In Italia In Italia Emanuele Pellucci

Le Cantine che hanno fatto l’Italia (2): Masciarelli

Le Cantine che hanno fatto l’Italia (2): Masciarelli

La scena si svolge, otto anni fa, in un ristorante degli Stati Uniti. Una bella signora bionda si presenta al titolare per proporgli l’introduzione nella carta dei vini del proprio Montepulciano d’Abruzzo: «Piacere, sono la signora Masciarelli. Risposta: «Piacere, però a noi non servono altri vini Montepulciano perché abbiamo già quelli di Marina Cvetic, che vanno benissimo». La signora sorride, cerca di spiegare: «Guardi, che…». «Signora, è inutile che insista: i suoi vini non mi interessano, sono pienamente soddisfatto di quelli che ho». Finalmente, tutto d’un fiato, anticipando il suo interlocutore, la signora riesce a dire: «Guardi, che Marina Cvetic sono io!».

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Marina Cvetic durante l’annuale portfolio Wine Tasting a Boston con Luigi Valori

Un attimo di perplessità da parte del ristoratore, e poi, chiarito l’equivoco, parte una fragorosa risata generale.
Raccontare Marina, il suo amore per il vino, per l’azienda, per l’Abruzzo, ma soprattutto per l’Italia, non è compito facile perché occorrerebbe molto più spazio a disposizione. Così come il suo amore per il marito Gianni Masciarelli, morto nel 2008 ad appena 52 anni, ma del quale ha assorbito la passione per la terra d’Abruzzo e per i suoi splendidi vini. Una donna intelligente, competente nel proprio lavoro e, il che non guasta, anche simpatica e affabulatrice.
Gli esordi nell’export dell’azienda di San Martino sulla Marrucina ce li racconta così: «Produzione ed esportazione sono cominciati praticamente nello stesso momento. Sebbene già il nonno di Gianni producesse vino vendendolo però sfuso, l’azienda Masciarelli nasce nel 1981 e fin da subito, grazie alla presenza negli Stati Uniti di alcuni cugini, Gianni costituisce nel Massachussets una società di distribuzione. Ecco perché il suo mercato di riferimento è sempre stato gli Stati Uniti; qui il Montepulciano d’Abruzzo è diventato uno dei vini simbolo della produzione italiana. Subito dopo, sempre grazie ad amici che vivevano sul posto, ha iniziato a esportare in Germania, Svizzera, Belgio e Danimarca, dove dopo appena 2-3 anni vendeva già grossi quantitativi».

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La moderna struttura della cantina

«Quando ci siano conosciuti, nel 1987», dice Marina, «la quota dell’export era al 90% su un totale di 250 mila bottiglie prodotte, tuttavia mi resi subito conto di uno squilibrio nei mercati. Infatti, se negli Stati Uniti e nei principali Paesi europei l’azienda era ben posizionata, occorreva però cercare nuovi sbocchi. Da quel momento ho cominciato a girare il mondo, prima con Gianni e poi da sola, andando a fi ere e incontrando i buyer». E il mercato interno perché era lasciato in disparte, chiediamo. «Per una Cantina di modeste dimensioni come la nostra bisognava progredire a piccoli passi e la scelta è stata quella di posizionarsi prima sui mercati esteri. In realtà, il mercato italiano va seguito quotidianamente ed è uno dei più difficili al mondo perché c’è tanta concorrenza con prodotti di buona qualità anche a prezzi contenuti. Ecco perché poi Gianni ha pensato soprattutto a occuparsi del settore interno e io prevalentemente dell’estero».
La passione, anzi l’amore, per questo comparto e per l’Italia Marina Cvetic Masciarelli lo esprime anche quando ci manifesta la sua filosofia commerciale. «Io sono una persona positiva, ottimista, e quando vado a vendere i miei vini non vado a vendere Masciarelli e l’Abruzzo bensì il made in Italy, il marchio più forte del mondo. Ho sempre voluto comunicare questo marchio, che per me è rappresentato dalla Toscana, dal Piemonte, dalle Alpi, da Capri, dalle isole e così via: l’Italia è bella da nord a sud. Il vino è cultura italiana: ecco perché non vendo solo un prodotto agricolo. Anzi, dirò di più: non vado all’estero per vendere, vado per imparare. Ce ne sono già troppi che pensano solo a vendere».

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Marina Cvetic

E il Montepulciano? «Amo questo vino, amo l’Abruzzo, amo l’Italia: sono sicura che gli spazi per espanderci sono ancora enormi. Il processo d’internazionalizzazione delle imprese vinicole come la nostra lo stiamo facendo da moltissimi anni. Tante altre aziende, purtroppo, hanno iniziato solo adesso in tempo di crisi perché le piazze sono sature. Io invece sono dell’avviso che è prima di produrre che bisogna cercare i mercati». Attualmente Masciarelli è presente in 36 Paesi. Vogliamo capire se ne abbiano altri in vista. «Prima di aprire un nuovo sbocco», dice, «è buona norma consolidare quelli esistenti».
Anche in tempi di crisi l’azienda Masciarelli raccoglie consensi, come dimostra la crescita del +3% nel 2010. «Riguardo ai singoli mercati», aggiunge Marina, «grosse soddisfazioni ci sta dando la Norvegia, dove sono molto richiesti, oltre al Montepulciano, anche i vini rosati e il Cerasuolo. Molto bene Canada e Russia, mentre negli Stati Uniti riusciamo a vendere addirittura di più i prodotti più cari».
Molte anche le soddisfazioni morali per l’azienda abruzzese dai numerosi premi e riconoscimenti ricevuti in Italia e all’estero. «Sono tutti ben accetti perché sono la conferma che facciamo prodotti di qualità. La Guida del Gambero Rosso ci ha premiati nel 2000 e nel 2005 rispettivamente per il miglior vino rosso e per la migliore Cantina d’Italia, mentre nel 2009 la rivista Wine Enthusiast ci ha inserito in nomination come migliore Cantina d’Europa. Tutto questo è un incoraggiamento per me personalmente e per l’azienda».

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Un angolo dedicato alla degustazione nella bottaia

A Marina chiediamo se rispetto al passato, a quando cioè lavorava in presenza ancora di suo marito Gianni, i mercati sono sempre gli stessi oppure sono aumentati. «Sì, in effetti, qualche incremento c’è stato, in particolare alcuni piccoli mercati: sono stati loro a venirci a cercare, segno che abbiamo seminato bene e che c’è attenzione per i nostri vini. Insomma, da Masciarelli è cambiato l’autista, ma la Ferrari ce l’abbiamo sempre. Bisognerà vedere se io sono capace di guidarla!».

1981 Gianni Masciarelli dà vita alla propria azienda agricola.

1984 Viaggio alle isole Barbados dove inizia una piccola distribuzione.

2000 Il Montepulciano d’Abruzzo è indicato quale miglior vino rosso dell’anno dalla Guida del Gambero Rosso.

2004 Acquisto del Castello di Semivicoli.

2008 Il 31 luglio Gianni Masciarelli muore durante un viaggio di lavoro in Germania. Aveva 52 anni.

2009 La rivista Wine Enthusiast inserisce l’azienda Masciarelli nella nomination per il riconoscimento quale migliore Cantina d’Europa.

OGGI Export: 49% – Bottiglie più esportate: Montepulciano Classico, Trebbiano Classico, Montepulciano Marina Cvetic, Rosato Colline Teatine Classico, Villa Gemma Bianco, Villa Gemma Cerasuolo – Primi mercati: Stati Uniti, Giappone, Benelux, Germania e Canada.

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© Riproduzione riservata - 10/06/2011

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