Riuso bottiglie di vetro: l’Oregon fa scuola

Riuso bottiglie di vetro: l’Oregon fa scuola

Oltre 60 cantine della Willamette Valley, in Oregon, hanno creato un movimento legato al riuso delle bottiglie di vino, un passo in avanti rispetto al riciclo del vetro che richiede molta energia e non aiuta a migliorare la sostenibilità delle aziende vinicole.

Per approfondimenti: Wine Business, The drinks business e Packaging World

Mentre la California ha già avviato un programma di restituzione delle bottiglie di vino per la rifusione del vetro, l’Oregon sta facendo scuola e ha adottato il riuso grazie alla collaborazione con una start-up – Revino – che ha progettato una bottiglia standard dal peso contenuto e creato un intero percorso per il recupero dei contenitori vuoti dalle Cantine per poi lavarli e riutilizzarli.

Dove, se non in Oregon?

L’Oregon, e in particolare la città di Portland, è uno Stato che si distingue per adottare, spesso prima di altri, stili di vita eco-consapevoli con tendenze evidenziate e magistralmente parodiate dalla serie televisiva Portlandia. Non poteva, dunque, che partire da questo angolo nordoccidentale degli Usa un movimento per il riuso delle bottiglie di vino. Le cantine oregoniane, infatti, stanno affidando parte della loro produzione a bottiglie di vino riutilizzate e riutilizzabili e si dichiarano soddisfatte dei risultati finora raggiunti, anche in termini di comunicazione in quanto a scelte legate alla sostenibilità.

Bottiglie riutilizzabili fino a 30 volte

Per Adam Rack e Keenan O’Hern, co-fondatori di Revino, il vetro monouso costituisce una vera e propria follia, in quanto tutto quel che normalmente entra nelle nostre case sotto forma di vetro è destinato a durare per diverso tempo, o comunque a essere usato più volte. Con un adeguato lavaggio, le bottiglie di vino possono essere riutilizzate fino a 30 volte contribuendo in questo modo a una significativa riduzione delle emissioni di carbonio (Wine Business). Emissioni che, per quanto riguarda il settore enologico, sono causate principalmente proprio dalla bottiglia, per via dell’energia necessaria nella produzione e anche durante il trasporto. Inoltre: «Il vetro impiega migliaia di anni per decomporsi», osserva Adam Rack.

Il vetro non è spazzatura

È, inoltre, paradossale se si pensa che a inizio Novecento tutte le bevande in commercio negli Usa facevano parte di un sistema di bottiglie riutilizzabili. In seguito, la meccanizzazione ha creato la politica dell’usa e getta, che oggi definisce la gran parte del ciclo di consumo delle bevande.  «Nessuno butterebbe il bicchiere di vino dopo ogni utilizzo, ma abbiamo normalizzato lo smaltimento delle bottiglie perché sono state equiparate alla spazzatura, cosa che, invece, non sono», spiega ancora Rack. Basta poi citare qualche dato per rendersi conto dell’assurdità dell’attuale sistema. Nel 2023 negli Stati Uniti sono stati utilizzati circa 16,2 miliardi di contenitori di vetro: appena il 2% è stato riutilizzato e meno di un terzo è stato riciclato (The drinks business).

I consumatori sono pronti. Non lo sono, invece, i produttori

«Non c’è resistenza al riutilizzo da parte dei consumatori. C’è solo una mancanza di possibilità e di comprensione», ha affermato Clemence Schmid dell’azienda che promette di riciclare l’irriciclabile – TerraCycle Loop e per il quale la sfida più grande per il riuso delle bottiglie di vino viene dagli stessi produttori che, così come per l’adozione di bottiglie più leggere o di packaging alternativi al vetro, spesso si dimostrano particolarmente conservatori (Packaging World). Fanno eccezione le cantine dell’Oregon, che potrebbero costituire un esempio per il resto del mondo.

Foto di apertura: in Oregon è nato un movimento legato al riuso delle bottiglie di vetro utilizzate per il vino © A. Psiuk – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 04/07/2024

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