Scienze Scienze Riccardo Oldani

Soil4Wine: un nuovo strumento per gestire il suolo del vigneto

Soil4Wine: un nuovo strumento per gestire il suolo del vigneto

L’Università Cattolica di Piacenza, insieme a un nutrito gruppo di qualificati partner, ha sviluppato Soil4Wine: un software per aiutare il viticoltore a valutare le minacce per il suolo del vigneto e a prendere le adeguate contromisure. Risultato del lavoro di un gruppo molto attivo nella ricerca sulla vite.

Le attenzioni dei viticoltori sono generalmente concentrate sulla parte aerea del vigneto, la chioma, anche per la giustificata preoccupazione di ottenere una vendemmia ricca e di qualità. Molto più di rado, invece, si focalizzano sulle caratteristiche e sulla salute del terreno in cui le viti hanno dimora. Partendo da questo presupposto, il Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (Di.Pro.Ve.S.) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha coordinato un progetto di ricerca, denominato Soil4Wine, mirato esclusivamente al suolo e alla sua gestione. Da poco conclusosi, ha portato allo sviluppo di un sistema di supporto decisionale, in sostanza un software, per aiutare chi lavora in vigna a prendere le decisioni giuste sulle opportune lavorazioni del terreno da compiere.

Minacce nel terreno

«Il suolo del vigneto può essere esposto a minacce significative, come l’erosione, il ristagno d’acqua, lo scarso contenuto di sostanza organica, lo stress idrico», spiega Stefano Poni, professore del Di.Pro.Ve.S., che fa capo alla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’ateneo piacentino. «Molto spesso, però, il viticoltore non se ne rende conto, e perpetua una tradizione di gestione o di lavorazioni che ripete da sempre perché è abituato a fare così. Non necessariamente, però, questi interventi sono corretti per la tipologia del suolo, la pendenza, il dilavamento, la capacità di assorbimento idrico. Nel nostro strumento, che è di utilizzo molto semplice, abbiamo quindi indicato una serie di condizioni che possono riguardare il suolo di un vigneto. Se queste vengono riscontrate proponiamo una serie di azioni da compiere».

Il logo del progetto

Pratiche intelligenti

Un esempio? Poniamo il caso di un vigneto in cui in primavera si verifica ogni anno un ristagno d’acqua. Si tratta di un problema che può innescare un fenomeno erosivo o avere altre serie conseguenze. Una soluzione può essere seminare negli interfilari un’essenza invernale, in grado di “asciugare” il terreno in vista di una sua rimozione a primavera. In questo modo si prepara il suolo ad assorbire l’acqua nel momento dell’anno in cui si verificano i ristagni.

Lo studio condotto dal Di.Pro.Ve.S., insieme ad altri partner, tra cui la spinoff Horta, la società consortile Art-Er di Bologna, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale e la società di comunicazione Vinidea, è in uscita sulla rivista scientifica “Catena” di dicembre 2020, ma è già disponibile online. La pubblicazione ha un taglio incentrato sull’intero ecosistema agrario, visto nella sua complessità, e ben si sposa, quindi, con l’impostazione della ricerca, finanziata attraverso i progetti Life dell’Unione Europea, che puntano a diffondere un approccio all’agricoltura, e in questo caso alla viticoltura, che tenga conto anche del suo impatto socioeconomico.

La gestione corretta del suolo del vigneto porta benefici a tutti

«Gestire correttamente il vigneto», osserva Poni, «considerando anche le minacce significative per il suolo, significa non soltanto far bene alla propria azienda e al proprio prodotto, ma anche evitare fenomeni, come smottamenti, che possono interessare il produttore confinante o anche gravare sulla collettività, per esempio quando si generano danni a una strada che poi va riparata». Secondo i calcoli proposti dallo studio, che è stato sviluppato grazie alla collaborazione di 9 aziende “pilota”, una corretta gestione del suolo del vigneto può generare vantaggi fino a 1.454 euro per ettaro in termini di minori spese a carico delle amministrazioni locali, di cui ben 700 legati soltanto al contenimento dell’erosione.

Un vigneto dimostrativo monitorato nel corso del progetto

Contro il digital divide

Il software Soil4Wine, di cui è possibile avere informazioni dal sito del progetto, si configura come un “servizio ecosistemico”, disponibile per i viticoltori sotto forma di consulenza. «Abbiamo voluto mettere a punto uno strumento molto semplice», osserva Poni, «per riuscire a rendere fruibili a tutti i viticoltori gli enormi avanzamenti prodotti dalle nuove tecnologie. Ma non dobbiamo dimenticarci che, per esempio nel Piacentino, chi ha una vigna e la coltiva ha in media 70 anni. Nello sviluppare strumenti high-tech dobbiamo quindi pensare anche a loro, per evitare il rischio di creare un pericoloso distacco tra le vette raggiunte dalla ricerca e le pratiche che poi si attuano in campagna».

Un dipartimento molto attivo

Il Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili conta circa 70 tra ricercatori e assegnisti di ricerca, di cui una ventina sono in forza alla Sezione di Frutticoltura e Viticoltura diretta dal professor Poni. «Ci occupiamo», dice lo studioso, «principalmente di vigneto, ma anche di colture come l’olivo e altre piante arboree. Le tematiche che affrontiamo sono tante, e molto vaste, dall’efficenza nell’uso dell’acqua alla viticoltura di precisione, dalla meccanizzazione e robotizzazione all’impiantistica e alla scelta dei sistemi di allevamento. E poi, naturalmente, siamo impegnati anche nell’insegnamento». All’inizio del 2021 il dipartimento sarà impegnato in un altro importante progetto europeo, denominato Drive, che avrà l’obiettivo di studiare le dinamiche di resilienza all’acqua, in particolare per quanto riguarda gli stress idrici a cui è sottoposto il vigneto in assenza di irrigazione.

Tag: , , , , ,

© Riproduzione riservata - 05/09/2020

Leggi anche ...

Polisolfuri, un fattore poco conosciuto
Scienze
Polisolfuri, un fattore poco conosciuto

Molecole elusive, difficili anche soltanto da individuare n Leggi tutto

Fecce fini: quali strategie per valorizzarle
Scienze
Fecce fini: quali strategie per valorizzarle

Le fecce fini del vino sono potenzialmente inquinant Leggi tutto

Il genoma della fillossera apre nuove strade alla viticoltura
Scienze
Il genoma della fillossera apre nuove strade alla viticoltura

Un consorzio internazionale di scienziati coordinati dall’INRAE, l’istituto Leggi tutto