In Italia In Italia Elena Erlicher

Il Prünent Ca’ da l’Era, cru che esce dagli schemi

Il Prünent Ca’ da l’Era, cru che esce dagli schemi

Da un’uva piemontese, rara e poco conosciuta, due produttori della Val d’Ossola, Mara Toscani e Marco Martini, ricavano un vino cru che sorprende per la sua freschezza ed eleganza. La loro storia, che è l’avverarsi di un sogno, e la nascita del loro primo Prünent.

La Val d’Ossola, nell’Alto Piemonte, a nord delle più conosciute Ghemme e Gattinara, non è tra le zone vitivinicole più rinomate. Conta in tutto una cinquantina di ettari vitati suddivisi in piccoli terrazzamenti tra una ventina di produttori. Ma è la culla di un vitigno antico e raro, il Prünent (ve ne avevamo parlato qui), che è un clone del Nebbiolo noto già nel 1300. Tra i pochissimi che lo vinificano ci sono Mara Toscani e Marco Martini di Ca’ da l’Era di Pieve Vergonte (Verbano-Cusio-Ossola), che rappresentano la nuova generazione dei produttori ossolani.

Prünent custodito in tonneau

Proprio a inizio anno Mara e Marco hanno dato alla luce il loro primo Prünent Valli Ossolane Superiore Doc, che esce con l’annata 2018, dopo aver trascorso 14 mesi in tonneau. In un unico tonneau, che è sufficiente a contenere tutta la loro produzione di 500 litri, che poi si concretizza in 660 bottiglie. Si tratta del sesto Prünent prodotto in questi anni nelle vallate dell’Ossola, e ognuno ha un’identità e caratteristiche definite.

I vigneti in località Fomarco, da cui nasce il Prünent di Ca’ da l’Era

Il cru di Fomarco

Il Prünent di Ca’ da l’Era è un cru che nasce da una vigna di circa 1 ettaro in località Fomarco, tra i 350 e i 450 metri d’altezza, con piante allevate a Guyot su terrazzamenti con muri a secco alti fino a 2 metri. L’esposizione è a sud-est, i suoli sono morenici sciolti e glaciali, e le rese arrivano a soli 35 q/ha. «Presentiamo un Prünent diverso dal solito», precisa Mara Toscani, «proveniente dalla bassa Ossola, da aree non tradizionalmente vocate a questa varietà, con terreni diversi anche per esposizione. Un vino fuori dai canoni e dagli schemi, pur mantenendo le sue caratteristiche tipiche», che son quelle di un rosso equilibrato tra la delicatezza aromatica del frutto, la sua balsamicità e il gusto sapido.

Gli altri vigneti vocati

Le aree più tradizionali per il Prünent sono quelle dei comuni di Montecrestese e Trontano, sulle alture di Domodossola, dove Mara e Marco possiedono un altro ettaro, suddiviso in diversi appezzamenti. L’altitudine qui è la medesima, ma l’esposizione è sud-ovest e nei suoli prevalgono granito, gneiss e derivati. Il sistema di allevamento prevalente è la pergola (detta localmente toppia). Ed è proprio mentre Mara e Marco riparavano alcuni pali spezzati dalle nevicate che li abbiamo raggiunti al telefono per farci raccontare la loro storia.

La concretizzazione del sogno di Mara e Marco

«Possediamo anche un altro vigneto in Valle Anzasca, lungo la strada per Macugnaga, a ridosso del monte Rosa, ad altitudine decisamente più elevata, a 850 metri», spiegano Mara e Marco, vitivinicoltori appena quarantenni, che della loro passione hanno fatto una scelta di vita. Sarà interessante capire come si comporterà qui il Prünent. «Siamo partiti nel 2012, recuperando alcuni vigneti di proprietà dei bisnonni di Marco e prendendone mano a mano altri in comodato d’uso. Abbiamo anche sistemato una casa di famiglia ristrutturando la cantina di fine Settecento con volte a botte in pietra. Il nostro sogno era quello di recuperare il valore del tempo riappropriandoci di quello perso in anni precedenti di vita frenetica».

La ricerca scientifica

Così Mara e Marco hanno reimpiantato i vigneti con barbatelle di Prünent selezionate dopo anni di ricerca dell’Università di Torino con l’Associazione produttori agricoli ossolani – di cui Marco è presidente. Oggi si stanno studiando i portinnesti più adatti per certificare le barbatelle. «La lavorazione dei terreni è totalmente manuale e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari rimane sotto le soglie minime consentite dalla legge», dice Mara. Qui, infatti, non è possibile il regime biologico, perché la zona è piovosa (ma sufficientemente soleggiata) e il clima semi-montano, contraddistinto da grandi escursioni termiche e dall’aria del Rosa.

Il Prünent nel calice

Le uve che danno vita al Prünent Valli Ossolane Superiore Doc sono raccolte a mano, selezionate e diraspate. La fermentazione dura 15 giorni con frequenti rimontaggi. Dopo la malolattica, il vino affina in legno di rovere per 14 mesi, che diventano 20 per l’annata 2019, che uscirà l’anno prossimo. Nel calice è di color granato, con sentori di frutti rossi maturi, viola e pepe nero; in bocca il sorso è croccante, pieno, ma allo stesso tempo fluente. Un vino fine e ampio che fa sentire tutta la sua alcolicità ben dosata tra acidità, persistenza e tannicità.

Come comprare il Prünent

Si può acquistare a 19 euro la bottiglia scrivendo a cadalera.vini@libero.it o chiamando al numero 345.58.82.313 (per ristorazione, Roberto Mariotti robimario70@libero.it, 338.81.52.038).

Le altre etichette

Oltre al Prünent, Mara e Marco producono lo Springhitt, Nebbiolo Valli Ossolane Doc che nasce sempre a Fomarco, ma riposa solo in acciaio; il rosso Ca’ da l’Era, da Nebbiolo, Merlot e Slarina (altro raro vitigno piemontese); e il Dülz, unico passito ossolano da Moscato.

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© Riproduzione riservata - 07/02/2021

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