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Gli altri spumanti. Bollicine classiche e ancestrali in Romagna

5 Aprile 2021 Fabio Giavedoni

Forse non tutti sanno che in Romagna, nota soprattutto per i vini fermi, c’è una compagine di produttori che da poco si è affacciata al mondo della spumantizzazione. Le uve preferite sono Albana, Trebbiano e Grechetto gentile, ma c’è anche chi osa con il Sangiovese e il metodo ancestrale.

L’Emilia-Romagna è una regione che già nel nome manifesta le due distinte anime territoriali che la compongono: quel piccolo trattino che unisce (ma che anche divide) Emilia con Romagna racchiude e separa un mondo di significati diversi. Basta cogliere un primo e macroscopico aspetto: l’ingente produzione di frizzanti e spumanti della tradizione emiliana si arresta bruscamente ai confini con la Romagna, dove da sempre si sono prodotti solamente vini fermi.

Da Imola fino ai 500 metri di quota

Ciò non toglie che negli ultimi tempi qualche Cantina si sia spinta sul terreno “finora inesplorato” delle bollicine, in molti casi con una buona riuscita. Ne segnaliamo quattro che, con spirito diverso, hanno dimostrato un’ottima costanza qualitativa con la loro produzione di Metodo Classico. Operano nel comprensorio di Imola oppure in due territori “di montagna”, ovvero in zone dove la viticoltura è ancora presente in contesti che sfiorano i 500 metri di altitudine.

La determinazione di Fattoria del Monticino Rosso

La Fattoria Monticino Rosso è nata negli anni Sessanta per volontà di Antonio Zeoli. Oggi condotta dai figli Gianni e Luciano che, con determinazione e grande impegno, l’hanno fatta diventare un punto di riferimento per la vitivinicoltura romagnola. I vigneti si trovano alle porte occidentali di Imola (Bologna), in località Piratello, a 150 metri di altitudine su terreni franco-argillosi caratterizzati da alcune inclusioni calcaree.

Il Blanc de Blancs Pas Dosé e lo sbarazzino Di.Verso

Con una selezione di uve Albana viene confezionato il Blanc de Blancs Pas Dosé 2015 che, dopo oltre 36 mesi di maturazione sui lieviti, si mostra ben strutturato e gustoso. Il colore dorato introduce profumi di frutta matura e pane croccante, mentre il palato è asciutto, sostanzioso e sapido, dotato di ottimo slancio acido. Segnaliamo il simpatico e sbarazzino Di.Verso, Metodo Classico parzialmente sboccato (che mantiene, cioè, ancora una piccola porzione di lieviti fini in bottiglia) da Albana e Trebbiano: 50% per le due varietà che, come era uso nei decenni passati, formavano il classico “taglio Bologna”.

Altri spumanti in Romagna

Nicola Marrano, qui con la moglie Marianna, ha abbandonato la professione di chirurgo per darsi a quella di vitivinicoltore con Fratta Minore

A Fratta Minore non solo Metodo Classico

Nicola Marrano più di 10 anni fa ha deciso di trasferirsi con la famiglia sulle colline di Castel San Pietro Terme (Bologna) e di abbandonare la professione di chirurgo per dedicarsi alla neonata azienda vitivinicola Fratta Minore. Ha piantato gradualmente vigneti in zona pedecollinare, in località Gallo Bolognese, a circa 200 metri di quota. Si dedica da tempo, con attenzione e ottimi risultati, alla produzione di Metodo Classico, a cui si affiancano anche alcune etichette di vini da rifermentazione naturale in bottiglia senza sboccatura.

Dama Bianca Brut e Rosé

Il Brut Dama Bianca 2016 è stato prodotto con uve Grechetto gentile (Pignoletto) a cui si aggiunge un piccolo saldo di Incrocio Manzoni. Dopo 20 mesi di affinamento sui lieviti si presenta nel bicchiere ampio e fragrante, intensamente fruttato e incisivo nelle note minerali, con bel finale avvolgente e asciutto. Per il Brut Rosé Dama Bianca 2018 si è usato, oltre all’85% di Grechetto gentile, anche il Pinot nero. Quasi un anno di maturazione in bottiglia per un vino succoso e fruttato, ben dettagliato nell’impronta gusto-olfattiva, scattante e agile al palato.

Altri spumanti in romagna Pertinello

Dalla passione di Moreno Mancini per le bollicine nascono i Metodo Classico di Tenuta Pertinello

La passione per le bollicine di Tenuta Pertinello

La storia di Tenuta Pertinello è in continua evoluzione. Nata a Galeata (Forlì-Cesena) nel 1999 e rilevata dalla famiglia Mancini nel 2006, da diversi anni è condotta in cantina dal giovane ma esperto Filippo Leoni. Ad aprire le strade alla produzione di Metodo Classico è stata la passione del proprietario Moreno Mancini, che sapeva di poter contare su vigneti (dedicati in massima parte al Sangiovese), posti a circa 500 metri di altitudine, ideali per la produzione di buone bollicine. Ci ha pienamente convinto il Blanc de Noirs Pertinello, la cui produzione è in crescita costante. Originale al naso, cremoso e fresco al palato, non dichiara il millesimo, ma quello assaggiato è il frutto dell’annata 2016 rimasta sui lieviti per 24 mesi.


Paride Benedetti Tenuta Santa Lucia produce un ottimo Blanc de Noirs da Sangiovese che affina 36 mesi sur lie

La biodinamica Tenuta Santa Lucia

Paride Benedetti è nato da una famiglia contadina a Mercato Saraceno (Forlì-Cesena). Dopo gli studi da agronomo, nel 2000 ha preso in mano le redini di Tenuta Santa Lucia, l’azienda di famiglia, lavorando da subito in regime biologico per abbracciare poi, a stretto giro, i dettami dell’agricoltura biodinamica. È del 2008 la realizzazione della cantina e l’inizio della produzione di Metodo Classico. Il Blanc de Noir Santa Lucia 2016 nasce esclusivamente da uve Sangiovese ed è affinato sur lie per 36 mesi. È di bella complessità, con fini note fruttate ed evolutive; il sorso è teso, agrumato, con bolla incisiva e buona persistenza.

Occhio ai Metodo Ancestrale

Un discreto numero di vignaioli romagnoli ha deciso di “divertirsi” producendo alcuni vini con il cosiddetto metodo ancestrale, che prevede la rifermentazione naturale in bottiglia senza sboccatura. In Francia questi vini si direbbero sur lie, in Veneto colfondo. Segnaliamo le etichette più interessanti, in ordine alfabetico:

Anablà di Tre Monti (Imola, Bologna) da Albana
Bolleggio di Tenuta La Viola (Bertinoro, Forlì-Cesena) da Pinot nero
Indigeno di Ancarani (Faenza, Ravenna) da Trebbiano
Oppalà di Giovannini (Imola) da Trebbiano
Rossetto di Stefano Berti (Forlì) da Sangiovese
Unknow di Ca’ dei Quattro Archi (Imola), da Trebbiano e Biancame.

Foto di apertura: i vigneti che meglio si adattano alla produzione di bollicine in Romagna vanno dai 150 ai 500 metri d’altezza
© Tenuta Pertinello, Galeata (Forlì-Cesena)

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