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La sostenibilità di Tergeo premia. L’esempio di Arcipelago Muratori e Maltese

La sostenibilità di Tergeo premia. L’esempio di Arcipelago Muratori e Maltese

Due Cantine italiane come esempio internazionale di sostenibilità. La Fratelli Muratori con la Tenuta Oppida Aminea (del Sannio beneventano) e l’azienda agricola Maltese, di Marsala, hanno meritato il bronzo all’International Award of Excellence in Sustainable Winegrowing Competition 2014 indetto dal Botanical Research Institute of Texas. Il centro di ricerca ha premiato il processo produttivo in vigna e cantina delle aziende, entrambe aderenti a Tergeo: il progetto di Unione Italiana Vini per lo sviluppo di un modello di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, attraverso il coinvolgimento di tutti gli operatori del comparto.

UN ARCIPELAGO SIMBIOTICO – Grande è la soddisfazione per le due realtà italiane. Francesco Iacono, vicepresidente della Fratelli Muratori e responsabile del progetto Arcipelago (di cui Oppida Aminea rappresenta la terza “isola”), spiega: «Il riconoscimento è stato assegnato in particolare al progetto Simbiotico, che stiamo portando avanti da diversi anni: microrganismi al posto di sostanze chimiche 
in vigna, assenza totale di prodotti allergeni nel vino, abbigliaggio senza fronzoli, minimalismo nell’uso di materiali estetici. Essere membri del Comitato Tecnico Scientifico di Tergeo ci ha dato maggiore possibilità di confronto e consapevolezza. Si incontrano difficoltà inevitabili nel cercare
 di far convivere economicità e sostenibilità,
 ma la strada intrapresa è quella giusta».

RIABILITARE IL PERRICONE – Commenta Gianfranco Maltese, giovane titolare dell’omonima azienda siciliana: «Questa medaglia è legata, nel nostro caso, a un vino che non è ancora in commercio. Una conferma del valore di ciò che sto portando avanti da diversi anni, ovvero il lavoro di studio e rivalutazione di vitigni storici, come il Frappato, il Nerello Mascalese, il Damaschino e il Perricone. In particolare, il progetto legato al Perricone, partito nel 2009, è volto a recuperare questo vitigno pioniere della Sicilia centro-occidentale, adottando tecniche di produzione e di gestione biologiche e a basso impatto ambientale.
 Le ricerche sono servite a individuare il giusto abbinamento fra portainnesto, terreno e varietà, e poi abbiamo sperimentato diversi protocolli di vinificazione. Il migliore, che abbiamo inviato al concorso del BRIT, sarà oggi utilizzato per la produzione vera e propria». Anche Maltese sottolinea gli effetti positivi del progetto Tergeo «f risiede nel suo essere una “comunità”, dove realtà eterogenee possono condividere e confrontare esperienze, obiettivi e ideali. Anche una piccola azienda – come nel nostro caso – trova la sua collocazione e può aprire le proprie porte – o meglio i vigneti – a studi e ricerche».

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© Riproduzione riservata - 18/09/2014

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