo sembrerebbe scomparso dai vini, perfino da quelli dei millesimi più antichi. In realtà non è scomparso affatto, ma è difficile immaginare che il vino muscoloso, palestrato e imperioso che hanno imposto i guru internazionali della degustazione emani sentori di celestiale purezza. Cosicché l’aggettivo “etereo” è diventato talmente incorporeo da scomparire del tutto.


© Riproduzione riservata - 15/04/2010

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