In Italia In Italia Anita Franzon

Weekend alle Cinque Terre: trekking, soste e vino

Weekend alle Cinque Terre: trekking, soste e vino

Cinque terre (Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) dove le onde battono e ribattono sulle scogliere plasmandole lentissimamente e dove case e chiese a picco sul mare sono il principale soggetto di quadri e fotografie. Chiunque abbia avuto la fortuna di inerpicarsi per i sentieri delle Cinque Terre sa che questo piccolo lembo di costa ligure merita il viaggio, la fatica del cammino e la poca intimità dovuta al grande successo tra i turisti. Esistono, però, alcuni angoli ancora poco battuti dai villeggianti. Sono i vigneti abbarbicati alla ripida terra modellata e addomesticata dall’uomo, che con fatica e sudore ha costruito terrazzamenti grazie ai quali è possibile rimanere in equilibrio nonostante il panorama mozzafiato faccia girare la testa anche a chi non soffre di vertigini.

 

Sciacchetrà tra sublime e armonia dell’uomo con la natura

È la bellezza a fare quest’effetto: il sublime, come lo chiamerebbero i romantici. I poeti e gli eroi del romanticismo inglese furono infatti i primi a trarre ispirazione da questi luoghi. Chissà se Lord Byron assaporò il dolce Sciacchetrà, una perla davvero rara – ne vengono infatti prodotte poche migliaia di bottiglie all’anno e ancora per uso strettamente familiare – un vino dolce passito con caratteristiche uniche al mondo. I coraggiosi viticoltori ottengono questo vino da uve bianche non aromatiche: Bosco, Albarola e Vermentino vendemmiate manualmente. I vigneti sono collocati in posizioni a dir poco precarie, tanto che si deve ricorrere a sistemi di teleferiche che uniscono un promontorio all’altro. L’appassimento dei grappoli avviene in fruttai, dura circa due mesi e dopo una lenta evoluzione in piccoli caratelli si ottiene un vino dalle intense sfumature iodate, di frutta, terra e spezie con un residuo zuccherino elevato e acidità sostenuta.

 

Litan

Viticoltura eroica delle Cantine Litàn

L’abbandono e la rinascita della viticoltura eroica

Dopo l’alluvione e gli smottamenti avvenuti nel 2011, le Cinque Terre si sono rimboccate le maniche ristabilendo l’armonia tra uomo e natura sintetizzata in quelle bottiglie di Sciacchetrà che, ancora oggi, scandiscono le feste e gli eventi importanti della vita degli abitanti di queste zone. Sull’origine del nome, invece, la discussione è sempre aperta: una radice possibile è da legare al termine semitico “shekar”, che indicava le bevande fermentate. Dai vecchi contadini, invece, potrete sentire ancora parlare di “rinfursat”o “refursat”, ottenuto con la tecnica del ripasso sulle bucce delle uve dello Sciacchetrà; un vino quasi scomparso, stessa sorte a cui sembrava destinato lo stesso Sciacchetrà. Dopo un progressivo abbandono della viticoltura in queste zone, a partire dall’inizio degli anni Duemila, alcuni eroi moderni, poeti della terra che lavorano duramente e che spesso non raggiunge nemmeno un ettaro di vigna, hanno intrapreso un recupero delle tradizioni.

 

Alla ricerca dello Sciacchetrà perduto

Andare alla ricerca del vero nettare delle Cinque Terre non è impresa facile. Da una parte è difficile distinguere i vini autentici da quelli – purtroppo diffusi – “acchiappaturisti”. Dall’altro lato, la maggior parte delle aziende sono così piccole e a conduzione familiare, da non avere una struttura adatta all’accoglienza. Per questo motivo, consigliamo di contattare le cantine prima per verificare la disponibilità.

Partendo da ovest incontriamo per prima la Cantina Buranco che si trova a Monterosso e dispone anche di un agriturismo dove è possibile pernottare. Buranco è anche uno dei maggiori produttori di vino nella zona. Qui, oltre ai bianchi e al passito, i più curiosi potranno anche assaggiare un Rosso delle Cinque Terre, ma da vitigni internazionali (Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot).

A-picco-sul-marePer seguire Sebastiano Catania della cantina Vétua (Località Fuisso, Monterosso al Mare – 320.9282203) nei suoi vigneti a strapiombo sul mare bisogna avere fiato e polpacci allenati. Vétua, non a caso, significa “vetta”, ma ogni goccia di sudore verrà comunque ripagata dalla avvolgente freschezza dei suoi vini. Si possono (si devono!) assaggiare lo Sciacchetrà Riserva prodotto solo nelle annate migliori, ma prima di tutto il vino bianco ottenuto da un blend di varietà locali. Vi lascerà a bocca aperta, e non sarà per colpa della salita.

 

Procedendo verso Riomaggiore

Nell’antico borgo di Volastra, tra Corniglia e Riomaggiore, il tempo sembra essersi fermato. Qui Luciano Capellini produce Sciacchetrà solo quando il tempo, quello atmosferico, lo permette e le uve hanno raggiunto il giusto grado di maturazione. Il bianco ha lo stesso uvaggio ed è una garanzia, ma Luciano Capellini si distingue anche per essere uno dei pochi produttori di “refursat” da lui rinominato “Vin de Gussa” (vino da buccia, perché ripassa sulle bucce dello Sciacchetrà). Una vera particolarità, il cui nome è stato ripreso anche dalla cantina Terre Sospese, minuscola e giovane realtà condotta da Andrea Pecunia che produce vini naturali nel centro di Riomaggiore.

Sempre nello stesso comune sono nate le Cantine Litàn: appena 1 ettaro di vigneto ereditato dal nonno Giulio soprannominato “Litàn” e riportato alla luce nel 2006 dai tre nipoti. Una piccolissima realtà in costante crescita, un giardino sospeso tra mare e cielo nella zona denominata “Costa de Sèra” e dove dal vigneto raggiungibile solo a piedi percorrendo un sentiero scosceso si ottengono due vini dalla stessa combinazione di uve Bosco, Vermetino e Albarola.

Infine arriva Walter De Battè (via Pecunia, 160 – Riomaggiore – 389 8084812), che incarna la fusione tra vino e mare, con uno sguardo sempre Altrove, come uno dei suoi vini bianchi frutto del carattere visionario, della ricerca estetica oltre che qualitativa e dell’assemblaggio di uve Marsanne, Bosco, Vermentino, Rossese Bianco e Roussanne. Underwood, invece, è Bosco al 100%, esuberante, potente ma equilibrato. Una vera sfida che continua con l’azienda Prima Terra nei Colli di Luni, verso il confine con la Toscana.

 

Limoni-5-terreDove mangiare lontano dai flussi turistici

– La Cantina di Miky: locale moderno e informale con un’ampia carta dei vini e cucina di pesce ricercata. Ottima anche per un aperitivo nel centro di Monterosso dopo una giornata in spiaggia.

– Osteria a Cantina de Mananan (0187.821166): piatti tipici liguri in un ambiente caldo e informale a Corniglia.

Ristorante Belforte: specialità a base di pesce appena pescato in un angolo suggestivo di Vernazza.

A pié de mà: una grande terrazza sulla via dell’Amore a Riomaggiore. Bar, enoteca e ristorante a prezzi contenuti e qualità alta dove poter assistere a serate di musica dal vivo. Adatto anche per un aperitivo romantico al tramonto.

 

Dove dormire

– Fuori dalle Cinque Terre, ma comodo per raggiungerle: Locanda La Trigola a Santo Stefano di Magra

– B&B semplice e con terrazza per la prima colazione a Riomaggiore: La Terrazza

– B&B tra gli ulivi con vista panoramica sul golfo a Monterosso: Il Parco

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© Riproduzione riservata - 03/04/2016

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