In anteprima, prende forma un sogno sardo: Bentu Luna

In anteprima, prende forma un sogno sardo: Bentu Luna

Gian Matteo Baldi, ceo Stella Wines, ci ha iniziato al nuovo progetto enologico della famiglia Moratti in Sardegna: Bentu Luna. Una cantina a Neoneli (Oristano) e cinque etichette che stanno per vedere la luce. Le prime due già a giugno.

Gian Matteo Baldi è un figlio d’arte: suo padre era Gian Vittorio Baldi, regista e produttore cinematografico con la passione per la campagna e per le vigne. Quindi, egli è due volte figlio d’arte. Ma ciò che ci interessa ora è quella sua vena di sognatore piantata sulla stazza, anche fisica, dell’uomo d’azienda.

Gian Matteo Baldi Bentu Luna
Gian Matteo Baldi, ceo di Stella Wines

Gian Matteo Baldi, le esperienze in Bertani e Sella & Mosca

Dopo i primordi al Castelluccio, quella che appunto era la creatura del padre, e dopo aver respirato le arie poetiche di Luigi Veronelli che frequentava da ragazzo, Gian Matteo si è trovato per anni al fianco di uno dei più concreti manager del vino italiano, Emilio Pedron (Bertani Domains). Poi si è occupato di Sella & Mosca in Sardegna fino all’arrivo dei Moretti. È bastato cambiare una vocale, e ha incontrato i Moratti. Per uno come Baldi, un romanzo di formazione perfetto, che ha trovato forse il suo apogeo nell’ultima sua avventura, dove può unire filosofia e prassi.

Il presente al Castello di Cigognola

Al Castello di Cigognola sta rivoluzionando produzione e marketing, e ne abbiamo scritto spesso su questa testata (l’ultima volta qui), ma quella che stiamo per raccontarvi è un’altra storia, che abbiamo seguito sin dall’idea primordiale fino all’assaggio nel bicchiere. Quindi anche per noi, semplici racconta storie, un’emozione.

L’agronomo friulano Giovanni Bigot che segue il Castello di Cigognola

La nascita del nuovo progetto Bentu Luna in Sardegna

Infatti, eravamo sotto una quercia a Mamoiada: una tavolata di contadini che esibivano i muscoli dei loro Cannonau, sversati da bottiglie di plastica, ma incredibilmente buoni. Gian Matteo raccontava del desiderio di valorizzare lo straordinario patrimonio viticolo della Sardegna. Con la famiglia Moratti, mentre si dedicava a basi e cuvée di spumanti, non ha abbandonato il sogno. Ha individuato una zona ancora misconosciuta e, con l’entusiastico appoggio di Gabriele “Bebe” Moratti, ha gettato le fondamenta di un nuovo progetto che finalmente, nella prossima primavera, vedrà la luce. Siamo nella zona della Doc Mandrolisai, di quelle che studiamo al corso Ais e poi non ne sentiamo più parlare. Invece, credo che scriveremo spesso di Bentu Luna, la nuova azienda di cui siamo i primi a raccontare. È un’occasione straordinaria. 

Territorio, tipicità e tecnica contemporanea

L’eccezionalità di questi vini sta nell’equilibrio raro tra espressione territoriale, tipicità e contemporaneità enologica, specie nei rossi. Sono state individuate vigne speciali, condotte molto tradizionalmente e con viti che toccano la straordinaria età di 115 anni; inoltre sono state adottate tecniche quali pressature maniacali, fermentazioni spontanee e uso parziale dei raspi, oltre agli affinamenti in vari contenitori (cemento, acciaio, legno).

In Cantina si vinifica in acciaio, cemento e legno

Bentu Luna: a giugno le prime bottiglie, un Vermentino e il rosso Mari

I primi vini in uscita – di cui parleremo approfonditamente quando in effetti saranno reperibili – saranno il Vermentino di Sardegna Doc Bentu Luna 2019 ricco di sapore, frutto e sapidità. Molto diverso da quelli di Gallura e da tutti gli altri, direi. Sembra subire l’influenza di Oristano e delle sue tradizioni, insieme al profumo di salsedine. Uscirà a giugno, insieme a Mari Mandrolisai Doc 2019 (vigne tra i 35 e i 70 anni), a base Cannonau, Monica e Bovale (80%) e altri vitigni difficili da dire, dato che all’epoca i contadini non badavano troppo alla selezione clonale. Un arazzo di profumi intensamente sardi, con un tocco speziato, succo e freschezza al palato nonostante la gradazione importante, che si percepite solo nella dolcezza e nel finale caldo. 

Poi arriverà Sobi, un giro di vento nel calice

Verranno a seguire altri tre rossi (sempre dall’annata 2019, che è l’anno zero per l’azienda): Sobi, Susu e Be Luna (tutti nomi di venti che battono il mar di Sardegna).

L’etichetta del Mari, in uscita in primavera

Sobi sarà simile nella composizione a Mari, ma prodotto al di fuori dalla Doc con uve di Neoneli, la località dove si trova la nuova cantina. È simile, ma diverso nelle note più scure (more, composta di marasca), che subiscono, per seguire la metafora velistica, un giro di vento nel calice quando sprigiona nel tempo più fragola fresca e scorza d’arancia. E di giri nel calice ne sentiamo tanti: sono, tutti questi rossi, eccezionali nell’evoluzione sia nel bicchiere, ogni pochi minuti, sia nella bottiglia. Li abbiamo assaggiati a tre e addirittura sette giorni di distanza e sono rimasti ottimi.

Infine, il Cannonau Susu e l’arcaico Be Luna

Susu sarà invece il Cannonau di Sardegna aziendale, sempre da Neoneli, ha precisione di frutto e potenza, con nota intensamente balsamica, pensato per il lungo affinamento. Infine, probabilmente a settembre, arriverà Be Luna un gioiello da 1.200 bottiglie e viti di 115 anni, “roba previvaistica”, la definisce Gian Matteo Baldi. E insieme commentiamo che il vino parla di aromi perduti, e in effetti è probabile considerando le recenti scoperte sulla memoria delle piante. È prezioso e profondo, ricco denso con una grande sapidità sul finale. Va da sé che avrà un prezzo piuttosto alto, ma in fondo varrà la pena pagarlo per mettere il naso nella Sardegna arcaica.

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© Riproduzione riservata - 25/01/2021

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