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Gli enologi italiani e del mondo si incontrano ai Congressi di Orvieto e Porto

2 Giugno 2011 Elena Erlicher
Gli enologi italiani si incontreranno a Orvieto (Terni) dal 9 al 12 luglio per il 66° Congresso nazionale di Assoenologi, mentre i professionisti di tutto il mondo parteciperanno al 34° Congresso Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) dal 20 al 27 giugno a Porto, in Portogallo. A Orvieto si festeggerà un anniversario importante, “1891/2011: centoventi anni di Assoenologi al servizio della categoria, del settore vitivinicolo e della loro evoluzione”. L’associazione è la più antica del settore a livello mondiale. Sabato 9, all’inaugurazione a Palazzo del Popolo sarà presente il ministro delle Politiche agricole Saverio Romano. Nei giorni successivi si alterneranno tre sessioni di lavoro incentrate su tecnologia e mercato con relazioni, dibattiti e confronti. In particolare si parlerà de “L’innovazione del controllo”, “Le eccellenze enologiche italiane a confronto e “Conoscere il mercato per valorizzare la produzione” con particolare attenzione ai consumatori  americani, russi e cinesi. Durante la seconda sessione saranno degustate le due bottiglie celebrative dell’Unità d’Italia, Una Bianco e Una Rosso, create con la consulenza di Assoenologi e presentate allo scorso Vinitaly. «Quest’anno si celebra il 120° compleanno della nostra associazione», ha detto Giancarlo Prevarin, presidente di Assoenologi, «che, nel corso della sua storia, ha attraversato gli anni bui delle due Guerre mondiali e del Fascismo. Oggi sono 4.400 gli enologi ed enotecnici italiani, di cui il 40% ricopre nelle Cantine ruoli direttivi». «Al mondo», ha aggiunto il direttore generale Giuseppe Martelli, «non esistono altre organizzazioni di categoria che vantano una data di fondazione antecedente alla nostra. Basti pensare che l’Union des Œnologues de France è stata  costituita solo nel 1959». Il tema centrale del Congresso Oiv, invece, sarà “La Costruzione del vino - Una cospirazione di conoscenza e arte”. A Porto l’associazione internazionale affronterà «tematiche relative alla costruzione di un vino, alle costruzioni per il vino, alla costruzione delle città del vino e alla costruzione dei mercati», ha commentato il presidente Yves Bénard. In altri termini, l’enologia, l’architettura, l’ambiente e l’economia saranno al centro di tutti gli incontri «per tentare di penetrare nei segreti della “cospirazione” tra la scienza, la conoscenza e l’arte, in previsione del “Vino del Terzo Millennio” che stiamo costruendo». In programma anche convegni di genetica e sull’utilizzo dei lieviti, e una visita guidate nella Cantina Minho nella valle del Douro.

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