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Russiz Superiore: bianchi sì, ma con Riserva

15 Maggio 2010 Roger Sesto
Arrivato nel Collio nella seconda metà del 1800, il Pinot Bianco si è acclimatato in maniera eccelsa, offrendo eccellenti prove del suo adattamento al territorio, tanto da poterlo considerare oggi, dopo 150 di permanenza in terra friulana, un “autoctono d’adozione”. Anche perché il terroir del Collio, unitamente al talento sa dare dei risultati realmente unici.  Fruttato da giovani, sa esprimere dopo qualche anno dalla vendemmia la sua grande personalità, frutto di un mix di struttura, eleganza e complessa mineralità. Vitigno dalle grande potenzialità, adatto anche alla elevazione in legno quando proveniente da vigne a bassa produttività, ha nel suo DNA non tanto aromi spiccati quanto una finezza superlativa, una bella struttura, una corroborante grassezza, un’acidità sempre all’altezza e, non ultimo, interessanti doti di longevità, grazie anche ai suoli del Collio, ricchi di marne e arenarie stratificate, che infondono al vino anche una profonda mineralità. La filosofia di Russiz Superiore di Capriva del Friuli, azienda di proprietà di Roberto Felluga, in controtendenza rispetto alla maggior parte delle cantine “bianchiste”, è di produrre dei vini che non siano buoni solo nell’annata giovane, ma che possano emozionare anche dopo alcuni anni dalla vendemmia. “I nostri vini bianchi - ci racconta Felluga - alla stregua dei vini rossi vengono affinati sui lieviti da alcuni mesi a 2-3 anni, per esaltare corpo e mineralità, mantenendo il più possibile vivi i profumi. Il progetto di produrre dei vini bianchi ‘riserva’ è stato avviato nel 2004 con il Collio Pinot Bianco Riserva e con il Collio Sauvignon Riserva, due vitigni che trovano nella tenuta di Capriva del Friuli il loro terroir d’eccellenza, ai quali si è aggiunto nel 2005 il Collio Pinot Grigio Riserva Mongris, quest’ultimo a marchio Marco Felluga, l’altra tenuta di famiglia”. “La scelta di produrre queste Riserve – riprende Felluga - deriva dalla nostra volontà di far conoscere al mercato l’interessante evoluzione qualitativa che questi vini possono avere dopo due o più anni dalla vendemmia. Tutte sono caratterizzate da una lunga permanenza sui lieviti e da una frazione affinata in botti di rovere. Dotati di personalità, struttura ed eleganza, raggiungono un’importante complessità. Il progetto dei vini bianchi ‘da invecchiamento’ è un investimento d’immagine importante per la nostra azienda, oltre che un punto di forza per il consumatore, che può così constatare immediatamente il potenziale di longevità e le interessanti caratteristiche di  evoluzione che i nostri vini possono regalare nel tempo.

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