In Italia In Italia Jessica Bordoni

La “nuova” Docg Castelli di Jesi Verdicchio

La “nuova” Docg Castelli di Jesi Verdicchio

L’annuncio dell’Istituto Marchigiano a Vinitaly e le considerazioni del presidente Michele Bernetti e del direttore Alberto Mazzoni durante il tasting “Da 1.000 a 25.000 hl: la “nuova” Docg Castelli di Jesi Verdicchio”

Per Jesi e i suoi Castelli è un momento storico. I produttori hanno deciso di mettere mano al disciplinare per ampliare il bacino di riferimento della Garantita, di fatto trasformando il Verdicchio Classico Superiore Doc in Docg. Lo ha annunciato lo scorso aprile dal palco del Vinitaly Michele Bernetti, presidente dell’Istituto Marchigiano di tutela vini e titolare della Cantina Umani Ronchi.

Una riclassificazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi

«La nuova Garantita includerà sia il Verdicchio Riserva, che già si fregia del gradino più alto della piramide qualitativa, sia il Verdicchio Classico Superiore, che attualmente rappresenta una sotto denominazione della Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi», ha precisato Bernetti. «Si tratta di un primo, significativo punto di partenza della riclassificazione del Verdicchio, che sarà concretamente operativa, ce lo auguriamo, forse già a partire vendemmia 2022». La pratica è stata avviata; si attendono ora i tempi tecnici della Commissione nazionale e a seguire di Bruxelles.

La Docg valorizzerà il territorio, la Doc punterà sul vitigno

«La nostra è una scelta di campo forte, con un’altra tipologia ad aumentare la massa critica a Docg del nostro bianco regionale più rappresentativo, portandola, in prospettiva, da 1.000 a 25.000 ettolitri». Così ha commentato Alberto Mazzoni, storico direttore dell’Istituto Marchigiano di tutela vini. E la Doc? Resterà e continuerà ad accogliere la versione “base” e “Classico”, assumendo una valenza sempre più territoriale, strettamente collegata al vitigno; mentre per la Garantita il focus sarà sul territorio e il nome di riferimento Castelli di Jesi Verdicchio Docg.

Il progetto di zonazione e l’anima green

Vale la pena di ricordare i numeri di quella che è oggi senza dubbio la produzione più blasonata delle Marche, forte di un appeal e di una autorevolezza internazionale. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi occupa una superficie di 2.000 ettari vitati, gestiti da 443 produttori di uve, 100 Cantine vinificatrici e 124 imbottigliatori. Tra i progetti in via di sviluppo c’è quello delle Uga, ovvero le Unità geografiche aggiuntive.
«Abbiamo in programma un’importante attività di zonazione di tutto l’areale, che ci impegnerà nei prossimi tre anni», ha rivelato a Vinitaly Alberto Mazzoni. L’obiettivo? «Individuare 4-6 aree in base alle distinzioni a livello aromatico nei vini, alla loro diversa concentrazione di sentori primari e secondari…Dentro a questo ragionamento si inserisce quello sulla sostenibilità ambientale; le Marche sono la seconda regione bio d’Italia». Il direttore Mazzoni però al momento non vuole aggiungere altri dettagli: sono progetti di cui torneremo a parlare nel prossimo futuro.

La degustazione a Verona

A Vinitaly abbiamo partecipato al tasting “Da 1.000 a 25.000 hl: la “nuova” Docg Castelli di Jesi Verdicchio”, condotto dallo stesso Mazzoni con il giornalista del Gambero Rosso Marco Sabellico. È stata l’occasione per degustare 11 Verdicchio Classico Superiore, ovvero 11 canditati al passaggio da Doc a Docg. La scelta è caduta su vini di alcune delle Cantine più premiate dalle maggiori guide nazionali. Un parterre de rois, che evidenzia l’affascinante mosaico di suoli e sfumature aromatiche che questo vitigno autoctono versatile e longevo sa rendere nel calice. Ecco le note di degustazione in ordine di uscita dei vini.

Tombolini Doroverde, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2020

Classico esempio di Verdicchio giovane, naso piacevolmente fruttato e floreale, con un ricordo di mare e accenni agrumati. Sorso sapido e beverino.

Angelini Wines & EstatesMassaccio, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Più complesso, dal profilo aromatico giocato sui frutti tropicali di mango, poi cedro, acacia. La bocca è polposa, ricca con un bell’allungo finale

GarofoliPodium, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Bouquet floreale di erbe aromatiche e anice, poi frutta a polpa gialla matura. Bocca morbida, ma con un buon nerbo acido che resta in evidenza. Tipica chiusa ammandorlata.

PievaltaDominè, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Colpisce per leggiadria e finezza rispetto ai precedenti. Il profilo olfattivo spazia dal fieno alla frutta matura, con un accenno iodato. Grande pulizia ed equilibrio all’assaggio. Calore e sapidità.

Poderi MattioliYlice, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Vitalità e freschezza sono i pilastri gustativi di questo Verdicchio floreale, dove ritroviamo l’anice e la nota di idrocarburo. Grande agilità.

Santa BarbaraStefano Antonucci,Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Agrumi, melone, ananas, ma anche una nota fumé e di spezie dolci che dona spessore prima al naso e poi al sorso. In bocca la freschezza e rotondità si bilanciano.

Colognola Tenuta MusoneGhiffa, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Un naso prismatico di grande fascino, che spazia dal floreale al fruttato, con richiami mediterranei e una nota salmastra. Avvolgenza e bevibilità fuori dal comune, che lasciando intravedere un lungo invecchiamento.

Vicari – L’insolito del pozzo buono, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

Kiwi e lime spiccano in un naso stilisticamente rigoroso e di grande pulizia. In bocca è ampio, morbido, cremoso, di notevole finezza e sapidità.

MontecapponeMirizzi
Ergo, Verdicchio del Castelli di Jesi Classico Superiore 2019

La maturazione in anfora contribuisce a definire un naso dalle note balsamiche. Al palato è succoso, sapido, di grande integrità gustativa

Sartarelli – Balciana, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2019  

Naso intenso, che preannuncia la ricchezza e l’opulenza in bocca (con 4 grammi di residuo zuccherino). Frutta secca e frutta esotica matura, speziatura dolce, finale ammandorlato.

Fattoria Coroncino Gaiospino, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2018

Un Verdicchio autentico, senza sovrastrutture e di territorio. Forse meno “pettinato” dei precedenti, ma certamente d’impatto. Naso di frutta secca, mela cotogna e erbe aromatiche, in bocca struttura, ampiezza e una sapidità marina. Vino iconico e testamento del grande Lucio Canestrari, prematuramente scomparso nel novembre 2021.

Foto di apertura: i vini degustati durante il tasting “Da 1.000 a 25.000 hl: la “nuova” Docg Castelli di Jesi Verdicchio”

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© Riproduzione riservata - 04/07/2022

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