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Fondazione SOStain chiama, “la Sicilia risponda”

31 Luglio 2021 Elena Erlicher

A un anno dalla sua costituzione, la Fondazione SOStain Sicilia sprona i produttori vinicoli ad avviare l’iter di certificazione dell’ente. L’obiettivo è quello di far diventare il suo programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana un modello a livello internazionale.

«Si tratta di una scelta etica, di un passaggio obbligatorio per le aziende vinicole del nostro territorio». Esordisce così Alberto Tasca, in veste di presidente della Fondazione SOStain Sicilia, con una vera e propria “chiamata alle armi” a un anno dalla fondazione del programma di sostenibilità della viticoltura siciliana. Quello che un decennio fa era nato come progetto (vedi qui) oggi è un ente strutturato che si candida ad essere un unicum sia a livello nazionale che internazionale, per elevare la Sicilia a isola green nel panorama europeo. Così parla Tasca nel corso del webinar “SOStain è…”, che si è svolto a fine giugno: «Da un anno stiamo analizzando il disciplinare SOStain cercando di calarlo nel contesto della nostra isola, per avere un riferimento unico per tutti».


Secondo Alberto Tasca, presidente della Fondazione SOStain Sicilia, la sfida delle Cantine siciliane va nella direzione di un’Isola green © M. Carassale

Una vocazione naturale alla sostenibilità

L’obiettivo è quello di spronare i produttori siciliani che ancora non l’avessero fatto ad avviare l’iter della certificazione. Al momento solo cinque Cantine sono certificate, ma altre 50 sono in fase di analisi.
«La vocazione sostenibile della Sicilia è un fattore naturale, grazie alle sue favorevoli condizioni climatiche e alla varietà del suolo e alla biodiversità, con oltre 70 varietà di vitigni autoctoni», afferma Antonio Rallo, presidente del Consorzio Vini Sicilia Doc. «La Sicilia, inoltre, con i suoi 30.000 ettari vitati, è il più grande vigneto bio d’Italia». Sarebbe un peccato non approfittarne, tanto più considerando le positive ricadute economiche.
«La sostenibilità può diventare un valore anche commerciale, se viene comunicato con autorevolezza dalle aziende, guadagnando credibilità nei consumatori», sottolinea Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia

I 10 requisiti per la certificazione

I requisiti per ottenere la certificazione ce li chiarisce Nicola Francesca del Comitato scientifico SOStain. «Sono 10: gestione sostenibile del vigneto, divieto di diserbo chimico, protezione della biodiversità, utilizzo di materiali eco-compatibili nel vigneto, materie prime locali, calcolo degli indicatori VIVA (Aria, Acqua, Vigneto e Territorio), tecnologie energicamente efficienti, riduzione del peso delle bottiglie, trasparenza nella comunicazione, assenza di residui nei vini». Ma si possono trovare maggiori spiegazioni sul sito www.fondazionesostainsicilia.it.
«Non è un iter complicato. Molte aziende adottano già queste pratiche ma hanno bisogno di essere organizzate in maniera organica». A supportare, inoltre, le aziende nella fase pre e post certificazione, c’è la rete di professionisti Panagri, braccio operativo di SOStain.

Le testimonianze delle aziende certificate

«Senza la bellezza e la varietà che comporta l’agricoltura sostenibile, il nostro paesaggio sarebbe diverso», spiega Arianna Occhipinti, tra le aziende che hanno ottenuto la certificazione SOStain. «La scelta a supporto della sostenibilità porta a cambiamenti non solo estetici, ma che incidono anche sulla produttività e qualità del vino». Le fa eco Benedetto Alessandro di Alessandro di Camporeale: «Molti sono i vantaggi e le opportunità che conseguono da questo tipo di scelta, come per esempio la possibilità di usufruire della guida del Comitato scientifico SOStain e di accedere ai fondi europei». «Il rispetto dei parametri della sostenibilità non rappresenta solo una premialità per gli agricoltori, ma proietta la Sicilia verso il Green Deal europeo e l’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile», fa notare infine Dario Cartabellotta dell’assessorato all’Agricoltura.

Foto di apertura: la Fondazione SOStain Sicilia ha come obiettivo quello di agevolare la condivisione di best practices finalizzate al rispetto dell’ecosistema

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