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Fattoria Colsanto: il progetto hospitality di Livon nelle terre del Sagrantino

9 Dicembre 2022 Civiltà del bere

In Umbria, alla Fattoria Colsanto di Bevagna, la famiglia Livon ha impostato un’offerta enoturistica completa che valorizza il territorio unendo enogastronomia, bellezze naturalistiche e relax.

Dici Livon e pensi subito alle colline soleggiate del Collio e alla donna alata dell’artista russo Erté, inconfondibile simbolo della storica azienda vinicola friulana. Ma la famiglia Livon, a partire dai primi anni Novanta fino all’inizio del nuovo Millennio, ha messo a segno anche due importanti acquisizioni fuori regione, con l’obiettivo di diventare un marchio sempre più competitivo in un mercato complesso e in costante evoluzione. Da questo impegno sono nate realtà prestigiose come Borgo Salcetino nel cuore del Chianti Classico, e Fattoria Colsanto nel comune di Bevagna, all’interno dell’areale Montefalco Sagrantino Docg. In particolare quest’ultima è stata al centro di un progetto di incoming ed enoturismo.

La ristrutturazione dell’antico casale umbro

«Dal 2001 ad oggi Fattoria Colsanto è in crescita esponenziale nel promuovere, all’insegna dell’eccellenza, la cultura del vino e la piacevolezza di esplorarne i retroscena in una location che non smette di stupire i suoi ospiti», spiega Matteo Livon, terza generazione di famiglia impegnata in azienda.  «La proprietà si trova al centro della Strada del Sagrantino, circondata dai suoi vigneti a ventaglio. L’ingresso del viale di cipressi accoglie e accompagna dolcemente al cuore dell’azienda, dove sorge lo storico casale del Settecento». Il complesso, accuratamente ristrutturato, si accorda con gentilezza al paesaggio circostante.

Fattoria Colsanto Livon
L’area piscina, nella parte più alta dell’azienda, è accessibile solo agli ospiti delle struttura

L’offerta enoturistica di Fattoria Colsanto

«In venti anni di lavori, quello che era un vecchio rudere è trasformato in un wineshop con due attrezzatissime sale degustazioni che godono di una vista privilegiata e sulla valle umbra. Con i borghi medioevali di Assisi e Spello a far da sfondo».
Agli investimenti sulle strutture, sono seguiti quelli per valorizzare l’ospitality. «Siamo da sempre convinti dello straordinario potenziale enoturistico del territorio. Per valorizzarlo in modo ottimale abbiamo investito molto anche sull’accoglienza, implementando la struttura ricettiva da sei a dodici camere, di cui la metà doppie; a queste si aggiungono tre suite e due appartamenti. Sono tutti finemente arredati e dotate di ogni confort, per un’esperienza di relax in piena campagna ma con una soluzione strategica per spostarsi ed esplorare tutta la zona».
L’altra novità della Fattoria Colsanto riguarda l’area piscina, che si trova nella parte più alta dell’azienda, è corredata nei minimi dettagli ed accessibile esclusivamente agli ospiti della struttura.

Una produzione vinicola sempre più sostenibile

«L’attività vitivinicola resta il fulcro nonché forza motrice della tenuta», precisa Matteo Livon. «Anche in Umbria la filosofia produttiva della nostra famiglia impiega molte energie riservando particolare attenzione alla sostenibilità per quanto riguarda la filiera produttiva nel suo complesso. In vigna ci attiviamo per una gestione agronomica innovativa che rispetti responsabilmente la natura e le esigenze del consumatore. A riprova della grande attenzione per una viticoltura sostenibile ed una gestione aziendale rispettosa delle risorse, si aggiunge l’amplificazione del complesso impianto fotovoltaico che rende la Fattoria pressoché autosufficiente». Di recente anche i locali che ospitano la cantina sono stati ampliata, con la creazione di un’area dedicata alla vinificazione delle Riserve e all’appassimento dell’uva.

Foto di apertura: Fattoria Colsanto di Livon si trova al centro della Strada del Sagrantino

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