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Guerrieri Rizzardi premia i giovani talenti della scultura

4 Ottobre 2010 Monica Sommacampagna
Va ad Anita Olivetti, torinese, 24 anni, il premio della prima edizione del concorso di scultura “Antonio Canova”, originale iniziativa della Cantina veronese Guerrieri Rizzardi per promuovere giovani talenti sulla scena dell’arte scultorea contemporanea. Proclamata vincitrice il 29 settembre a Villa Rizzardi di Negrar (Verona) tra gli otto artisti selezionati uscenti dalle Accademie di Belle Arti, oltre a un premio monetario per l’opera Radiolare I, avrà l’opportunità di esporre le sue creazioni presso la Barchessa Rambaldi di Bardolino (Verona) e, quindi, allla Fondazione Canova di Possagno (Treviso). «Il concorso nasce dalla nostra passione per l’arte e dal legame ancestrale con il territorio che la nostra azienda vitivinicola ha maturato in tre secoli», ha spiegato la contessa Maria Cristina Rizzardi, proprietaria di vigneti e cantine in quattro zone Doc classiche di Verona: Valpolicella, Bardolino, Soave e Valdadige, nel contesto di una villa con un giardino storico e un “teatro di verzura” unico al mondo, di matrice settecentesca. «Sono poche le iniziative in Italia dedicate al “primo fiore” della professione artistica», si è congratulata Gabriella Belli, direttrice del Mart di Rovereto e presidente della giuria. «In futuro vorremmo sviluppare il premio in due direzioni: l’ambito degli artisti emergenti e quello dei professionisti». In giuria anche la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, l’artista Nunzio di Stefano, il direttore della Fondazione Antonio Canova Mario Guderzo, il critico d’arte Francesco Stocchi e Giuseppina Panza di Biumo, rappresentante di una famiglia di importanti collezionisti italiani. Nel comitato d’onore artisti di fama come Arnaldo Pomodoro, Eliseo Mattiacci, Nicola Carrino e Gian Pietro Favaro. «Questa iniziativa ben rappresenta lo spirito mecenatesco dello stesso Antonio Canova, il più grande scultore neoclassico, sempre pronto ad aiutare giovani artisti italiani e stranieri», ha detto Mario Guderzo. La premiazione ha visto un nutrito parterre di autorità ed estimatori: tra di essi Gualtiero Marchesi, chef da sempre sensibile al connubio tra enogastronomia e arte, un binomio che l’azienda Guerrieri Rizzardi ha saputo ben coniugare in questa iniziativa.

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