In Italia In Italia Emanuele Pellucci

La nuova Pac: politica agricola comune per modernizzare la filiera

La nuova Pac: politica agricola comune per modernizzare la filiera

La nuova Pac (Politica agricola comune) 2014-2020 è stata al centro di un interessante convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Firenze nella sede della storica Accademia dei Georgofili promosso da Fondazione Arare in collaborazione con Gruppo Intesa San Paolo-Agriventure. Presente un foltissimo pubblico di imprenditori e addetti ai lavori, dal seminario sono venuti spunti di riflessione e di analisi sull’impatto che la riforma della Pac avrà sul panorama agricolo ed economico nazionale.

UN PIANO PER POTENZIARE LA PRODUTTIVITÀ AGICOLA – Nell’introdurre i lavori, il presidente dell’Accademia, Franco Scaramuzzi, ha sostenuto che la nuova Pac dovrà prevedere al più presto strumenti che aiutino le imprese a stare sui mercati, sempre più difficili, volatili e rischiosi. «Purtroppo», ha detto, «non si tiene ancora conto della necessità di potenziare le attività agricole produttive, mentre il mondo ha bisogno di più cibo e nessuno può permettersi di perdere ulteriori superfici e produzioni agricole».

NUOVI EQUILIBRI DI POTERE TRA EUROPA E PAESI MEDITERRANEI – Gli interventi di Antonio Gambetta Vianna, Denis Pantini, Vincenzo Lenucci e Giuseppe Blasi, tutti esperti del settore, sono serviti ad analizzare i punti salienti della riforma, evidenziando sia le probabili opzioni positive che i punti critici per il sistema agricolo italiano. Dal punto di vista politico e strategico, Gianni Bonini, delegato italiano al Ciheam (Centre international de hautes études agronomiques méditerranéennes), ha sottolineato come la nuova Pac «cambierà l’assetto tra Europa e il sistema agricoltura, e come tutto ciò influenzerà i rapporti tra Europa e Paesi del Mediterraneo».

UN’ULTERIORE PENALIZZAZIONE PER GLI AGRICOLTORI ITALIANI – Di prospettive finanziarie ha parlato Vito Bianco, direttore della Fondazione Arare, accennando come sulla riforma pesa l’incognita delle decisioni che saranno assunte a breve dai capi di Stato e di Governo, e quindi al budget disponibile per l’agricoltura dei 27 Stati membri nel periodo 2014-2020. «In tale direzione dovrà muoversi, con particolare determinazione, il Governo italiano», ha spiegato Bianco, «ricordando che il nostro Paese è contribuente netto nei confronti dell’Unione Europea e che il progetto di riforma, allo stato attuale, si traduce in una ulteriore penalizzazione per i nostri agricoltori».

Federico Vecchioni, presidente di Agriventure, tra gli organizzatori dell'incontro

FARE SISTEMA PER ESSERE COMPETITIVI – Il presidente di Agriventure, Federico Vecchioni, ha infine sottolineato come le imprese italiane dovranno integrarsi e aggregarsi per aumentare la loro dimensione competitiva. «Il nuovo Governo», ha concluso, «dovrà applicare questa Pac nelle regioni italiane: nuovi piani di sviluppo rurale, nuove risorse da intercettare, non aiuti ma integrazioni a una filiera che dovrà diventare più moderna e competitiva. La nuova Pac non può essere considerata, infatti, solo un tema tecnico, bensì un dossier di grande rilevanza politica e strategica».

Tag: , , , , ,

© Riproduzione riservata - 06/02/2013

Leggi anche ...

Sangiovese di Romagna, un mosaico di diversità
In Italia
Sangiovese di Romagna, un mosaico di diversità

Leggi tutto

Gli eventi del vino di marzo
Eventi
Gli eventi del vino di marzo

Leggi tutto

Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024, la parola ai presidenti dei Consorzi
In Italia
Chianti Lovers & Rosso Morellino 2024, la parola ai presidenti dei Consorzi

Leggi tutto