In Italia In Italia Emanuele Pellucci

Il Solatio, prima verticale a Castello d’Albola

Il Solatio, prima verticale a Castello d’Albola

Presentato in anteprima nell’autunno del 2009, in occasione del trentennale dell’acquisizione di Castello d’Albola da parte di Gianni Zonin, Il Solatio ha fatto finalmente il suo debutto anche in versione “verticale”. La degustazione organizzata nei giorni scorsi al castello è stata, infatti, il primo confronto fra cinque annate di questo ottimo rosso a base Sangiovese, destinato presto a far parte della prestigiosa categoria della neonata Gran Selezione del Chianti Classico.

Alessandro Gallo

COME NASCE – Il Solatio, così chiamato per la sua esposizione a sud-est, è prodotto in un piccolo vigneto piantato su un pendio scosceso e roccioso a 600 metri s.l.m., caratterizzato da un terreno esclusivamente costituito da frammenti di Galestro e Alberese, particolarmente permeabile e a bassa fertilità. Le viti hanno una densità di 4.800 ceppi per ettaro, sono allevate a cordone speronato e un’età di circa 16 anni, con una resa media di 50 q/ha. «In virtù di queste caratteristiche», ci spiega il direttore di Castello d’Albola, Alessandro Gallo, «e grazie alla maturazione in barrique per 14 mesi, seguita da un lungo affinamento in bottiglia, Il Solatio rappresenta l’ideale connubio tra territorio e tradizione, il che ci ha consentito di ottenere la vera espressione del Sangiovese di Radda, e cioè un vino di grande finezza e personalità».

IN VERTICALE – Cinque annate, dalla vendemmia 2006 alla 2011, con l’eccezione della 2007. Ad esclusione dell’annata 2009, dove per alcune innovazioni nella lavorazione in cantina il vino ha evidenziato caratteristiche un po’ diverse, quasi che con il Sangiovese fosse presente anche il Cabernet, Il Solatio delle altre vendemmie ha mostrato una bella uniformità organolettica. Ottimi profumi, tannini morbidi e bilanciati e finali lunghi in bocca sono stati le caratteristiche predominanti unite ad un’indiscussa eleganza e finezza. L’ottima predisposizione all’invecchiamento la si è potuta apprezzare proprio con le annate meno recenti, cioè il 2006 (prima vendemmia prodotta) e il 2008. Da sottolineare come le annate 2010 e 2011 sono tuttora in affinamento, essendo attualmente in commercio il Solatio 2009.

Il lungo affinamento in bottiglia nelle cantine di Castello d'Albola

UN’AZIENDA STORICA DELL’UNIVERSO ZONIN – Al termine della verticale, ai giornalisti presenti è stato fatto assaggiare anche un Chianti Classico Castello d’Albola Riserva 1975. Vino straordinario che ha ben conservato le caratteristiche organolettiche originarie e che ha dimostrato di avere ancora molti anni di vita davanti a sé, a conferma delle potenzialità di conservazione dei vini di questa storica azienda. Vale la pena ricordare come Castello d’Albola, che produce oltre 700 mila bottiglie all’anno, è tra tutte le aziende dell’universo Zonin quella che il cavalier Gianni e la sua famiglia amano di più, il luogo preferito dove trascorrere le vacanze estive.

PREMIO ALLA CARRIERA PER GIANNI ZONIN – Proprio questa sera- a New York, Gianni Zonin riceverà il prestigioso premio alla carriera Lifetime Achievement Award, della nota rivista Wine Enthusiast (per saperne di più). Ennesima conferma del ruolo primario che riveste l’imprenditore veneto nel panorama vinicolo internazionale.

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© Riproduzione riservata - 27/01/2014

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