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Vini Barollo: il Piave Doc ha qualcosa da dire

Vini Barollo: il Piave Doc ha qualcosa da dire

L’obiettivo è ambizioso: dare valore e prestigio a un’area quasi sconosciuta dal punto di vista enologico. È il grande progetto dei due fratelli Marco e Nicola Barollo, alla guida dell’omonima azienda vinicola trevigiana, nel cuore del Piave Doc. Nel 2001 i Barollo acquistano dai conti Marcello, nobili veneziani, alcuni terreni nella zona del Piave e di Treviso, per la metà vitati, e cominciano a lavorarci con la consulenza di Carlo Corino. Lo scopo dichiarato delle sperimentazioni in vigna e cantina è «porre le basi per un nuovo terroir», racconta Marco Barollo. «Il nostro territorio è eccezionalmente vocato per alcune varietà di vite, come Chardonnay e Cabernet Franc».

Un territorio vinicolo da scoprire

Il progetto dei vini Barollo parte dal territorio, con le sue specificità: un orizzonte ampio, «a metà strada fra il Mar Adriatico e le Dolomiti orientali, ancora da raccontare in chiave vinicola», spiega. È qui che si innesta l’anima contemporanea e internazionale della Cantina, che seguendo l’evoluzione di un settore complesso – com’è oggi il vino italiano – si presenta al mondo con un taglio comunicativo studiato, d’impatto. “Contemporary italian wines“, si legge su ogni etichetta dei vini Barollo.

Qualche dato in più

Oggi gli ettari di vigneto sono 40 (diventeranno 50 entro fine 2017) e corrispondono a una produzione annua di circa 150.000 bottiglie. L’internazionalità è un valore chiave per l’azienda: il 60% è destinato all’export in 30 Paesi. I fratelli Marco e Nicola Barollo dirigono rispettivamente il comparto commerciale ed export e l’area finanziaria-amministrativa. Mentre della produzione in cantina si occupano due enologi: Mario Barbieri, profondo conoscitore del territorio del Piave e di Treviso, e Riccardo Cotarella, consulente d’alto profilo, riconosciuto a livello internazionale.

Frank! e gli altri vini Barollo

I vini di punta dell’azienda sono lo Chardonnay Piave Doc affinato in barrique (oro al concorso Chardonnay du Monde) e Frank!, Cabernet Franc Veneto Igt (5 grappoli Ais Vitae 2017), vitigni che il territorio esalta e lascia esprimere al massimo. In vigna si trovano anche altre varietà a bacca bianca – Glera, Manzoni bianco, Moscato, Pinot grigio, Pinot bianco, Sauvignon – e il rosso Merlot. La gamma dei vini Barollo, tutti monovarietali, include anche un Prosecco Treviso Doc (il migliore d’Italia secondo la guida 2017 di Luca Maroni), prodotto da 5 anni, e uno Chardonnay Metodo Classico (40 mesi sur lie).

 

In foto: da sinistra, Nicola e Marco Barollo

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© Riproduzione riservata - 13/03/2017

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