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Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg: l’assemblea dei soci approva le modifiche del disciplinare

14 Dicembre 2022 Civiltà del bere

Il cambio del nome in Oltrepò Metodo Classico Docg. Ma anche la raccolta manuale delle uve e l’inserimento della tipologia Riserva con almeno 48 mesi di permanenza sui lieviti. Ecco le principali novità decise dal Consorzio di tutela a inizio dicembre.

Tira vento di cambiamento tra le colline dell’Oltrepò pavese. Se non proprio un ciclone, certamente più di una lieve brezza. Lo scorso 6 dicembre, infatti, l’assemblea dei soci del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese ha approvato la modifica del Disciplinare della Docg Metodo Classico che prevede anche la variazione del nome in Oltrepò Metodo Classico Docg (eliminando cioè l’aggettivo “Pavese”).

Ora parte l’iter per il riconoscimento ufficiale

Così sintetizza Carlo Veronese, direttore dell’ente consortile, in un comunicato ufficiale diffuso a mezzo stampa: «In un clima sereno e costruttivo abbiamo deciso modifiche importanti per il futuro della denominazione al vertice della piramide qualitativa dell’Oltrepò. Inizieremo subito a lavorare per dare attuazione alle richieste dei soci e poter inviare, nel più breve tempo possibile, alla Regione Lombardia la documentazione necessaria all’approvazione di Regione, Ministero dell’Agricoltura e Commissione Europea».

Dal nome della Docg alla tipologia Riserva, le principali novità

Le modifiche approvate prevedono, oltre al cambio del nome della denominazione in Oltrepò Metodo Classico Docg, togliendo il riferimento geografico “provinciale”. Un altro punto cruciale riguarda la richiesta dell’obbligatorietà della raccolta manuale delle uve destinate alla produzione delle cuvée. Da ricordare, infine, la volontà dei soci di introdurre una nuova tipologia, la Riserva, per i vini che sostano almeno 48 mesi sui lieviti in bottiglia. Se confermata, la Riserva si aggiungerà alle cinque classificazioni vigenti: Metodo Classico tout court, Metodo Classico Rosé, Metodo Classico Pinot nero e Metodo Classico Pinot nero Rosé. Ad oggi, per le bollicine certificate, la permanenza minima sulle fecce è di 15 mesi; 24 nel caso delle versioni millesimate. L’imbottigliamento deve avvenire, per tutte le versioni, non prima del 1° gennaio successivo alla raccolta delle uve.

Il commento della presidente del Consorzio Gilda Fugazza

«È un importante passo avanti nel segno dell’unità del nostro comparto che in questi anni ha lavorato tanto per trovare soluzioni comuni», ha commentato la presidente del Consorzio Gilda Fugazza. «Non siamo ancora perfetti, ma siamo coerenti e attenti alle necessità di un mondo complesso e condizionato da tanti fattori. Penso al climate change e alla situazione economica di incertezza generale. Questo lavoro molto tecnico è frutto di un percorso che parte da lontano, dai tavoli dedicati alle denominazioni e non è di fatto ancora finito. Da presidente di un Consorzio mi auguro che in futuro la burocrazia che condiziona le “buone” pratiche del mondo della viticoltura e non solo, si snellisca; e soprattutto sia più connessa alle esigenze dell’attualità condizionata pesantemente da variabili che ci impongono la vera resilienza e capacità di affrontare gli imprevisti».

Foto di apertura: le colline dell’Oltrepò pavese sono uno dei distretti spumantistici più importanti d’Italia © fotografandoltrepo

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