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Cinque annate del Vino Nobile Riserva Carpineto in verticale

21 Febbraio 2017 Emanuele Pellucci
È stato l’unico Vino Nobile di Montepulciano ad essere entrato per due anni consecutivi nei Top 100 di Wine Spectator, con due annate di produzione consecutive (2010-2011) che hanno ottenuto il medesimo punteggio (93/100). Una gran bella soddisfazione per Carpineto, l’azienda toscana che proprio quest’anno celebra cinquant’anni dalla sua fondazione per opera del duo Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo. «Era il 1967 quando decidemmo di dar vita in Toscana all’azienda Carpineto», ricorda oggi Zaccheo, «col proposito di produrre il miglior Chianti Classico che il terroir potesse offrire. Si trattava di una vera rivoluzione per quei tempi, in cui il risultato universalmente auspicato era la quantità e non la qualità».

Carpineto oggi

A distanza di mezzo secolo quella che era nata come una scommessa rivolta al Chianti Classico si è moltiplicata per cinque. Perché tante sono oggi le tenute in Toscana che Carpineto è riuscito a creare nelle più prestigiosi territori vinicoli: oltre al Chianti Classico anche Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Maremma. Complessivamente circa 500 ettari di terreno in proprietà di cui 200 coltivati a vigneto, per una produzione annua di circa 3 milioni di bottiglie esportate in oltre 70 Paesi (con Canada e Stati Uniti ai primi posti).

Il Vino Nobile Riserva Carpineto dal 2011 al 1989

Il rito annuale delle Anteprime Toscane è stata l’occasione di organizzare, a beneficio di un gruppo di giornalisti internazionali presenti a Montepulciano, una verticale centrata su cinque annate del pluripremiato Vino Nobile Riserva Carpineto (2011, 2010, 2007, 1995, 1989). A completamento della gamma più prestigiosa della Casa anche due annate della linea top Appodiati, il Vino Nobile Sant’Enrico (2009 e 2001), altrettante del Farnito Cabernet Sauvignon (2011 e 2000) e infine il Vinsanto del Chianti 1999, a base Trebbiano, invecchiato in caratelli per circa 15 anni.

La Riserva e il cru Sant'Enrico

La degustazione si è svolta nella nuovissima cantina alle porte di Chianciano circondata da 70 ettari di vigneti, considerato l’impianto ad alta densità più vasto d’Italia. È nella parte vitata che rientra nel territorio comunale di Montepulciano che Carpineto produce il Vino Nobile, sia il tipo Riserva (la sola tipologia perché l'azienda non produce l'annata) che il cru Sant’Enrico. A condurla Antonio Mario Zaccheo, che ha rivelato come Wine Spectator ha definito il Vino Nobile Riserva: “Un vino dallo stile ricco, potente, armonioso, con aromi che evocano l’amarena, il ribes, la prugna e il cuoio; un vino equilibrato e molto godibile da bere da ora fino al 2023”.

Eleganza ed equilibrio nelle annate top

In effetti l’assaggio delle cinque annate di Vino Nobile Riserva Carpineto ha messo in evidenza vini ricchi di frutto, di grande equilibrio ed eleganza, in particolare le annata 2010 e 2007, così come l’ottima tenuta del 1989 e la grande piacevolezza del 2011. Grande impressione ha destato il Sant’Enrico 2009 della linea Appodiati, un vino che entra in commercio dopo vari anni di affinamento in bottiglia, tanto che l’annata in corso è il 2007 e il 2009 era in anteprima assoluta per questa degustazione.

Due extra: Farnito e Vinsanto del Chianti

Come sempre su alti livelli qualitativi il Farnito Cabernet Sauvignon, un prodotto di grande struttura e potenza, sicuramente una delle gemme della produzione Carpineto ottenuto da impianti con 8.500 ceppi/ettaro. Per ultimo, il Vinsanto del Chianti 1999. Un prodotto tendente più al gusto secco che al dolce, come invece accade spesso oggi con vini molto invecchiati, che è stata la chicca finale di questa interessante degustazione.

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