Mastroberardino in Cilento: vino e dieta mediterranea

Mastroberardino in Cilento: vino e dieta mediterranea

Che il vino sia una componente importante della dieta mediterranea è noto fin dall’Antica Roma. Caena atque prandium sine potu non solùm insuavis, verumetiam insalubris habetur: “pranzare o cenare senza vino, non solo non è piacevole ma nemmeno salutare”, scriveva Apicio (I sec. d.C.) nel suo De re culinaria. Oggi l’attenzione a questo stile di vita (dal 2010 patrimonio immateriale Unesco) è al centro del nuovo progetto d’investimento viticolo di Mastroberardino in Cilento, in collaborazione con il Comune di Pollica.

La firma del protocollo di Mastroberardino in Cilento

Piero Mastroberardino e, a sinistra, il sindaco di Pollica Stefano Pisani firmano il protocollo

Valorizzare il territorio e la dieta mediterranea

Le medesime parole di Apicio si leggono sull’antica porta d’accesso alla casa di famiglia Mastroberardino, ora posta all’ingresso delle grotte d’affinamento della Cantina. E così, in piena continuità con la filosofia aziendale, il 29 giugno Piero Mastroberardino e il sindaco di Pollica Stefano Pisani hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. L’obiettivo è sostenere un comune progetto di ricerca, formazione e valorizzazione della vitis vinifera, all’interno di un più ampio percorso di riscoperta della dieta mediterranea e di promozione del territorio campano. E ora cominciano gli studi preliminari per definire l’impianto di un nuovo vigneto.

I parametri di studio del territorio

Racconta Giuseppe Calabrese, responsabile marketing e comunicazione della Mastroberardino: “Le variabili da considerare nel programmare l’impianto del vigneto sono molteplici, ma partono sicuramente dalla climatologia della zona – di cui abbiamo acquisito i dati climatici storici – e da altre variabili fisse quali altitudine, esposizione, pendenza”. A proposito del suolo: “Il contesto è prevalentemente collinare, caratterizzato da terreni argillosi e calcarei con conglomerati flysch tipici della zona. A breve partirà uno studio pedologico dei terreni oggetto d’impianto, per individuarne le caratteristiche prevalenti (profondità, tessitura, permeabilità, contenuto in calcare, in sostanza organica, in macro e microelementi) e distinguendo eventuali aree omogenee con caratteri differenti”.

Pollica

Pollica

La vite nella terra degli ulivi

La superficie agricola vede una larga prevalenza degli oliveti. “Pollica, in particolare, si estende su una superficie di 28 chilometri quadrati e presenta una superficie agricola utilizzata complessiva (Sau) di 787 ettari, di cui 560 ad oliveti e solo 19 a vigneti”, specifica Calabrese. “Dalle analisi ricaveremo diversi profili di suolo rappresentativi, mettendo in luce fattori determinanti per l’attività degli apparati radicali. Sulla base di questi studi verranno selezionati i vitigni da impiantare, i relativi portinnesti e le densità d’impianto”.

 

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© Riproduzione riservata - 08/07/2016

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