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Giovani Produttori: Graziana Picchi tra le vigne di Colletto

9 Maggio 2016 Jessica Bordoni
Tutto comincia nel 2009, quando la famiglia bergamasca Picchi acquista una proprietà in Valcalepio, ad Adrara San Martino. «L’azienda si trova in collina, a poca distanza dal lago di Iseo», spiega la giovane titolare Graziana Picchi, classe 1988. «Apparteneva a un cliente di mio padre Duilio, intenzionato a venderla. Papà è un architetto e io ho seguito il suo stesso percorso, frequentando l’Università a Parma e a Milano. Poi però il richiamo della vita di campagna ha avuto la meglio su tutti e due… Per farla breve: ci siamo innamorati di questa casa padronale costruita tra i filari di viti terrazzate, boschi e uliveti e abbiamo deciso di dare avvio al progetto Colletto AgriBioRelais, che unisce la produzione spumantistica all’offerta di pernottamento e ristorazione».

Una realtà familiare e biologica

L’azienda è a conduzione strettamente familiare. Impegnato a tempo pieno sia in vigna che in cantina c’è il cugino di Graziana, il ventinovenne Stefano, mentre lo zio si occupa dell’agriturismo e il fratello Filippo è in terza superiore: sta studiando all’istituto di Conegliano e sogna di diventare enologo. «I vigneti si estendono per 4 ettari, da cui produciamo circa 25 mila bottiglie, tutte certificate biologiche», precisa Graziana Picchi. «Possediamo terreni ferrosi, ricchi di calcare e marne, per certi aspetti simili a quelli della regione francese Champagne. Dalle vigne nascono le bollicine Metodo Classico in purezza Chardonnay e Pinot nero. Nel 2015 il Rosé millesimato 2009 si è aggiudicato la medaglia di bronzo al Concorso nazionale dei vini rosati d’Italia nella categoria degli spumanti Igt e Vsq. Siamo molto orgogliosi di questo risultato, anche perché si tratta della nostra prima annata in commercio ed è stata la conferma di una grande partenza».

Valorizzare le ricchezze della Valcalepio

L’altezza media dei vigneti è di 460 metri sul livello del mare con esposizione rigorosamente a sud e forma di allevamento a Guyot. «Il nostro obiettivo è quello di valorizzare e promuovere quest’angolo di Lombardia al confine tra le province di Bergamo e Brescia, che non ha nulla da invidiare per qualità e potenzialità ad altre zone più conosciute a livello regionale», prosegue. «La ricerca della qualità vinicola si fonda sull’ecosostenibilità, che è uno dei pilastri anche della nostra proposta turistica. La casa patronale, infatti, è stata ristrutturata secondo principi di equilibrio e integrazione con il paesaggio circostante. Ai nostri ospiti garantiamo un soggiorno di charme e relax, completamente immersi nel verde e nella natura. L’agriturismo collegato al relais, aperto sia a pranzo che a cena, tiene in carta soprattutto i prodotti del territorio. Ovviamente in abbinamento alle bollicine firmate Colletto».

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