Senza confini Senza confini Anita Franzon

Perché i produttori di Bordeaux protestano?

Perché i produttori di Bordeaux protestano?

I produttori di Bordeaux sono scesi in piazza con i loro trattori per protestare contro una precaria situazione finanziaria e chiedere aiuti statali per estirpare i vigneti. A sostenerli c’è anche il Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux, che ha avvertito: “Ci sono molti viticoltori in gravi difficoltà economiche”.

Per approfondimenti: Decanter, Jane Anson, Le Figaro, The Telegraph, Meininger’s Wine Business International, Sud Ouest, RTL, Le Figaro, The drinks business, Vino-Joy News e Vitisphere

Non solo grandi e blasonati Châteaux, ma tanti piccoli coltivatori in difficoltà. Il corteo, composto da un migliaio di viticoltori, si è riunito manifestando in modo pacifico nel centro di Bordeaux lo scorso martedì 6 dicembre. Bordeaux è una delle capitali mondiali del vino, tuttavia i produttori locali denunciano le condizioni di difficoltà economica che sono ora costretti ad affrontare. Famosa per i suoi maestosi ed eleganti Châteaux, la regione è in realtà abitata da migliaia di piccoli coltivatori sempre più spesso costretti a dover abbandonare i loro vigneti senza sapere come andare avanti (Decanter).

Le cause principali della protesta

I viticoltori di tutto il mondo stanno infatti affrontando un momento difficile a causa di una combinazione di problematiche che vanno dall’innalzamento dei costi di produzione – prezzi più alti di bottiglie, capsule, tappi, trasporti ed energia – all’impatto del Covid, che si sta facendo sentire anche sul lungo periodo. Nella regione di Bordeaux, inoltre, i produttori hanno dovuto assistere, impotenti, a eventi meteorologici estremi, tra cui gelo, grandine e incendi, che hanno avuto un impatto sulla produzione nelle ultime annate. Anche le vendite a Bordeaux sono un problema; in particolare dopo la riduzione della domanda dalla Cina e l’ascesa della Borgogna come principale concorrente dei vini bordolesi. Infine, negli ultimi anni i prezzi del vino sfuso di Bordeaux sono crollati; 900 litri che prima raggiungevano i 1.000 euro, ora valgono intorno ai 600 euro (Jane Anson).

“Tanti vini buoni e niente pane da mangiare”

I messaggi sugli striscioni erano chiari: “estirpare per salvare vite”, “tanti vini buoni e niente pane da mangiare”; e “1.000 coltivatori in meno equivalgono a 10.000 disoccupati in più”. O, addirittura, slogan come quello riportato dal quotidiano francese Le Figaro: “La viticoltura sta morendo a Bordeaux”. È stata la più grande manifestazione vista a Bordeaux da quasi 20 anni (The Telegraph). L’attuale presidente del Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux (CIVB), Allan Sichel, chiede al governo un sostegno finanziario per estirpare 10.000 ettari di vigneti (Meininger’s Wine Business International). Parlando al quotidiano francese Sud Ouest, Sichel ha sottolineato: «Il costo dell’espianto è alto (circa 2.000 euro per ettaro) e un viticoltore non può lasciare la sua terra incolta. Per chi chiude la Cantina, il sussidio statale funzionerebbe come un “piano sociale nazionale”; per altri, potrebbe aiutare a convertire la terra a un uso diverso».

Perché i viticoltori stanno chiedendo l’espianto dei vigneti

Christophe Chateau, responsabile della comunicazione per il CIVB, ha affermato: «Bordeaux ha 108.000 ettari ed è il più grande vigneto AOC in Francia», di cui l’85% a bacca rossa. Il CIVB sostiene le proteste, in quanto un aiuto per l’espianto dei vigneti aiuterebbe i viticoltori, in particolare coloro che sono vicino al pensionamento e senza alcuna prospettiva di vendere le loro Tenute. Inoltre, il consumo di vino in Francia è dimezzato dal 1960. A colpire, però, principalmente Bordeaux è il calo (-32% tra il 2011 e il 2021) dei consumi di vino rosso, in particolare tra i giovani (RTL e Le Figaro).

Una necessità di diversificazione nel vigneto di Bordeaux

La richiesta al governo prevede un sostegno finanziario per estirpare il 10% dei vigneti della regione con un aiuto economico stimato di 10.000 euro per ettaro, pari, dunque, a 100 milioni di euro per la superficie totale (The drinks business). Sichel spera che il taglio dei vigneti in eccesso consenta ai produttori di vino di riequilibrare la produzione, riprendersi e posizionarsi meglio per i mercati futuri, includendo inoltre la diversificazione della linea di prodotti. Esiste, inoltre, la possibilità di convertire i terreni vitati in altre forme di agricoltura che richiedano meno acqua, aumentando quindi la biodiversità in tutta la regione; anche l’impiego del terreno per i pannelli solari potrebbe essere un’opzione.

La (non) risposta del governo francese

Il governo francese ha dichiarato di voler ascoltare i produttori bordolesi, ma non ha ancora fatto alcuna promessa. I viticoltori sono, però, fiduciosi che le loro istanze non rimarranno inascoltate. Tuttavia, a partire dalle riforme della Politica agricola del 2008, l’Europa non sovvenziona più l’espianto. Ciò significa che il governo francese non può risarcire i viticoltori di Bordeaux per la perdita delle loro vigne. Servirebbe un accordo tra la Francia e Bruxelles, ma altre regioni vinicole sono contrarie (Vino-Joy News e Vitisphere).

Foto di apertura: Place de la Victoire a Bordeaux © V. Wechsler – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 15/12/2022

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