Pubblichiamo una selezione di produttori presenti nel nostro Top delle guide vini. Ognuno ci racconta la sua storia e la filosofia di pensiero da cui sono nate le etichette più premiate dalla critica nazionale, dai cru storici ai progetti recenti. In questo articolo presentiamo Feudi di San Gregorio.
Nel 2026 Feudi di San Gregorio festeggia 40 anni. Quattro decenni per raccontare l’Irpinia e i suoi vitigni autoctoni, costruendo un ponte fra tradizione e innovazione. «Più che un traguardo, questo per noi è un punto di partenza», spiega il presidente Antonio Capaldo che oggi guida un gruppo da oltre 30 milioni di euro con un export in più di 50 Paesi. «In questi 40 anni abbiamo imparato che il vino non è solo una bevanda, ma un linguaggio universale che parla di paesaggi e comunità, di terra e radici, di gesti antichi e sperimentazioni contemporanee. Coltiviamo oltre 300 ettari in più di 800 parcelle e ci impegniamo a custodire la biodiversità». Un percorso fatto di curiosità e passione, tappe e riconoscimenti. Lo studio delle viti centenarie ha dato vita ai Patriarchi, mentre il progetto FeudiStudi ha valorizzato il mosaico enologico irpino.
Non solo Campania
Tra i cru più emblematici ci sono il Serpico, Aglianico dall’appezzamento storico Dal Re, la Riserva di Taurasi Piano di Montevergine e il Merlot in purezza Pàtrimo. Ma il gruppo Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio comprende anche Dubl, lo spumante campano Metodo Classico, mentre fuori dai confini regionali ha investito a Bolgheri con l’azienda Campo alle Comete, nel Vulture con la Cantina biologica Basilisco, nei Colli Orientali del Friuli con il progetto Sirch e a Ischia con la Casa vinicola Costa delle Parracine. E ora è pronto a scrivere i prossimi capitoli della sua storia.
I vini PREMIATI
BASILISCO
Aglianico del Vulture Superiore Docg 2019