Scienze Scienze Anna Rita Longo

Alla riscoperta dei vitigni storici senesi

Alla riscoperta dei vitigni storici senesi

Il progetto Senarum Vinea dell’Associazione Nazionale Città del Vino, nato per recuperare antichi gusti dimenticati, si apre a una prospettiva internazionale.

Un percorso che coniuga la ricerca storica e archeologica con la riscoperta delle bellezze del territorio e dei gusti dimenticati che questo offre. Senarum Vinea, progetto ideato nel 2010 dal Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università di Siena e coordinato dall’Associazione Nazionale Città del Vino, è tutto questo.

Senarum Vinea, un progetto ambizioso

L’ispirazione sarà forse venuta dall’osservazione del paesaggio vinicolo medievale nelle opere di Ambrogio Lorenzetti e Simone Martini, che offrono ancor oggi a chi le guarda uno scorcio di quello che era la viticoltura del tempo. L’idea di base è semplice quanto ambiziosa: è possibile immaginare di poter recuperare qualcosa di quel paesaggio e, soprattutto, dei sapori che ne erano il frutto, riscoprendo vitigni dimenticati dall’agricoltura meccanizzata? La specifica situazione del territorio senese offriva buone speranze.

Campionamenti di vitigni nella Valle dell’Orto de’ Pecci, all’interno di Siena

La ricerca orto per orto

Il territorio dove sono stati eseguiti i campionamenti, di circa due ettari nell’area periurbana di Siena, è punteggiato di piccoli orti privati, poderi conventuali, terreni appartenenti a enti religiosi e contrade. È lì che gli scienziati si sono mossi alla ricerca di varietà di vite dimenticate, ma tenute al riparo dalla distruzione dal fatto che la piccola proprietà privata che le custodiva in un luogo riparato le aveva sottratte all’omologazione introdotta dalle pratiche agricole più diffuse, così come dalle esigenze del mercato.

Procanico, Mammolo, Giacché (e altri vitigni sconosciuti)

Le analisi genetiche condotte sulle piante recuperate hanno, così, messo in evidenza che si trattava di varietà ad altissimo rischio di estinzione e, in diversi casi, addirittura di vitigni del tutto sconosciuti. I passi successivi sono stati esperimenti di microvinificazione, compiuti dall’azienda pilota Casteldipugna, con la produzione di piccole quantità di questi vini dal gusto dimenticato (il bianco Procanico e i due rossi Mammolo e Giacché) e l’istituzione di percorsi guidati di enotrekking urbano che accompagnano i turisti nell’esplorazione del territorio e di queste sue parti sconosciute, tra una degustazione e l’altra.

Gli altri progetti eno-archeologici dell’Università di Siena

Informazioni accessibili tramite lo smartphone, attraverso la scansione di QR-code e con l’utilizzo prossimo della realtà aumentata rendono l’esperienza più ricca e immersiva, ma anche di facile gestione in autonomia. Senarum Vinea non è il solo tra i progetti storico-archeologici che riguardano la vite e il vino che sono stati avviati dall’Università di Siena insieme all’Associazione Nazionale Città del Vino. Ricordiamo, per esempio, i progetti pionieristici VINUM e ArcheoVino che miravano al recupero delle antiche viti domesticate dagli Etruschi, come pure delle loro tecniche di coltivazione, tra le quali la cosiddetta vite “maritata”, cioè appoggiata all’acero campestre.

Vitigni residuali coltivati a testucchio presso la Basilica dell’Osservanza, nell’immediata periferia nord di Siena

Urban Vineyards Association

«L’Associazione Nazionale Città del Vino e l’azienda agricola Casteldipugna sono tra i soci fondatori di un’altra importante iniziativa», ci ha detto Andrea Ciacci, coordinatore scientifico del Progetto Senarum Vinea. «Si tratta dell’associazione U.V.A. – Urban Vineyards Association, che ha un respiro internazionale e ha lo scopo di recuperare e valorizzare le vigne urbane di tutto il mondo attraverso una serie di iniziative culturali, turistiche ed enogastronomiche», sottolinea Ciacci. Dalla sua costituzione l’associazione partecipa a iniziative come la Fête Des Vendanges di Parigi, la Vendemmia Torino – Grapes in Town e Laguna nel Bicchiere a Venezia.

L’obiettivo: creare un Circuito Turistico delle Vigne Urbane

A partire dal 2020 è poi prevista la realizzazione di un Circuito Turistico delle Vigne Urbane per unire tutte queste realtà riscoperte nelle varie zone europee, in collaborazione con strutture ricettive, produttori e tour operator. Il momento clou sarà l’organizzazione di un incontro annuale itinerante, con lo scopo di entrare in contatto con il pubblico internazionale, attraverso iniziative come visite a cantine e vigneti e momenti come le vendemmie didattiche.

Il valore di un approccio multidisciplinare

In generale, progetti come quelli avviati nel territorio senese contribuiscono a dimostrare come un approccio multidisciplinare, che si serve di professionalità diverse provenienti da realtà differenti e complementari, possa essere una strada per riscoprire aspetti storici e culturali caratteristici di un luogo, sottraendoli all’omologazione che si è imposta sul mercato.

In apertura: un esemplare ultrasecolare di Sangiovese piccolo nel cortile di Palazzo Sergardi, nel centro di Siena. Foto dell’articolo di A. Ciacci

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© Riproduzione riservata - 21/10/2020

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