Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Un anno di pandemia, il bilancio del mondo del vino

Un anno di pandemia, il bilancio del mondo del vino

Qual è il bilancio del settore dopo un anno di pandemia? Per una volta, ci concentriamo sugli aspetti positivi: la crescita dell’e-commerce; la maggiore attenzione alla salute e al biologico da parte dei consumatori; l’incremento delle misure di sicurezza per i lavoratori nelle Cantine.

Secondo Forbes, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, il fenomeno che merita più attenzione è rappresentato dal panorama dell’e-commerce e delle consegne di vino, quello che in economia si chiama mercato direct-to-consumer (d2c).

Com’è cambiato il mondo del vino nell’ultimo anno

Lo State of the Wine Industry Report 2021 della Silicon Valley Bank riporta che il negozio on line Wine.com ha registrato una crescita del +217% nella prima metà del 2020. Questo incremento è stato determinato in modo significativo dai nuovi consumatori del mercato d2c. Nel frattempo, il servizio di consegna di alcolici Drizly, recentemente acquisito da Uber, ha dichiarato una crescita in soli 3 mesi, tra marzo e maggio 2020, pari a quella che in epoca pre-Covid avrebbe compiuto in 10 anni. Ma non solo le grandi piattaforme possono godere di tali livelli di sviluppo; nell’ultimo anno infatti sono sbocciati in tutto il mondo anche gli e-commerce dei piccoli produttori.

E-commerce, un’enorme opportunità nel 2021

Anche per i ricercatori di Wine Intelligence l’enorme aumento degli acquisti di vino online offre all’industria vinicola globale un’opportunità di crescita senza precedenti. Gli analisti stimano che, in un universo parallelo senza Covid, grazie alle tecnologie sempre più avanzate e sofisticate e alla crescente abitudine di acquistare online di tutto, il settore dell’e-commerce sarebbe comunque cresciuto nell’ultimo anno. La scarica di adrenalina che hanno subito le vendite digitali nel 2020 ha però notevolmente velocizzato questo processo. Il notevole progresso dell’e-commerce nel settore del vino negli ultimi 12 mesi è chiaramente visibile anche nei dati che accompagnano l’ultimo rapporto multimercato Global Wine E-commerce di Wine Intelligence, secondo cui, però, ci si dovrebbe contemporaneamente interrogare su quale sarà l’eredità della pandemia globale. Gli esperti stanno cominciando a chiedersi come persuadere i consumatori a continuare a usare gli e-commerce anche nel post-Covid.

Il Covid ha aumentato la richiesta di prodotti bio

Con il Covid-19 è aumentata in tutto il mondo la richiesta di vino e cibo biologico. Ciò avviene perché i consumatori stanno diventando sempre più consapevoli del rapporto tra alimentazione e salute. Per esempio in Gran Bretagna, nell’ultimo anno, il supermercato Waitrose ha registrato una crescita delle vendite di vino biologico del +56%, Aldi del +45% e Sainsbury del +41%. E questa è, probabilmente, la più grande impennata nella crescita del vino biologico in UK fino a oggi. Inoltre, lo sviluppo di tale settore non mostra attualmente alcun segno di frenata. I rivenditori online segnalano la crescita delle vendite più elevata; Whole Foods Market, il più grande rivenditore di cibo e vino bio al mondo, ha iniziato a limitare il numero dei suoi clienti online a causa della domanda senza precedenti.

L’analogia con l’11 settembre

Secondo il dottor Morné Mostert, direttore dell’Istituto per la ricerca dell’Università di Stellenbosch, qualsiasi crisi porta a una reazione.
«Così come l’11 settembre provocò una reazione immediata in termini di maggiore sicurezza sui voli aerei, il Coronavirus ha improvvisamente sollevato enormi preoccupazioni sulla salute, portando le persone a rivisitare le proprie abitudini alimentari e alcoliche». Ma l’esperto avverte: «Quest’atteggiamento non dura per sempre; gli esseri umani hanno dimostrato di abbandonare presto le loro preoccupazioni per tornare alle abitudini precedenti» (wine.co.za).

Proteggere i lavoratori nelle Cantine

L’ultimo anno ha portato cambiamenti e piccole ma fondamentali migliorie anche nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Ovunque, infatti, le aziende vitivinicole hanno potuto continuare a svolgere il loro lavoro in un regime di semi-normalità, ma i produttori hanno dovuto capire rapidamente come creare un ambiente sicuro per i dipendenti. Alcune procedure, come limitare il numero di persone che possono condividere uno spazio e misurare la temperatura dei lavoratori, sono temporanee. Altre misure invece dovrebbero continuare a essere messe in pratica anche dopo la fine della pandemia. Su tutte quelle igienico-sanitarie: dai lavaggi frequenti delle mani, all’uso di specifici prodotti disinfettanti (Wine Enthusiast).

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© Riproduzione riservata - 04/03/2021

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